{"id":354,"date":"2011-02-20T18:32:26","date_gmt":"2011-02-20T18:32:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=354"},"modified":"2011-03-12T16:11:51","modified_gmt":"2011-03-12T16:11:51","slug":"cosa-sono-le-nuvole-una-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=354","title":{"rendered":"Cosa sono le nuvole? Una recensione"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" width=\"640\" height=\"390\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/q01wXi8sCZM\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p align=\"justify\"><em><em><em><strong>Otello burattino<\/strong>: Ma qual \u00e8 la verit\u00e0? E\u2019 quello che penso io de me, o quello che pensa la gente, o quello che pensa quello l\u00e0 l\u00ec dentro [indica il burattinaio]<br \/>\n<strong>Jago burattino<\/strong>: Cosa senti dentro di te? Concentrati bene\u2026 cosa senti, eh?<br \/>\n[pausa di silenzio]<br \/>\n<strong>Otello burattino<\/strong>: S\u00ec, s\u00ec, si sente qualcosa che c\u2019\u00e8!<br \/>\n<strong>Jago buratinno<\/strong>: Quella \u00e8 la verit\u00e0! Ma sssssshhh\u2026  [si porta l\u2019indice sulle labbra] non bisogna nominarla, perch\u00e8 appena la nomini, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u2026<\/em><\/em><\/em><br \/>\n<em>(Cosa sono le nuvole?, regia di Pier Paolo Pasolini, 1967)<\/em><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">Ve lo ricordate? A me \u00e8 capitato di rivederlo qualche sera fa. Cosa sono le nuvole?, un capoloavoro del cinema Italiano. Pasolini mise sullo stesso palco Tot\u00f2, Ciccio Ingrassia, Franco Franchi, Laura Betti, attori di avanspettacolo, maschere come Pulcinella, attori bistrattati e violentati dal cinema di massa degli anni 50 e 60. Attori che ora appartengono al mondo delle ombre. Pasolini prov\u00f2 a ridarli dignit\u00e0, e prov\u00f2 a farli essere loro stessi, come sempre tentava di fare con chi lavorava nei suoi film. Con questa pluriannale pratica Pier Paolo scopr\u00ec cos\u00ec che erano attori fusi con il loro personaggio, con la loro produzione artistica, con la maschera che si erano costruiti addosso. Non esite un Tot\u00f2 diverso dal ruolo che impersona, nel cinema\/vita di Pasolini. Con lo stesso principio Pasolini faceva recitare nei suoi film attori comuni &#8211; presi dalla strada &#8211; come Ninetto Davoli (il tenero Otello del film) con attori professionisti.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\">All\u2019Universit\u00e0 mi hanno insegnato che la modernit\u00e0 ha negato le cose nascoste, profonde, come l\u2019 IO. Lo Strutturalismo, il Decostruzionismo, la Psicanalisi ecc han detto quello che Pirandello si sforzava di rappresentare nei suoi lavori. Siamo prodotto, il risultato di fattori contingenti, del nostro apparato simbolico, di casualit\u00e0 complesse, del nostro sistema di vita, della nostra cultura, della nostra classe di appartenenza, dei rapporti fra struttura e sovrastruttura. Ognuno recita a soggetto, copioni non scritti da noi. Shakespeare diceva che il mondo \u00e8 un palcoscenico e noi siamo comparse. I nostri desideri sono i desideri del mondo (crf il desiderio triangolare), le nostre spettative quelle degli altri, i nostri sogni non sono i nostri. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per niente, l\u2019autentico ad una analisi matura \u00e8 nient\u2019altro che l\u2019inautentico, anche lo stesso amore (vedi il testo della colonna sonora del film, di Pier Paolo Pasolini e Domenico Modugno). Quindi, Cosa sono le nuvole? \u00e8 quasi una via di fuga per Pasolini, forse che in quel silenzio, nella scena finale del film, lontani dalla maledetta struttura (i simboli, il palco, il pubblico, l\u2019apparato che ci circonda e ci \u00e8 dentro) si possa scorgere la nostra vera interiorit\u00e0, ci\u00f2 che non fa parte del mondo, in uno slancio di divina libert\u00e0. Un assaggio mistico, batailliano, nient\u2019altro, una intuizione che scompare nel momento stesso in cui nominiamo questa verit\u00e0 sommersa, nel momento stesso in cui cerchiamo di dire cos\u2019\u00e8, di formarizzarla con un discorso. Illusoria come l\u2019amore? L\u2019 Io e l\u2019amore, per Pasolini, diventano le grandi mensogne borghesi. Come non essere daccordo?