{"id":493,"date":"2011-04-03T20:59:07","date_gmt":"2011-04-03T20:59:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=493"},"modified":"2011-04-05T05:16:14","modified_gmt":"2011-04-05T05:16:14","slug":"dai-commons-al-comunismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=493","title":{"rendered":"Dai commons al <em>comunismo<\/em>, dal comunismo ai <em>commons<\/em>"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Riportiamo di seguito la traduzione italiana (a cura della Rivista mensile <strong>SU LA TESTA<\/strong>) e, successivamente, il testo originale del contributo redatto per il <em>Web Journal<\/em> <a href=\"http:\/\/www.commoner.org.uk\/\">THE COMMONER<\/a> da <strong>Peter Linebaugh<\/strong> (autore, con <strong>Marcus Rediker<\/strong>, del libro <a href=\"http:\/\/www.ibs.it\/code\/9788807103742\/linebaugh-peter-rediker-marcus\/ribelli-dell-atlantico-la-storia.html\">I RIBELLI DELL&#8217;ATLANTICO<\/a>).<\/p>\n<blockquote><p>Possiamo definire sinteticamente qualche differenza tra <em>commons<\/em> e <em>comunismo<\/em>. Le pratiche di <em>commoning<\/em> persistono tra lavoratori e contadini, e il <em>comunismo<\/em> \u00e8 la generalizzazione di queste pratiche. Uno dei ruoli storici dello stato borghese fu quello di criminalizzare i <em>commons<\/em>; un&#8217;aspirazione dei comunisti era quella di rovesciare lo stato borghese. La testimonianza dei <em>commons<\/em> spesso appare come aneddotica o come folkloristica o come &#8220;crimine&#8221;, una storia minore, una piccola trasgressione; qualche episodio di <em>comune<\/em> pu\u00f2 comparire per sbaglio in un altro argomento pi\u00f9 importante; prove di beni comuni consuetudinari possono apparire peculiari a localit\u00e0 o mestieri, e comunque appartenenti a storie locali o di settore, non alle &#8220;grandi narrazioni&#8221;. La testimonianza del comunismo, dall&#8217;altro lato \u00e8 data da giornalisti, filosofi, economisti e polemisti, e aspira grandiosamente a divenire la narrazione che pone fine alle narrazioni!<\/p>\n<p><strong>DAI <em>COMMONS<\/em> AL COMUNISMO<\/strong><br \/>\n<strong><em>Peter Linebaugh<\/em><\/strong>, traduzione a cura di <a href=\"http:\/\/www.sulatestarivista.it\/?p=139\">Su la Testa<\/a> (Marzo 2011)<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>We can propose some short ated contrasting commons and communism. Commoning practices persist among workers and peasants, communism consists of the generalization of such practices.  An historic role of the bourgeois state was to criminalize the commons; an aspiration of the communists was to overthrow the bourgeois state.  Evidence of the commons will often appear anecdotal or as folklore or as \u2018crime\u2019, just a small story, a minor transgression; evidence of commons may appear incidentally to some other, major theme; evidence of customary commons may appear particular to locale or craft, and belonging thus to trade or local histories, not \u2018grand narratives\u2019.  Evidence of communism, on the other hand, is provided by journalists, philosophers, economists, and controversialists, and grandiosely aspires to become the narrative to end narratives! <\/p>\n<p><strong>MEANDERING ON THE SEMANTICAL-HISTORICAL PATHS OF COMMUNISM AND COMMONS<\/strong><br \/>\n<strong><em>Peter Linebaugh<\/em><\/strong>, December 2010 su <a href=\"http:\/\/www.commoner.org.uk\/?p=98\">The Commoner<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p align=\"justify\">In questo interessante contributo, <strong>Peter Linebaugh<\/strong> si interroga principalmente sulla traiettoria concettuale, ma anche pienamente pratico-politica, che dai <em>commons<\/em> porterebbe al <em>comunismo<\/em>. Non uno sforzo di poco conto, quindi. Certamente un appunto di questo genere sembra essere quasi indispensabile al dibattito odierno che ruota soprattutto intorno alla questione dei &#8220;<em>Beni Comuni<\/em>&#8220;. In Italia capita spesso di usare il rasoio con suggestioni che pure meriterebbero maggiore approfondimento ed attenzione. Linebaugh si approccia all&#8217;argomento utilizzando lo stesso <em>modus<\/em> attraverso cui, con Marcus Rediker, ha scritto <strong>I RIBELLI DELL&#8217;ATLANTICO<\/strong>. Al centro della trattazione, infatti, ci sono Eventi concreti, momenti di Vita realmente vissuta, porzioni di storia trovati in un calderone di vecchi accadimenti dell&#8217;antagonismo (presto dimenticati) e riproposti in una veste differente. Uomini e donne, personaggi e parole, molto spesso si uniscono nell&#8217;Emancipazione del corpo e per la Liberazione dello spirito. In questa dimensione del conflitto l&#8217;elemento mistico-religioso non pu\u00f2 essere epurato da ogni considerazione politica (a tal proposito rimandiamo al nostro <em><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=201#more-201\">Bloch racconta Munzer<\/a><\/em>), anzi diventa quasi determinante. Perch\u00e8 sempre di <em>Emancipazione<\/em> si