{"id":5159,"date":"2016-04-25T14:54:27","date_gmt":"2016-04-25T14:54:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=5159"},"modified":"2017-01-07T14:29:34","modified_gmt":"2017-01-07T14:29:34","slug":"le-filosofie-classiche-della-cina-secondo-winberg-e-chu-chai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=5159","title":{"rendered":"Le filosofie classiche della Cina, secondo Winberg e Ch\u2019u Chai"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-5160\" title=\"cina\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cina.jpg\" alt=\"\" width=\"434\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cina.jpg 620w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cina-300x232.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 434px) 100vw, 434px\" \/><\/a>\u201c<em>Un tempo, tutto mutava fuorch\u00e9 la Cina. Oggi in Cina non vi \u00e8 nulla che non muti. La nazione pi\u00f9 conservatrice della storia \u00e8 diventata la pi\u00f9 radicale [\u2026] Il cinese preferisce il compromesso, l\u2019armonia, e la sintesi \u2013 del tutto incompatibili con l\u2019ideologia marxista. Riconoscendo questa verit\u00e0, i comunisti hanno tentato di modificare la teoria marxista leninista per renderla pi\u00f9 accettabile ai temi dell\u2019umanesimo cinese tradizionale<\/em>\u201d. Sono le note conclusive di questo bellissimo saggio edito da due studiosi cinesi, <strong>Ch\u2019u Chai<\/strong> e <strong>Winberg Chai<\/strong>, da poco tradotto in italiano ed intitolato \u201c<strong>Vie Spirituali e filosofiche della Cina<\/strong>\u201d. La riflessione finale del testo coglie uno degli aspetti che pi\u00f9 emerge nella lettura di questo agile manuale, una vera e propria introduzione alle filosofie classiche cinesi per chi voglia avere un primo sguardo d\u2019insieme: e cio\u00e8 quel tentativo continuo della storia della cultura filosofica cinese di accomodare pensieri spesso diversi, spesso lontani fra loro in nuove ed affascinanti sintesi. Cosa che la Cina ha sempre fatto: non solo con i pensatori classici cinesi nel loro susseguirsi nel tempo (per esempio, la sintesi tra <strong>l\u2019umanesimo confuciano<\/strong> ed il <strong>misticismo taoista<\/strong>), ma anche con il <strong>Buddismo<\/strong> (penetrato in Cina probabilmente nel I secolo dC) \u00a0e con le idee occidentali, penetrate successivamente. I due studiosi, oltre ad essere esperti di filosofie cinesi, hanno una buona preparazione anche nelle filosofie occidentali, ed il testo si presta benissimo ad immediate (forse troppo rapide) e affascinanti \u00a0comparazioni con i pensatori occidentali. Lo studio tende a classificare i pensatori delle quattro grandi scuole classiche cinesi pre-buddiste a cui si dedica (<strong>Confucianesimo<\/strong>, <strong>Moismo<\/strong>, <strong>Taoismo<\/strong>, <strong>Legalismo<\/strong>) con uno sguardo \u201cinterno\u201d (cio\u00e8 non secondo lo sguardo di uno studioso occidentale) ma anche secondo macro rubriche e antagonismi facilmente riconoscibili dagli occidentali: la <strong>natura umana<\/strong> (vista positivamente o negativamente?), il <strong>rapporto\u00a0 con la tradizione religiosa e culturale<\/strong> (continuit\u00e0 o rottura?), <strong>impegno nel mondo<\/strong> <strong>umano<\/strong> (naturalismo-misticismo o umanesimo?), <strong>idealismo vs realismo<\/strong>, <strong>societ\u00e0 vs individuo<\/strong>, <strong>libert\u00e0 vs autoritarismo<\/strong>. All\u2019interno di queste grandi aree vengono classificati personaggi incredibili, ai pi\u00f9 (qui in Occidente) semisconosciuti, il cui pensiero pu\u00f2 esser messo a paragone con <strong>Eraclito<\/strong>, <strong>Socrate<\/strong>, <strong>Platone<\/strong> e <strong>Aristotele<\/strong>, <strong>Epicuro<\/strong>, <strong>Machiavelli<\/strong>, <strong>Hobbes<\/strong>, <strong>Rousseau<\/strong>, <strong>Hegel<\/strong> o con i nostri nominalisti medievali pi\u00f9 estremi, come <strong>Guglielmo d\u2019Ockham<\/strong>. Secondo gli autori ogni confronto \u00e8 possibile, sempre per\u00f2 tenendo in considerazione una radicale differenza. Citando in parte <strong>Yi Ching<\/strong> (il nostro \u201cLibro dei Mutamenti\u201d), scrivono: \u201c<em>La scienza, come dissero Platone ed Aristotele, ha radici nella meraviglia, nel desiderio di conoscere e comprendere per il solo fine di conoscere e comprendere. Ma le radici del pensiero cinese affondano nella sollecitudine dei saggi a &lt;&lt;comprendere le vie della natura e a conoscere i bisogni del popolo&gt;&gt;. Lo spirito cinese \u00e8 uno spirito pratico, non scientifico e insiste sulle qualit\u00e0 morali dell\u2019uomo, piuttosto che sulle sue facolt\u00e0 intellettuali<\/em>\u201d.