<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">Ed ecco che in questo amaro, crudo film, questa delicatissima allegoria sulla vita, dove neanche tutta la poesia di Pasolini pu\u00f2 addolcire questa oscura scoperta recente, L\u2019Otello di William Shakespeare pu\u00f2 essere rappresentato anche da un teatro dei burattini. Nel film, Iago e Otello, marionette dotate di vita propria (come quelle di Mangiafuoco di Pinocchio) agiscono secondo il copione che il destino attribu\u00ec loro, assieme agli altri personaggi del dramma, manovrati da una cinica ed indifferente mente divina (il Dio-burattinaio) che li controlla e dona loro la vita movendo i fili a cui sono attaccati. Le loro personalit\u00e0 sono dettate da un copione, le loro azioni guidate dal Dio-burattinaio, regista della loro vita. ed e cos\u00ec che Iago, connotato da un viso cromaticamente verde dalla cattiveria, inganna Otello provocando la sua disperata gelosia, l\u2019ira ed il tentativo di uccidere Desdemona. Di fronte a tanta cattiveria, il volgo &#8211; il vituperato e allo stesso tempo amato volgo di Pasolini, il volgo che compare anche in Uccellacci e Uccellini &#8211; che fa da pubblico allo spettacolo, insorge a difesa di Desdemona, linciando le due marionette. Buttate nell\u2019immondizia, verranno portate in una discarica da un nettrubino (Domenico Modugno). Ma \u00e8 proprio l\u00ec che abbandonate a se stesse, per la prima volta a contatto con la realt\u00e0, tra i rifiuti, la merda, la sporcizia (il mondo materiale?) faranno una importante scoperta; addolcendo il loro decesso contempleranno la perfezione e la bellezza delle nuvole (il mondo ideale?), misteri sconosciuti per la loro misera condizione di marionette. Non conta solo il marxismo di Pasolini qui. Affancarsi dai bisogni materiali \u00e8 l\u2019ideale marxista, tornando al lavoro non alienato. Ma qui per me c\u2019\u00e8 ben altro. C\u2019\u00e8 l\u2019applicazione di una scoperta. Sembra che non ci si sia spazio per autenticit\u00e0, neanche nei pi\u00f9 fervidi sogni di ugualianza sociale del regista. Pasolini realizza un dramma shakesperiano senza fare una ecatombe, usando solo un po\u2019 di poesia. Per il volgo che \u00e8 la societ\u00e0 italiana, ma di pi\u00f9, umana, non c\u2019\u00e8 speranza, essi non contempleranno mai le nuvole. Essi giudicano, vivono, si muovono, ignari dei fili da cui sono mossi e di cui mai si renderanno conto. Qui l\u2019economia, le borgate, il fascismo mediatico pasoliniano, la stessa riproduzione sociale non conta pi\u00f9 niente. In oriente direbbero che tutto si riduce a maggiore o minore consapevolezza delle cristallizzazioni e delle illusioni che ci muovono. Tutto \u00e8 struttura. Le marionette, solo nella discarica, ma di pi\u00f9, al momento della morte, sono finalmente rimaste senza fili. Non c\u2019\u00e8 libert\u00e0, in vita. La stessa paorla libert\u00e0 \u00e8 un concetto da decostruire.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p align=\"justify\">L\u2019ultima scena del film si chiude nella discarica con le parole di Tot\u00f2-Iago, sdraiato in discarica accanto a Otello-Davoli, che osserva il cielo, le nuvole, e afferma:<br \/>\n<em>Ah, meravigliosa e struggente bellezza del creato\u2026<\/em>\u2026<br \/>\nparole strane per una marionetta. C\u2019\u00e8 tutto il paternalismo di Pasolini qui. Tutto il San Francesco di Uccellacci e Uccellini. La sua ultima speranza. Che anche i burattini possano contemplare le nuvole. Parole che sono il testamento spirituale dello stesso Tot\u00f2, che morir\u00e0 nell\u2019Aprile dello stesso anno, il 1967. E\u2019 il suo ultimo film.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Otello burattino: Ma qual \u00e8 la verit\u00e0? E\u2019 quello che penso io de me, o quello che pensa la gente, o quello che pensa quello l\u00e0 l\u00ec dentro [indica il burattinaio] Jago burattino: Cosa senti dentro di te? 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