parla. Da queste attualit\u00e0 diffuse sarebbe possibile ricostruire una traccia: la traccia dei <em>commons<\/em> che diventano altro, si trasformano. <em>Omnia sunt communia<\/em>, urlava il predicatore Muntzer guidando i contadini tedeschi all&#8217;assalto della citt\u00e0 di Munster nel XVI secolo, reclamando pane, lavoro e &#8220;Beni Comuni&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">L&#8217;ipotesi da cui parte Linebaugh si presenta come una provocazione: se il comunismo, almeno cos\u00ec come lo conosciamo oggi, in realt\u00e0 sia nato (e cresciuto) in ambienti differenti da quelli del socialismo &#8220;scientifico&#8221; e, successivamente, della pianificazione sovietica? Gi\u00e0 si odono in lontananza alcuni strali, non proprio eleganti, degli &#8220;scienziati&#8221; contro gli &#8220;utopisti&#8221; durante le prime Assemblee della <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Prima_Internazionale\">Prima Internazionale<\/a> (e della <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Seconda_Internazionale\">Seconda<\/a>). Ci sarebbe molto materiale, storico e politico, su questo argomento, eppure non \u00e8 al centro del contributo che stiamo prendendo in considerazione. Nel suo articolo, Linebaugh, marca un punto di vista a nostro avviso molto importante: &#8220;Il pensiero parigino (<em>dove &#8216;nacque&#8217; il comunismo scientifico, nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento<\/em>, ndR) era avanzato soltanto nel contesto di una teoria del progresso della storia&#8221;. Quindi il valore aggiunto che i moti parigini (e, soprattutto, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Comune_di_Parigi\">la Comune<\/a> del 1871 su cui sia Marx che Lenin hanno scritto molte pagine importanti) hanno dato al Comunismo \u00e8 stata la <strong>Filosofia della Storia<\/strong>, la concezione del progresso e dell&#8217;inevitabilit\u00e0 evoluzionistica della palingenesi comunista. In Francia \u00e8 avvenuto il &#8220;primo&#8221; passaggio dalla tradizione dei <em>commons<\/em>, quindi delle lotte contingenti e locali per i &#8220;beni comuni&#8221; (per la sopravvivenza e l&#8217;autonomia di una comunit\u00e0 di Esseri viventi) a quella del comunismo storico: &#8220;Possiamo definire sinteticamente qualche differenza tra <em>commons<\/em> e <em>comunismo<\/em>. Le pratiche di <em>commoning<\/em> persistono tra lavoratori e contadini, e il <em>comunismo<\/em> \u00e8 la generalizzazione di queste pratiche&#8221;. Ed infatti, a ben vedere, gi\u00e0 con la &#8220;<em>gloriosa<\/em>&#8221; <strong>Rivoluzione inglese<\/strong> e con la successiva conquista dell&#8217;Atlantico, interesse degli Stati divenne criminalizzare i <em>commons<\/em>, privatizzarli e fornire una grande base di manodopera a basso costo da impiegare nelle nuove terre da colonizzare oppure nelle fabbriche in espansione nelle Citt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Concludendo si potrebbe dire che, per Peter Linebaugh, esista una relazione dinamica e quasi gerarchica tra <em>commons<\/em> e <em>comunismo<\/em>. Inizialmente i commons erano spazi politici riferibili alle lotte ed alla resistenza contro la pervasivit\u00e0 delle logiche economiche di Mercato nella Vita &#8220;comune&#8221; degli Esseri umani; successivamente il comunismo ha raccolto tutti questi conflitti, unendoli e costruendo una piattaforma politica immaginando un &#8220;soggetto&#8221; che la caratterizzasse (il &#8220;proletario&#8221;) ed a cui affidare il compito storico dell&#8217;Emancipazione e della Liberazione: &#8220;Ora nel XXI secolo la semantica dei due termini sembra essersi rovesciata, con il termine <em>comunismo<\/em> che appartiene al passato dello Stalinismo, all&#8217;industrializzazione dell&#8217;agricoltura, e al militarismo, laddove i <em>commons<\/em> appartengono ad un dibattito internazionale sul futuro planetario di terra, acqua e mezzi di sussistenza per tutti.<\/p>\n<p align=\"justify\"><u>Aggiornamenti<\/u>:<br \/>\nSull&#8217;argomento sarebbe da leggere anche l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.carta.org\/2011\/04\/communism-and-commons\/\">articolo<\/a> di <strong>Paolo Cacciari<\/strong> su <a href=\"http:\/\/www.carta.org\/\"><em>Carta<\/em><\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riportiamo di seguito la traduzione italiana (a cura della Rivista mensile SU LA TESTA) e, successivamente, il testo originale del contributo redatto per il Web Journal THE COMMONER da Peter Linebaugh (autore, con Marcus Rediker, del libro I RIBELLI DELL&#8217;ATLANTICO). &hellip; <a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=493\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[139,7],"tags":[],"class_list":["post-493","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-antropologiafilosofia","category-filosofiapolitica"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - 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