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>CONFUCIANESIMO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/confucio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5161\" title=\"confucio\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/confucio-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/confucio-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/confucio.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Scrivono i due autori, non senza un chiaro riferimento alla filosofia greca: \u201c<em>I primi filosofi in Cina, come altrove, furono naturalisti che dirigevano la loro osservazione verso il mondo esterno piuttosto che entro se stessi. Fu solo approssimativamente verso il sesto secolo aC che la filosofia incominci\u00f2 a trattare i problemi interiori dell\u2019uomo, la vita, l\u2019umano destino e l\u2019etica<\/em>\u201d. E dunque comparirono due straordinarie scuole: Taoismo e Confucianesimo. Nella prima parte del manuale appare molto chiaro il divario tra Confucianesimo e Taoismo: l\u2019umanesimo e l\u2019impegno pedagogico politico del primo, il \u201crousseiano\u201d ritorno alla natura del secondo, lo \u201cstar lontani\u201d dalla civilt\u00e0, o il \u201cvivi nascosto\u201d epicureo . Temi e opposizioni onnipresenti nella filosofia occidentale antica e moderna ma che pur in maniera diversa avevano grandissimi e raffinati antesignani nelle culture createsi durante i \u201cregni combattenti\u201d fra VI \u00a0e III secolo aC, prima dell\u2019unificazione della Cina ad opera della dinastia Ch\u2019in nel 221 aC. Il testo, dopo l\u2019analisi su <strong>Confucio <\/strong>(su cui non ci soffermiamo, data l\u2019accessibilit\u00e0 di questo straordinario autore), \u00a0percorre il pensiero di noti esponenti della scuola confuciana: \u00a0<strong>Mencio<\/strong> e <strong>Hsun Tze<\/strong>, che con nuove sintesi contribuirono a difendere ed ad ampliare il pensiero del loro maestro, che pur nel caos politico della Cina di allora affermava testardo: \u201c<em>rifiutare il servizio nel governo non \u00e8 giusto. Poich\u00e9 si devono mantenere i rapporti tra vecchi e giovani, come si pu\u00f2 abolire il rapporto tra sovrani e sudditi? Desiderando conservare la propria purit\u00e0 personale, si trascurano le grandi relazioni dell\u2019umanit\u00e0. L\u2019uomo superiore serve nel governo perch\u00e9 \u00e8 suo dovere farlo. Che sia destinato a fallire, lo sa gi\u00e0 in partenza<\/em>\u201d. <strong>Mencio<\/strong> accentuer\u00e0 il carattere \u201ceducabile\u201d ed idealistico della buona natura umana e sociale che gi\u00e0 era di Confucio, con un taglio pi\u00f9 \u201cdemocratico\u201d. Invece, il confuciano <strong>Hsun Tze<\/strong> rappresenta l\u2019ala \u201crealistica\u201d di questa scuola, e rovescer\u00e0 l\u2019idealismo di Mencio e Confucio affermando: \u00a0\u00a0\u201c<em>Consideriamo ora la natura umana. Per nascita, gli uomini hanno la passione del profitto. Quando si abbandonano a questa passione, lottano per usurpare tutto quanto possono, senza riguardo alla modestia e alla prudenza. \u00a0Per nascita, gli uomini nutrono invidia e odio [\u2026] date queste premesse, appare chiaro che l\u2019uomo per natura \u00e8 malvagio e che, se \u00e8 buono, lo \u00e8 per l\u2019educazione acquisita<\/em>\u201d. Di qui la sua visione politica \u201cstatalista\u201d, che include etica ed economia. Come si vedr\u00e0, parecchie idee di questo filosofo cinese si ritroveranno nel Legalismo imperiale dei Ch\u2019in. La natura umana, per lui, \u00e8 segnata dal desiderio: \u00a0\u201c<em>il desiderio \u00e8 l\u2019elemento fondamentale della natura umana. Anche