{"id":4937,"date":"2014-03-15T09:48:23","date_gmt":"2014-03-15T09:48:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=4937"},"modified":"2014-03-15T10:06:13","modified_gmt":"2014-03-15T10:06:13","slug":"jacques-derrida-donare-il-tempo-la-moneta-falsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=4937","title":{"rendered":"Jacques Derrida, \u201cDonare il tempo. La moneta falsa&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>a cura di Elisa Scirocchi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\" align=\"center\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"font-size: 18.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">There\u2019s a PRESENT for you darling!<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/time.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4938\" title=\"time\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/time.jpg\" alt=\"\" width=\"580\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/time.jpg 580w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/time-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/time-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 580px) 100vw, 580px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Se pensate di leggere Derrida una domenica in spiaggia sotto il fresco di un ombrellone, o in mezzo al <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">caos<\/em> di un tram all\u2019ora di punta vi sbagliate (oppure sapete di avere delle ottime capacit\u00e0 di concentrazione). Non vi spaventate, non \u00e8 richiesta alcuna speciale abilit\u00e0, si tratta solo di LEGGERE, di regalarsi del tempo per farlo. <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Take your time<\/em>.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Nel 1991 Jacques Derrida d\u00e0 alle stampe questo affascinante testo dal titolo \u201c<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Donare il tempo. La moneta falsa<\/em>\u201d. La sua \u00e8 una scrittura volutamente complessa. Una scrittura talvolta impertinente. Decostruire, infrangere, lasciare spazio al nuovo, questi sono i termini sui quali dovremmo soffermarci. Decostruzione di parole come eliminazione consapevole di <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">points of view<\/em> privilegiati da cui guardare il mondo. Dunque, prepariamoci a ritornare indietro sulla stessa pagina, mettiamo in conto di rileggere pi\u00f9 volte la stessa frase, e accantoniamo l\u2019idea, ormai superata, di trovare un senso unico alle cose, alle parole, ai gesti, all\u2019umano. Questa \u00e8 l\u2019essenza intima del lavoro di Derrida, e della sua filosofia, che egli stesso rappresentata proprio come una cartolina spedita, ma mai recapitata.<br \/>\n<!--more--><\/span><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Digressione (Necessaria). <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Il testo che stiamo analizzando ruota in modo vorticoso attorno ad una citazione letteraria che ci conduce a Charles Baudelaire e a un suo racconto che porta il nome di \u201c<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">La moneta falsa<\/em>\u201d, titolo che lo stesso Derrida riutilizza per il suo testo. Un racconto che dobbiamo, o dovete, (ri)leggere, altrimenti ci\u00f2 che scrivo non avrebbe alcun significato. (Vada per la decostruzione di ogni univocit\u00e0, ma che si sappia almeno su che cosa riflettiamo). <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: .0001pt;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">\u00a0<\/span><\/em><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">La moneta falsa<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black; background: white;\">\u201cMentre ci allontanavamo dalla tabaccheria, il mio amico fece una diligente selezione dei suoi spiccioli; nella tasca sinistra del panciotto introdusse alcune monetine d\u2019oro; nella destra, qualche monetina d\u2019argento; nella tasca sinistra dei calzoni, una abbondante manciata di soldoni, e nella destra, infine, una moneta d\u2019argento da due franchi che aveva particolarmente esaminata.<\/span><\/em><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black; background: white;\">Singolare e minuziosa divisione!, osservai fra me.<span style=\"mso-tab-count: 1;\">\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/em><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black;\"><br \/>\n<span style=\"background: white;\">Incontrammo un mendicante, che tese verso di noi il berretto, tremando. Nulla conosco di pi\u00f9 inquietante della muta eloquenza di quegli occhi supplichevoli, che contengono a un tempo, per l\u2019uomo sensibile che sa leggervi, tanta umilt\u00e0 e tanti rimproveri. Egli vi trova qualcosa che s\u2019avvicina a quella profondit\u00e0 di complicato sentimento che \u00e8 negli occhi lagrimanti dei cani frustati. L\u2019elemosina del mio amico fu assai pi\u00f9 considerevole della mia, ed io gli dissi: Avete ragione; dopo il piacere di rimaner sorpresi, non ve n\u2019\u00e8 alcuno maggiore di quello