{"id":592,"date":"2011-05-14T17:36:32","date_gmt":"2011-05-14T17:36:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=592"},"modified":"2011-05-15T22:47:45","modified_gmt":"2011-05-15T22:47:45","slug":"il-manzoni-eretico-la-sua-filosofia-e-la-sua-teologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=592","title":{"rendered":"Il Manzoni eretico. La sua filosofia e la sua teologia"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/www.temperamente.it\/wp-content\/uploads\/2011\/03\/alessandro_manzoni_ritratto_molteni1.jpg\" class=\"alignnone\" width=\"500\" height=\"368\" \/> <\/p>\n<p align=\"center\">\n<blockquote><p>\u201cOgni tanto tra mezzo al ronzio continuo di quella confusa moltitudine, si sentiva un borbottar di tuoni, profondo, come tronco, irresoluto; [..] que\u2019 tempi, forieri della burrasca, in cui la natura, come immota al di fuori, e agitata da un travaglio interno, par che opprima ogni vivente, e aggiunga non so quale gravezza ad ogni operazione, all\u2019ozio, all\u2019esistenza stessa. Ma in quel luogo destinato per s\u00e9 al patire ed al morire, si vedeva l\u2019uomo gi\u00e0 alle prese col male soccombere alla nuova oppressione; si vedevan centinaia e centinaia peggiorar precipitosamente; e insieme, l\u2019ultima lotta era pi\u00f9 affannosa, e nell\u2019aumento de\u2019 dolori, i gemiti pi\u00f9 soffocati: n\u00e9 forse su quel luogo di miserie era ancora passata un\u2019ora crudele al par di questa\u201d.  (<em>I promessi sposi \u2013 1840, cap XXXV, descrizione  del lazzaretto<\/em>)<\/p><\/blockquote>\n<p align=\"justify\">Alessandro Manzoni \u00e8 il letterato romantico italiano che pi\u00f9 di tutti avverte la tremenda dicotomia tra fede cristiana e ragione, ma non solo; lo studio attento delle sue opere tradisce pi\u00f9 volte la rassicurante lettura cattolica che per molto tempo  ha dominato la sua interpretazione critica. Il messaggio pi\u00f9 nuovo e moderno di Manzoni, il suo insegnamento problematico, angosciante e tutt\u2019altro che autoritario e dogmatico, sta nel porre il lettore di fronte all\u2019ignoto ed al segreto della vita senza rinunciare alle armi della ragionevolezza, della filosofia, del pensiero e del buon senso, ma tuttavia indicandone la debolezza, la fallacia. La fallacia di ogni tentativo di indicare un senso precostituito della vita, un \u201csugo della storia\u201d, e soprattutto, un senso razionale al male. Sotto i colpi del Manzoni maturo, non cade solo la rassicurante ragione illuminista delle sue prime opere, o il teleologico idealismo hegeliano, ma anche la rassicurante fede cattolica e la sua teodicea: crolla cio\u00e8 ogni legittimit\u00e0 di interpretare i legami tra mondo divino e storia umana. Manzoni cio\u00e8 opera una vera e propria decostruzione, anche ironica, dell&#8217;idea cattolica di provvidenza. <\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p><!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\">Tappa importante della sua formazione \u00e8 la frequentazione di ambienti vicini al giansenismo, vicini cio\u00e8 a quella teologia di impostazione protestante che fu di quel filosofo definito da Voltarie \u201cmisantropo sublime\u201d chiamato Blaise Pascal. Ruolo rilevante ebbero Eustacchio Degola e Luigi Tosi, che lo porteranno alla conversione al cattolicesimo.<br \/>\nI quattro inni sacri della \u201cRISURREZIONE\u201d, \u201cIL NOME DI MARIA\u201d, \u201cIL NATALE\u201d, e \u201cLA PASSIONE\u201d (1812-1815) sono probabilmente le opere pi\u00f9 cattoliche dell\u2019autore.  