se \u00e8 un sovrano, il suo desiderio non pu\u00f2 essere completamente soddisfatto<\/em>\u201d. Di qui, la nascita dei conflitti, ed il ruolo dello Stato, che deve eliminare i conflitti educando l\u2019uomo: \u201c<em>gli uomini desiderano e odiano le medesime cose. I loro desideri\u00a0 sono molti, ma le cose sono poche. Poich\u00e9 le cose sono poche, inevitabilmente vi sar\u00e0 lotta [\u2026] Perci\u00f2 gli antichi re costituirono i riti e la rettitudine per limitare i desideri dell\u2019uomo, al fine di porre una demarcazione tra superiore e inferiore, vecchio e giovane, colto e incolto, tra competente ed incompetente<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>TAOISMO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Lao.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5162\" title=\"Lao\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Lao-300x246.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Lao-300x246.jpg 300w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Lao.jpg 611w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Di ben altra tipologia rispetto al Confucianesimo \u00e8 il Taoismo analizzato dal testo. Il pensiero di <strong>Lao Tze<\/strong> si perde nella notte dei tempi della <strong>dinastia Chou<\/strong>, ed i suoi incredibili epigoni, come <strong>Yang Chu<\/strong> e <strong>Chuang Tze<\/strong> sono esaminati in maniera semplice ed originale. Per questa scuola, l\u2019uomo originariamente \u00e8 felice, ma soffre delle consuetudini della societ\u00e0, che lo pervertono. La dottrina mistica del Tao, inteso come un \u201cfare non facendo\u201d (<strong>wu wei<\/strong>), la \u201cvia di mezzo\u201d etica e l\u2019insegnamento dell\u2019essere sempre paghi, docili e umili, esattamente come la \u201cpassivit\u00e0\u201d del processo naturale, da sempre furono l\u2019ossessione di Lao Tze assieme a quella dell\u2019innocenza della natura e di tutto ci\u00f2 che diviene. Il \u201critorno alla natura\u201d, l\u2019anti-intellettualismo (causa di liti e crisi con i Confuciani) e l\u2019innocente spontaneit\u00e0 (<strong>yu<\/strong>) \u00a0di Lao Tze arrivano a proclamare che leggi, norme, divieti e riti, e cio\u00e8 le consuetudini comunitarie del tempo, fossero negative e innaturali, anzi, portassero il male che volevano evitare, e cio\u00e8 la trasgressione: \u201c<em>pi\u00f9 restrizioni e divieti esistono nel mondo, pi\u00f9 povero diventer\u00e0 il popolo. Pi\u00f9 affilate armi possiede il popolo, pi\u00f9 travagliato sar\u00e0 lo Stato. Pi\u00f9 scaltrezza e astuzia possiedono gli uomini, pi\u00f9 dannosi intrighi trameranno. Pi\u00f9 leggi e decreti vengono imposti, pi\u00f9 ladri e banditi esisteranno<\/em>\u201d. Lao Tze, innamorato della naturale bont\u00e0 umana (espressione pi\u00f9 autentica del Tao), e seguace dell\u2019azione-non-azione, dell\u2019assenza di sforzo, proclama una sorta di autogoverno degli uomini, i quali non necessitano di guide e pastori: \u201c<em>se non agisco, gli uomini si riformano da s\u00e9. Se amo la tranquillit\u00e0, gli uomini si rettificano da s\u00e9. Se non compio sforzi, gli uomini prosperano. Se sono privo di desideri, gli uomini sono semplici e onesti di per s\u00e9<\/em>\u201d. Dopo Lao Tze, il testo si sofferma sull\u2019incredibile <strong>Chuang Chou<\/strong>, un mistico, poeta-filosofo taoista che estremizza le tesi del maestro e con il suo individualismo anarchico ed il suo relativismo ci ha lasciato alcune delle pagine pi\u00f9 belle della letteratura antica mondiale. Alcuni passi della sua opera sembrano glosse all\u2019opera settecentesca di <strong>Jean-Jacques Rousseau<\/strong>: \u201c<em>quando i saggi vennero, incominciarono a tormentare gli uomini con i riti e la musica per raddrizzarne il corpo. Essi posero sul cammino degli uomini gli ostacoli della umanit\u00e0 e della rettitudine per soddisfarne lo spirito. Di conseguenza gli uomini cominciarono a sviluppare il gusto\u00a0 della conoscenza e a lottare l\u2019uno contro l\u2019altro per desiderio di guadagno<\/em>\u201d. L\u2019ideale di ritorno al Tao, la bellezza della relativit\u00e0 dei punti di vista e dell\u2019incertezza esistenziale mai