di produrre una sorpresa. <\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black; background: white;\">Era la moneta falsa, egli mi rispose tranquillamente, come per giustificarsi della sua prodigalit\u00e0. Ma nel mio miserabile cervello, sempre intento a cercare mezzod\u00ec alle quattordici (di quale estenuante facolt\u00e0 mi ha fatto dono la natura!) entra subitamente l\u2019idea che un tal modo d\u2019agire da parte del mio amico non fosse scusabile se non col desiderio di creare un avvenimento nella vita di quel povero diavolo, e forse anche di sapere quali conseguenze diverse, funeste o no, possa produrre una moneta falsa in mano a un mendicante. Non poteva essa moltiplicarsi in monete buone? Non poteva anche condurlo in prigione? Un oste, un fornaio, per esempio, lo avrebbe forse fatto arrestare come falsario o come spacciatore di valuta falsa. O forse quella moneta sarebbe stata, per un povero piccolo speculatore, il germe di una ricchezza di pochi giorni. E cos\u00ec la mia fantasia galoppava, prestando le ali alla mente del mio amico e traendo tutte le deduzioni possibili da tutte le ipotesi possibili. <\/span><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black; background: white;\">Ma l\u2019amico tronc\u00f2 bruscamente la mia fantasticheria, riprendendo la mie stesse parole: S\u00ec, avete ragione; non c\u2019\u00e8 piacere pi\u00f9 dolce di quello di cagionare sorpresa a un uomo donandogli pi\u00f9 di quanto non speri.<\/span><\/em><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black;\"><span style=\"background: white;\"> Lo guardai nel bianco degli occhi e fui spaventato al vedere che quegli occhi brillavano di un incontestabile candore. Vidi allora chiaramente che aveva voluto fare, ad un tempo, la carit\u00e0 e un buon affare; guadagnarsi quaranta soldi e il cuore di Dio; portar via il paradiso a buon mercato; e infine pigliarsi senza spesa una patente d\u2019uomo caritatevole. Gli avrei quasi perdonato il desiderio del delittuoso piacere di cui poco prima lo avevo supposto capace; mi sarebbe sembrato strano e singolare che si divertisse a compromettere i poveri; ma non gli perdoner\u00f2 mai la meschinit\u00e0 del suo calcolo. Non si \u00e8 mai scusabili d\u2019esser malvagi, ma c\u2019\u00e8 un po\u2019 di merito nel sapere che si \u00e8 tali; e il pi\u00f9 irreparabile dei vizi \u00e8 quello di commettere il male per stupidit\u00e0\u201d.<\/span><\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: justify;\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black;\">\u201c<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Cominciamo con l\u2019impossibile<\/em>\u201d<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">.<\/em><\/span><\/strong><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><\/em><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black;\">(<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">C\u2019mon<\/em>).<\/span><\/strong><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"><\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black;\">\u201c[\u2026] <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Connettere, in un titolo, il tempo e il dono, pu\u00f2 sembrare un laborioso artificio. Che cosa pu\u00f2 avere a che fare il tempo con il dono? Vogliamo dire: Che cosa ci sarebbe da vedere? Che cosa avrebbero a che vedere tra loro? <\/em>[\u2026] <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Certo, non hanno niente a che VEDERE insieme, e innanzitutto perch\u00e9 hanno entrambi un rapporto singolare con il visibile<\/em> [\u2026]\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black;\">Ruotando sul gioco di parole tra tempo\/presente e dono\/presente Derrida associa il dono al tempo. Come il tempo sfugge all\u2019occhio, cos\u00ec il dono sfugge ad ogni tipo di identificazione, infatti, un dono visibile non \u00e8 mai un dono. Il dono, per Derrida, non deve mai essere visibile, altrimenti cessa di essere un dono e diviene scambio, un inetto circolo economico. La meraviglia del parodosso in questione ricade anche nel termine stesso del tempo\/presente, il quale apparentemente \u00e8 qui, o come dicevano i latini <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">hinc et nunc<\/em>, ma di fatto non \u00e8 mai visibile, non \u00e8 tangibile, dunque, non \u00e8. <span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0<\/span>Derrida in questo \u00e8 chiaro: Non dobbiamo mai confondere il dono con il suo fenomeno, in altre parole con la bieca manifestazione di s\u00e9. Il dono, per essere tale, deve rompere l\u2019ordine perfetto della realt\u00e0. Egli deve necessariamente debordare, spiazzare, essere fuori misura. Il dono \u00e8 l\u2019eccezione invisibile, e non quantificabile, all\u2019indifferenza umana, \u00e8 un presente (tempo e\/o regalo), e come tale sfugge. \u201c[\u2026] <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Dove c\u2019\u00e8 il dono, c\u2019\u00e8 il tempo <\/em>[\u2026]\u201d. Io nel dono, nell\u2019atto di donare, dono il mio tempo. Dono quell\u2019attimo che rompe il tempo quantitativo, e che taglia la sua linearit\u00e0. Potremmo quindi affermare che il dono \u00e8 una sfida all\u2019ultimo sangue tra l\u2019attimo e l\u2019eterno.