Pi\u00f9 che al mistero, la religione di Manzoni  qui appare come una storia insieme umana e divina, in cui l\u2019elemento corporale e la determinatezza storica non sono mai dimenticati. La letteratura dunque non \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante al mondo, come pensavano i Romantici. E\u2019 questa una posizione radicalmente antiestetizzante  (vedi anche la prefazione al Conte di Carmagnola). <\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">L\u2019entusiasmo rassicurante dei primi tempi della conversione viene per\u00f2 smorzato nella fase matura del suo pensiero (1815-1827), anche a causa dei continui lutti, fase nella quale avviene l\u2019elaborazione dei suoi capolavori: l\u2019ultimo inno sacro, \u201cLA PENTECOSTE\u201d, le due tragedie ed i \u201cI PROMESSI SPOSI\u201d. Le sue teorie si fanno sempre pi\u00f9 chiare: dio \u00e8 rappresentato come mero riparo e consolazione ma anche come terrore biblico e imperscrutabile ragione di vita e morte. D\u2019altra parte, il dio di Manzoni presenta sempre una dimensione inquietante e minacciosa. Persino Maria Vergine, ne \u201cIL NOME DI MARIA\u201d viene presentata \u201cterribil come oste schierata in campo\u201d. Da questo punto di vista risulta particolarmente intenso l\u2019unico frammento di \u201cOGNISSANTI\u201d, divulgato in vita dall\u2019autore e dedicato al mistero angoscioso della morte e della vita, rappresentato simbolicamente nella bellezza e nella fragilit\u00e0 di un \u201ctacito fior \/ che spande di deserti del cielo \/ gli olezzi del calice, e muor\u201d. Significativo anche il \u201cNATALE DE 1833\u201d, un compendio della teologia di Manzoni. Composto alla morte della moglie Enrichetta Blondel, qui lo scrittore dichiara senza esitazioni l\u2019irrazionalit\u00e0 di Dio nei suoi progetti e nelle sue vie misteriose, che non pensano all\u2019uomo ed al suo benessere o li sono indifferenti; presenta cio\u00e8 l\u2019irrazionalit\u00e0 della storia. Sembra cos\u00ec negare la sua poetica \u201cufficiale\u201d, quella che lo obbligava a raccontare \u201cl\u2019utile per iscopo, il vero come oggetto e l\u2019interessante come mezzo\u201d (Lettera a d\u2019Azeglio \u201cSul Romanticismo\u201d). L\u2019unico insegnamento etico della storia (il vero), sembra essere l\u2019irrazionalit\u00e0 di essa, che sembra negare la provvidenza come guida storica dell\u2019uomo, ma soltanto assicurare la salvezza eterna:<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">\u201cIl pensiero si trova con  raccapriccio condotto ad esitare tre due bestemmie, che son due deliri: negar la Provvidenza , o accusarla\u201d (<em>Storia della colonna infame<\/em>).<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p>L\u2019insegnamento storico-esperienziale \u00e8 posto sulla bocca di Adelchi morente: <\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Godi che re non sei, godi che chiusa \/ all\u2019opra t\u2019\u00e8 ogni via: loco a gentile, \/ ad innocente opra non v\u2019\u00e8: non resta che far torto, o patirlo. Una feroce \/ forza il mondo possiede e fa nomarsi \/ diritto: la man degli avi insanguinata \/ semin\u00f2 l\u2019ingiustizia; i padri l\u2019hanno coltivata col sangue; e ormai la terra \/ altra messe non d\u00e0<\/em>.\u201d (Atto V, scena 5\u00b0). In ultima analisi, la forza degli istinti umani diventa per Manzoni solo una pedina nel gran disegno provvidenziale voluto da Dio (provvida sventura). Questo privilegio di grazia, per Manzoni, sembra destinato soltanto ad alcuni personaggi, ed in maniera del tutto imperscrutabile ad individui di rilievo storico ed umano, quali Napoleone (\u201cche volle in lui del creator suo spirito \/ pi\u00f9 vasta ombra stampar.\u201d), la stessa Ermengarda, Carlo Magno aiutato da Martino contro Desiderio, ed alcuni personaggi dei Promessi Sposi quali Borromeo, l\u2019Innominato, Renzo e Lucia, Cristoforo, don Rodrigo. Rispetto a questi, altri, nella stessa opera, sembrano esser stati destinati, al male o all\u2019ignavia da ragioni indipendenti al loro arbitrio. Di Don Abbondio, infatti, Manzoni afferma che \u201cnon era nato con un cuor di leone\u201d, cos\u00ec come sembra giustificare le colpe della Monaca di Monza con la sua monacazione coatta (\u201cla sventurata rispose\u201d).