Filosofia, libertà e… il mare!

C’era una volta, tanto ma tanto tempo fa, su un’isola lontana lontana, un anziano pescatore. Viveva in una capanna vicino alla spiaggia del mare, mare dal quale, con la sua canna da pesca, la sua barchetta di tronco e la sua rete, riusciva a procurarsi il cibo per vivere. Era sempre calmo e sereno, limpido come il mare che lambiva l’isola. Amava stare ore e ore sdraiato all’ombra di una palma, su di una piccola altura che dominava la spiaggia ed il mare. Rimaneva sdraiato ore ed ore a riposare, a pensare ed a sognare.

Un giorno arrivò all’isola un ricco signore con una gigantesca nave da carico. Il ricco signore sbarcò sull’isola per recarsi al paesino, poco lontano dalla spiaggia del pescatore, per svolgere i suoi affari. Dopo aver concluso i suoi affari, si incamminò per tornare alla nave passando dall’altura dove il pescatore riposava. L’uomo ricco fu sorpreso dal notare questo vecchio pescatore che dormiva con il sorriso sulle labbra. Si avvicinò incuriosito al vegliardo e gli si sdraiò vicino, all’ombra dell’accogliente palma.

- Sto perdendo tempo. – pensò tra sé con ansia, – devo tornare al lavoro. – Ma lì era tutto così bello! Il cielo ed il mare non erano mai stati così vivi: sembravano due innamorati al primo appuntamento, che si scrutano, silenziosi ed imbarazzati, prima di baciarsi. Il pescatore, destatosi nel frattempo, si accorse del nuovo venuto: – E tu chi sei buon uomo?

Rispose il ricco: – Sono un commerciante di seta e di ferrame. Vedi quella grossa nave giù nella baia? È mia. Sopra vi lavorano cinquanta dipendenti, tutti miei stipendiati. Sono passato dal paesino qui vicino, ma nessuno sembra interessato alla mia merce. Pazienza. Le mie molte industrie in continente, producono più merce di quella che riesca a vendere. Dovrò aprire perciò nuovi mercati. E tu, o canuto vegliardo, chi sei?

- Io sono soltanto un povero pescatore.

- E che ci fai qui, sdraiato tutto il giorno?

- Riposo – rispose il vecchio.

- Attento, pescatore. Chi dorme non piglia pesci. – ammonì il ricco signore. – E allora? – esclamò il vecchio. Poi continuò: – Io lavoro per vivere, non vivo per lavorare. Poi, quando voglio, mi sdraio qui e mi riposo, guardo l’alba ed il tramonto, il cielo ed il mare. Penso e sogno. E tu, buon uomo, perché lavori tutto il giorno?

- Che domande! – rispose prontamente il ricco signore, – Lavoro tutto il giorno affinché un giorno, io possa permettermi di… riposare… -. Il volto del ricco signore cambiò improvvisamente. Il vecchio pescatore sorrise amabilmente: – Anche tu, come vedi, vuoi semplicemente riposare -.

A queste parole, il ricco signore rinunciò al proposito di partire: rimase sdraiato accanto al pescatore, ed insieme, continuarono a scrutare il cielo ed il mare fino al tramonto, e oltre. Chi, questa estate, passerà da quell’isola lontana, potrà ancora scorgere, arenata e logora nella vecchia baia, una grande nave carica di seta e ferrame. Sull’altura, invece, troverà il ricco signore ed il pescatore a riposare, ed a rimirare il cielo ed il mare.

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Vedi anche il sito LIBERARCHIA per un’altra avventura del pensiero

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