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black;\">A questo punto, doverosa \u00e8 una distinzione tra ci\u00f2 che \u00e8 dono autentico, e ci\u00f2 che non lo \u00e8 affatto. Se ammettiamo che il senso ultimo del nostro vivere si manifesti nel rapporto con gli altri, ci assumiamo con rigore la responsabilit\u00e0 delle nostre azioni. Solo la morale, solo la nostra prassi comportamentale, pu\u00f2 dire di noi, e pu\u00f2, al tempo stesso, essere detta. Come scrive Derrida, lo stesso titolo del racconto di Baudelaire ci mette nella condizione di dover pensare: Siamo obbligati a riflettere su che cosa sia una moneta vera, e cosa sia una moneta falsa, allo stesso modo in cui noi ora siamo qui a domandarci cosa sia un dono autentico, e cosa invece non lo sia. Ci\u00f2 che \u00e8 falso non \u00e8 vero, ci\u00f2 che non \u00e8 vero non \u00e8. Un dono in-autentico non \u00e8 un dono, ci\u00f2 che non \u00e8 un dono \u00e8 uno scambio, un vergognoso e squallido <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">do ut des<\/em>. Il dono, se siamo in grado di donare veramente, non prevede nulla in cambio. Dunque, il donatore fasullo del racconto dona senza donare, perch\u00e9 nelle sue tasche rimane sempre la stessa quantit\u00e0 di denaro. Egli non toglie niente a s\u00e9, ma trattiene ci\u00f2 che, se fosse stato un vero donatore, avrebbe dovuto lasciar andare.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black;\">Qui il giudizio morale \u00e8 molto forte. Derrida lo dice a gran voce: Non possiamo accettare che si arrivi a una tale condotta, non possiamo permetterci il lusso di dimenticare chi siamo. In quanto uomini siamo frutto della nostra coscienza morale. Coscienza che dobbiamo accogliere (ed \u00e8 proprio il caso di dirlo) come un regalo\/dono\/tempo presente in atto, prezioso. Solo sfuggendo alla richiesta del resto, io mi regalo, presentifico (rendo presente come tempo e\/o come regalo) il mio essere uomo in mezzo ad altri uomini. Intollerabile, e aberrante, \u00e8 la stupidit\u00e0 che ci lascia agire senza ragione, senza alcuna consapevolezza, scevri da ogni conformit\u00e0 a ci\u00f2 che \u00e8 ragionevole. Ma fare il male per stupidit\u00e0 (e qui potete anche richiamare alla mente l\u2019arguta Hannah) non elimina il male, semmai ne delinea soltanto le ragioni, infime e spudorate, che lo hanno permesso. Dal giudizio negativo, alla gogna, e al perdono il passo \u00e8 per\u00f2 inevitabile. Questo non fa che aprire una nuova questione: Cosa \u00e8 il perdono? Cosa intendiamo quando usiamo la parola perdono? Il perdono in s\u00e9 non nasconde solo etimologicamente le radici del dono (e quindi anche del tempo), ma lo racchiude in modo connaturato nella sua essenza (cfr. \u201c<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Perdonare<\/em>\u201d, 2004). <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black;\">Ma qual \u00e8 la vera colpa del donatore fasullo del racconto di Baudelaire? \u201c[\u2026]<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"> La colpa dell\u2019amico, la sua colpa irreparabile \u00e8 di non essersi mostrato all\u2019altezza del dono che la natura gli aveva fatto: egli non ha saputo onorare il contratto che lo legava naturalmente alla natura, non ha assolto il suo debito. Un debito naturale, dunque, un debito senza debito o un debito infinto <\/em>[\u2026]. Senza pensare alle conseguenze delle sue azioni, il falso donatore ha agito. Egli ha trattenuto qualcosa che invece avrebbe dovuto donare, ha contratto un debito con l\u2019altro e per giunta non \u00e8 neppure consapevole di ci\u00f2, poich\u00e9 ne ignora l\u2019esistenza. Il messaggio dirompente di queste parole sta proprio nella riscoperta dell\u2019umilt\u00e0. Un vero dono \u00e8 umile, senza firma, senza peso, senza calcolo, senza tempo (pur essendo un \u201cpresente\u201d). Dobbiamo in modo accorto sentirci parte di un genere al quale non possiamo sottrarci, dobbiamo spiegare le nostre ali in volo senza voltarci indietro per guardare a che punto sono gli altri rispetto a noi. Cos\u00ec \u00e8 la vita autentica. Questo \u00e8 il tempo che abbiamo a disposizione da vivere. Iniettiamo sotto pelle il concetto di responsabilit\u00e0, scriviamolo su tutti i muri del mondo, insegniamolo nelle piazze, applichiamolo nella vita. Donate, a voi e agli altri. Donatevi il vostro tempo e cos\u00ec troverete anche la voglia, e il coraggio di donarlo agli altri. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black;\">Dal momento che abbiamo iniziato a vivere insieme, dobbiamo imparare a comportarci. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; color: black; background: none repeat scroll 0% 0% white;\">Elisa Scirocchi<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Elisa Scirocchi &nbsp; There\u2019s a PRESENT for you darling! 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