<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">Manzoni dunque, razionalmente e secondo la dottrina cattolica, cerca responsabilit\u00e0 personali al male, e  cerca di dimostrare il libero arbitrio umano; sul piano dottrinario ufficiale, resta cio\u00e8 fedele all\u2019ortodossia cattolica. Ma i suoi tormenti appaiono evidenti, come evidente sembra il fatto che spesso le sue opere possano esser lette su due livelli di lettura diversi: uno cattolico e rassicurante, l\u2019altro, sia giansenista che &#8220;moderno&#8221;, in preda allo smarrimento ed alla constatazione del mistero di dio, del male e della storia. L\u2019influenza giansenista persiste nella sua formazione religiosa, e si manifesta con dubbi razionalmente irrisolvibili a cui non serve altro che la fede per \u201ctirare a campare\u201d. Ma la sua ricerca, che non sembra avere risposta esperienziale, lo conduce in uno sconforto evidentissimo nella prefazione al saggio \u201cStoria della Colonna infame\u201d: <em>\u201cSe, in un complesso di fatti atroci dell\u2019uomo contro l\u2019uomo, crediam di vedere un effetto de\u2019 tempi e delle circostanze, proviamo, insieme con l\u2019orrore e con la compassion medesima, uno scoraggiamento, una specie di disperazione. Ci par di vedere la natura umana spinta invincibilmente al male da cagioni indipendenti al suo arbitrio, e come legata in un sogno perverso e affannoso, da cui non ha mezzo di riscotersi, di cui non pu\u00f2 nemmeno accorgersi.\u201d<\/em><br \/>\n Dopo i dubbi per\u00f2, nella stessa prefazione ritorna il Manzoni ufficiale e legato alla propria poetica morale: <\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\"><em>\u201c\u2026c\u2019\u00e8 pericolo di formarsi una nozione del fatto, non solo dimezzata, ma falsa, prendendo ragione dall\u2019ignoranza de\u2019 tempi e la barbarie della giurisprudenza, e riguardando quasi come un avvenimento fatale e necessario; che sarebbe un errore dannoso da dove si pu\u00f2 avere un utile insegnamento\u201d.<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">In diverse parti dei \u201cPromessi sposi\u201d invece, il male sembra avere origine direttamente da Dio, un Dio che si fa sempre pi\u00f9 giansenista e misterioso. Da notare che il seguente episodio della descrizione della vigna di Renzo fu aggiunto da Manzoni solo con l\u2019edizione ventisettana (la quale era gi\u00e0 stata privata di descrizioni tipicamente romantiche):<br \/>\n<em>\u201cPer due inverni di seguito, la gente del paese era andata a far legna \u2013 nel luogo di quel poverino-, come dicevano. Viti, gelsi; frutti d\u2019ogni sorte, tutto era stato strappato alla peggio, o tagliato al piede. Si vedevano per\u00f2 ancora i vestigi dell\u2019antica coltura: giovani tralci, in righe spezzate, ma che pure segnavano la traccia de\u2019 filari desolati; qua e l\u00e0, rimessiticci o getti di gelsi, di fichi, di peschi, di ciliegi, di susini; ma anche questo si vedeva sparso, soffocato, in mezzo a una nuova, varia fitta vegetazione, nata e cresciuta senza l\u2019aiuto della man dell\u2019uomo. Era una marmaglia d\u2019ortiche, di felci, di logli, di gramigne, di farinelli, d\u2019avene selvatiche, d\u2019amaranti verdi, di radichelle&#8230;\u201d<\/em> Perch\u00e9 l\u2019inserimento di questo passo? Quale il suo significato? La critica ufficiale lo definisce una evidente allegoria: il narratore parla della vigna per parlarci dell\u2019uomo, ma a differenza di altre volte, il narratore non interviene con il suo commento ad orientare il lettore, ma lo lascia inquieto e spaesato. Forse tace  perch\u00e9 il risultato non sarebbe \u201cutile\u201d (non sarebbe morale), o conforme a quanto detto, molti anni prima, ne \u201cOsservazioni sulla morale cattolica\u201d. Ma cos\u00ec come l\u2019erbaccia, Manzoni non risponde al perch\u00e9 della carestia, la quale risulta essere la principale causa dei tumulti. Manzoni infatti, con una lunga digressione nel romanzo, colpevolizza il clima, tralasciando tutte le opinioni volgari, ignoranti e comuni spiegate dagli invitati al banchetto di don Rodrigo. Essi cercano motivi rassicuranti al male, quello che non pu\u00f2 permettersi una mente acuta come Manzoni. Per l\u2019appunto: il clima non pu\u00f2 dipendere dall\u2019uomo. Inoltre, Manzoni non spiega il perch\u00e9 della peste. Si tratta di una punizione divina? Se \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 colpisce non solo