risolvibile n\u00e9 risolta \u00e8 espressa in alcune celebri allegorie: \u201c<em>una volta Chuang Chou sogn\u00f2 di essere una farfalla, che svolazzava qua e l\u00e0. Essa ignorava di essere Chiang Chou. Improvvisamente si ridest\u00f2 e di nuovo era lui Chuang Chou. Ma non sapeva se era Chuang Chou che sognava di essere una farfalla, o se una farfalla che sognava di essere Chuang Chou<\/em>\u201d. Annoverato nello stesso pensiero taoista vi \u00e8 poi <strong>Yang Chu<\/strong> ed il suo edonismo materialista: contrariamente ad Epicuro, il suo non \u00e8 un affermare il piacere negativo (cercare di distaccarsi dagli affanni e dai patimenti dei desideri della vita) ma una netta affermazione del piacere positivo, dietro il quale si nascondeva una visione pessimista della vita e della natura umana: \u00a0\u201c<em>quali sono le cose che rendono la vita degna di essere vissuta? Le soddisfazioni dei sensi, come il piacere del cibo e degli abiti e il godimento della musica e della bellezza<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>MOISMO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mo-tzu.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5163\" title=\"mo tzu\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mo-tzu-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mo-tzu-204x300.jpg 204w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/mo-tzu.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><\/a>Ch\u2019u Chai e Winberg Chai analizzano anche lo sviluppo della scuola di <strong>Mo Tze<\/strong>, sorta proprio durante il climax del disordine degli stati combattenti anche come reazione a tale disordine, e caduta in disgrazia dopo l\u2019unificazione imperiale e il successivo \u201crogo dei Ch\u2019in\u201d nel quale l\u2019imperatore distrusse le opere non allineate all\u2019ideologia imperiale. La scuola di Mo Tze si caratterizzava per la dottrina dell\u2019<strong>amore universale<\/strong>: \u201c<em>l\u2019amore universale \u00e8 la causa del bene del mondo; la mutua discriminazione \u00e8 la causa della sua sventura<\/em>\u201d. \u00a0Contrariamente a Confucio, Mo era di origine contadine o artigiane, e ci\u00f2 traspare dalla sua visione del mondo e del popolo. Secondo Mo Tze, altruismo e la ricerca del \u201cbene reciproco\u201d devono guidare ogni classe sociale alla convivenza. La scelta del \u201cbene\u201d dipende da criteri utilitaristici, per s\u00e9 e per gli altri, con la \u201cclausola\u201d che il bene di molti supera quello di uno, o pochi. Tutto sta nel calcolo pragmatico di danni e benefici: \u201c<em>tagliare il dito per salvare il braccio \u00e8 accettare il pi\u00f9 grande vantaggio e il pi\u00f9 piccolo danno. Accettare il minor danno non \u00e8 accettare un danno, ma accettare un vantaggio<\/em>\u201d. La concezione dello Stato di Mo Tze \u00e8 alquanto simile a quella hobbesiana, cos\u00ec come lo stato di natura originario umano: \u201c<em>All\u2019inizio della vita umana, quando ancora non esistevano legge e governo, l\u2019uso era &lt;ciascuno secondo la propria idea&gt;. [\u2026] Ci\u00f2 pose gli uomini uno contro l\u2019altro e condusse all\u2019odio e all\u2019antagonismo perfino tra padre e figlio. Gli uomini si uccidevano l\u2019un l\u2019altro con acqua, fuoco e veleno. Non si aiutavano l\u2019un l\u2019altro [\u2026] Gli uomini compresero che la causa del disordine era la mancanza di un capo politico<\/em>\u201d. Lo Stato ideale di Mo Tze crea uniformit\u00e0 di idee e di intenti, ed \u00e8 essenziale per creare e sviluppare la dottrina dell\u2019amore universale, che non \u00e8 connaturata all\u2019uomo primordiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>LEGALISMO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/han-fei-tzu.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5164\" title=\"han fei tzu\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/han-fei-tzu-237x300.jpg\" alt=\"\" width=\"237\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/han-fei-tzu-237x300.jpg 237w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/han-fei-tzu.