don Rodrigo, ma anche fra Cristoforo? Domande che Manzoni si pone e che restano irrisolte. La Provvidenza agisce s\u00ec nella storia, ma non ne indirizza il senso in modo chiaro e univoco, non la converte in \u201cprogresso\u201d civile, come ritenevano Hegel e gli storicisti. Al massimo, assicura la salvezza ultraterrena. La morale angusta di don Abbondio, che interpreta la peste come \u201cProvvidenza\u201d poich\u00e9 ha agito da \u201cscopa\u201d, \u00e8 solo una morale utilitaria, sempliciotta, che Manzoni critica aspramente. N\u00e9 \u00e8 meno angusta di quella di Renzo, che pi\u00f9 volte, nel corso del romanzo, e anche alla fine, interpreta la Provvidenza come la realizzazione dei propri desideri. La teologia ed il pensiero di Manzoni \u00e8 diverso da entrambe. Indubbiamente ogni cosa accade perch\u00e9 voluta da Dio per i suoi fini, che rimangono incomprensibili alla mente umana. Il Dio di Pascal si rivela anche nella conversione dell\u2019Innominato: a salvarlo, prima delle opere, la grazia di Dio, il fatto che Egli si riveli nell\u2019animo, nel tumulto dei sentimenti e sul pieno di una crisi esistenziale. Anche la frase di Lucia, ripresa dal padre spirituale fra Cristoforo: \u201c\u2026e non turba mai la gioia de\u2019 suoi figli, se non per prepararne loro una pi\u00f9 certa e pi\u00f9 grande.\u201d, \u00e8 smentita dall\u2019autore nel finale anti idillico del romanzo, il famoso \u201csugo della storia\u201d. A Renzo che orgogliosamente e ingenuamente crede di aver trovato il senso della storia da lui vissuta negli errori che ha commesso e negli insegnamenti che ne ha tratto, Lucia ribatte di non avere commesso errori e di non essere mai andata a cercarsi guai, e che tuttavia essi l\u2019 hanno colpita ugualmente.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">Ritorna insomma l\u2019interrogativo sul male. La risposta, il \u201csugo di tutta la storia\u201d, \u00e8 la seguente: \u201c<em>i guai vengono bens\u00ec spesso, poich\u00e9 ci si \u00e8 dato cagione; ma la condotta pi\u00f9 cauta ed innocente non basta a tenerli lontani<\/em>\u201d; comunque sia, \u201c<em>quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore<\/em>\u201d. Questa conclusione \u00e8 accettata dal Manzoni \u201c<em>bench\u00e9 provata da povera gente<\/em>\u201d. Si tratta di un finale drammatico, aristocratico e paternalista, niente affatto idillico, dove emerge la doppia lettura dei promessi sposi. Qui appare evidente come Manzoni racconti qualcosa covata fin dall\u2019inizio della sua opera, una \u201csoluzione\u201d che non \u00e8 certo pedagogicamente \u201cutile\u201d da riferire (cfr. Lettera a d\u2019Azeglio \u201cSul Romanticismo\u201d).  Sembra anzi rilevare la sfiducia nella possibilit\u00e0 dell\u2019uomo di migliorare la propria condizione di vita o di orientarla, affidandosi alla fede nella vita futura. Nel pensiero manzoniano quindi si avverte una profonda dicotomia fra mondo umano, in cui il male della natura si aggiunge a quello della storia, e il divino. Nonostante ogni pi\u00f9 generoso sforzo, mondo umano e divino non si compenetrano, perch\u00e9 il secondo agisce sul primo in modo del tutto incomprensibile ed irrazionale: non fermenta visibilmente nella storia, non ne guida il percorso, n\u00e9 giustifica la presenza del male.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cOgni tanto tra mezzo al ronzio continuo di quella confusa moltitudine, si sentiva un borbottar di tuoni, profondo, come tronco, irresoluto; [..] que\u2019 tempi, forieri della burrasca, in cui la natura, come immota al di fuori, e agitata da un &hellip; <a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=592\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[140,138],"tags":[175,177,172,176],"class_list":["post-592","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-letteraturafilosofia","category-teologiafilosofia","tag-anticritica","tag-cattolicesimo","tag-critica","tag-giansenismo"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il Manzoni eretico. 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