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a>Utilizzato come ideologia di governo dalla prima dinastia militarmente e politicamente in grado di unificare la Cina, il Legalismo \u00e8 una dottrina filosofica che potrebbe essere tranquillamente designata come la prima forma di <strong>teoria politica moderna<\/strong>, molto prima di <strong>Machiavelli<\/strong>. L\u2019esponente pi\u00f9 significativo di questa scuola \u00e8 <strong>Han Fei Tze<\/strong>. Similmente al confuciano Hsun Tze, Han Fei crede nella negativit\u00e0 della natura umana. Contrariamente a lui, per\u00f2, non crede nel valore di riti e morale per l\u2019educazione del popolo, ma in quello della legge positiva. Inoltre, disprezza le religioni, e non le considera neanche come un&#8217; instrumentum regni (volendo fare un paragone con Machiavelli). L\u2019eterno connubio tra individuo e societ\u00e0 trova in Han Fei la vittoria pi\u00f9 totale e radicale nello Stato, e soprattutto in due classi sociali: contadini e soldati. Le altri classi sociali sono da Hsun Tze paragonate a delle \u201csanguisughe\u201d non produttive della ricchezza e della potenza dello stato, specie gli intellettuali (e quelli confuciani in special modo). I posti di comando devono essere riservati agli individui pi\u00f9 \u201cpacaci\u201d, e la moralit\u00e0 e l\u2019umanesimo sono degli ostacoli al buon governo. Solo lo <strong>shih<\/strong>, l\u2019autorit\u00e0 di governo, e lo <strong>shu<\/strong> (l\u2019arte di usare i propri sottoposti a proprio vantaggio) \u00e8 essenziale al buon governante. In alcuni passi di una radicalit\u00e0 eccezionale e di una modernit\u00e0 sconcertante (analoghi ad un certo proto illuminismo a cui ci hanno abituato alcuni sofisti greci), Han Fei <strong>combatte il mito dell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro<\/strong>, il mito della tradizione normativa da rispettare, della moralit\u00e0 antica a cui ubbidire ed a cui conformarsi per ottenere il bene. Si proietta in quella che forse \u00e8 la prima visione \u00a0progressista e \u201csituazionista\u201d della storia filosofica cinese: \u201c<em>E cos\u00ec se qualcuno elogiasse i metodi di Yao, Shun Yu e Wu [sono i saggi mitici dei tempi antichi] all\u2019attuale generazione, sarebbe deriso dai moderni sapienti. Quindi il saggio non mira a seguire l\u2019antichit\u00e0 n\u00e9 a stabilire princ\u00ecpi. Piuttosto, studia i problemi della sua epoca e poi escogita i mezzi necessari a risolverli. [\u2026] Le leggi dovrebbero mutare con il progredire del tempo, e il governo dovrebbe conformarsi alle esigenze del presente. [\u2026] Perch\u00e9 le cose procedono secondo il tempo, e i preparativi si fanno in conformit\u00e0 alle cose<\/em>\u201d. Anche la sua concezione della natura umana sembra segnata dall\u2019analisi storica e \u201c<strong>situazionista<\/strong>\u201d. Pur non essendo un ottimista, \u00a0Han Fei Tze non pensa che la natura umana sia corrotta, ma sia la scarsit\u00e0 di risorse e di beni a renderla tale. Di qui, il ruolo dello Stato: \u201c<em>Nei tempi passati, quando gli uomini non aravano, essi disponevano di gran quantit\u00e0 di bacche e grani naturali di cui cibarsi. [\u2026] Tutto ci\u00f2 perch\u00e9 gli uomini eran pochi e le cose molte. [\u2026] Ora supponente che vi sia un uomo che ha cinque figli, ciascuno dei quali a sua volta ne ha cinque. Allora, quando \u00e8 ancora in vita il nonno, vi sono gi\u00e0 venticinque discendenti. Improvvisamente, perci\u00f2, gli uomini sono molti e le cose poche. La gente, sebbene lavori duramente, si nutre di misero cibo. Ci\u00f2 \u00e8 causa di contese tra gli uomini. Cos\u00ec gli uomini moderni lottano l\u2019uno contro l\u2019altro non perch\u00e9 siano malvagi, ma perch\u00e9 le cose sono poche<\/em>\u201d. \u00a0C\u2019\u00e8 da dire che, a prescindere da ogni considerazione postmoderna, a livello di efficacia storica, con queste idee la dinastia Ch\u2019in riusc\u00ec ad eliminare i suoi avversari uno dopo l\u2019altro, fino a raggiungere l\u2019unificazione della Cina.<\/p>\n<p>Alessandro Stella<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUn tempo, tutto mutava fuorch\u00e9 la Cina. Oggi in Cina non vi \u00e8 nulla che non muti. 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