{"id":3288,"date":"2013-07-04T14:21:07","date_gmt":"2013-07-04T14:21:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=3288"},"modified":"2013-07-04T14:32:00","modified_gmt":"2013-07-04T14:32:00","slug":"jean-paul-sartre-orfeo-negro-a-cura-di-elisa-scirocchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=3288","title":{"rendered":"Jean Paul Sartre, Orfeo Negro. A cura di Elisa Scirocchi"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\"><em>&#8220;La libert\u00e0 \u00e8 del color della notte\u201d<\/em><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: justify;\"><\/h1>\n<div id=\"attachment_3290\" style=\"width: 621px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/black.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3290\" class=\" wp-image-3290\" title=\"black\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/black.png\" alt=\"\" width=\"611\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/black.png 950w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/black-300x221.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 611px) 100vw, 611px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3290\" class=\"wp-caption-text\">Un fotogramma del film &quot;Black Orpheus&quot; (1959) del regista Marcel Camus<\/p><\/div>\n<address style=\"text-align: justify;\"><em><span style=\"color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">1. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libert\u00e0 enunciati nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.<br style=\"mso-special-character: line-break;\" \/> 2. Nessuna distinzione sar\u00e0 inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia che tale Paese o territorio sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranit\u00e0. <\/span><span style=\"color: black; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 10pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;\">(<\/span><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif'; font-size: 10pt;\">Articolo n\u00b02, Dichiarazione universale dei diritti umani)<\/span><\/strong><\/em><\/address>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Se ci si addentra nel mondo dei miti lontani, dedicati alla creazione dell\u2019uomo, si potr\u00e0 notare come tra le differenti culture ci siano dei punti comuni. Che sia fatto di fango con l\u2019aggiunta della saliva del dio creatore, o di un semplice impasto di farina e acqua, la tradizione vuole che l\u2019uomo sia stato impastato e plasmato dalle mani stesse del dio e poi cotto, o sotto il sole cocente, o all\u2019interno di un forno. Sprovvisto per\u00f2 di <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">timer<\/em> il Dio\/Demiurgo\/Creatore\/Apprendista cuoco fu costretto a cuocere pi\u00f9 volte la sua creatura ricavando ogni volta un risultato differente. Poco cotto, quasi bruciato, o di media cottura. Interessante \u00e8 notare come ognuna delle etnie personalizzi il mito considerando come perfettamente riuscita solo la cottura dell\u2019uomo cui appartiene. L\u2019uomo, dunque, appare da sempre artefice di una palese e dichiarata forma di apologia del proprio colore della pelle. In passato, e inspiegabilmente ancora oggi, proprio quel diverso colore di pelle ci ha reso dimentichi di appartenere allo stesso grande insieme, l\u2019umanit\u00e0, e di essere uomini di diversi colori, idiomi, culture, e tradizioni, ma pur sempre uomini allo stesso modo (finito) di essere al mondo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Nel 1948, anno in cui fu firmata a Parigi la <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Dichiarazione universale dei diritti umani<\/em>, Jean Paul Sartre pubblica un interessante testo dal titolo \u201c<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Che cos\u2019\u00e8 la letteratura?\u201d<\/em> all\u2019interno del quale inserisce un capitolo, quasi a s\u00e9 stante, intitolato \u201c<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Orfeo Negro<\/em>\u201d. Queste pagine sono state scritte e pensate come prefazione a una raccolta di poesie africane, scritte da poeti come <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">Aim\u00e9 Cesaire<\/strong> e <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">L\u00e9opold S\u00e9dar Senghor<\/strong>. Come in ogni poesia il messaggio trapassa le parole in modo rapido e violento e raggiunge l\u2019anima di chi ascolta, e il significato si trasmette direttamente per via emotiva dall\u2019autore al lettore, cos\u00ec la voce dell\u2019uomo nero passa attraverso la sua poesia che rappresenta quella forza immediata in grado di rivoluzionare il senso delle parole, l\u2019immagine stessa del mondo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><!--more--><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Il contesto storico sul quale si muove il testo di Sartre \u00e8 riassumibile in poche parole: Nord-Africa\/Francia, imperialismo, imposizione di una cultura considerata come dominante, guerre di liberazione, razzismo, violenza che risponde a violenza. \u201c[\u2026] <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Che cosa speravate dopo aver tolto il bavaglio che chiudeva queste bocche nere? Forse che intonassero le vostre lodi? Queste teste, che i nostri padri avevano piegato sino a terra con la forza, pensavate forse che, quando si fossero risollevate, vi avrebbero guardato con occhi adoranti<\/em>? [\u2026]\u201d. Con queste parole intense di significati si apre il testo \u201c<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Orfeo Negro<\/em>\u201d di Sartre. L\u2019uomo bianco ha imbavagliato l\u2019uomo dalla bocca nera, lo ha costretto a chinare il capo, e poi? Poteva forse pretendere che l\u2019uomo nero non provasse risentimento nei suoi confronti, o che lo guardasse con rispetto anzich\u00e9 con disprezzo? Di grande interesse, inoltre, \u00e8 qui il riferimento alla tematica dello sguardo, punto cardine della filosofia esistenzialista di Sartre. Se siamo ci\u00f2 che gli altri vedono di noi, di ci\u00f2 che noi mostriamo loro di essere, l\u2019uomo dal volto nero mostra se stesso all\u2019uomo pallido, mostra un s\u00e9 come sottomesso e inferiore. Dunque, l\u2019essenza dell\u2019uomo nero \u00e8 stata filtrata dallo sguardo dell\u2019uomo bianco, il quale guardandolo lo rendeva oggetto dei suoi occhi, delle sue mani dedite alle percosse, della sua inclinazione ad impartire ordini. Solo oggi comprendiamo l\u2019errore dei nostri padri, oggi siamo vittime di noi stessi, come coloro sui quali un <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">miasma<\/em> si riflette. Con \u201c[\u2026] <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">il nostro pallore di gente mal cotta [\u2026]<\/em>\u201d non riusciamo pi\u00f9 a dominare il mondo, perch\u00e9 colui che prima guardavano con orrore come un oggetto, ora, per fortuna, alza lo sguardo e ci fissa. Come nella mitologia greca Orfeo (il bianco) scende nell\u2019Ade per riportare sulla terra la sua amata Euridice, ma non resiste al desiderio di non guardarla e la perde per sempre, cos\u00ec l\u2019Orfeo Negro si immerge nella sua interiorit\u00e0 e recupera la sua essenza di uomo nero, guarda negli occhi la sua negritudine. \u201c<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">[\u2026] La negritudine, sempre presente eppure nascosta, lo perseguita <\/em>(riferito all\u2019uomo nero)<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">, lo sfiora e si strofina alla sua ala di seta, e palpita tutta spiegata su lui come la sua memoria profonda e la sua esigenza pi\u00f9 alta, come la sua infanzia sepolta e tradita e l\u2019infanzia della sua razza, come il formicolare degli istinti e l\u2019indivisibile semplicit\u00e0 della Natura, come il puro legato dei suoi antenati e come la Morale che dovrebbe riunificare la sua vita spezzata. Ma basta che egli si volga su di essa a guardarla in viso, ed ecco che si disperde in fumo: le muraglie della cultura bianca si frappongono fra lui e lei, la loro scienza, le loro parole, i loro costumi [\u2026]\u201d. <\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Come un profeta dell\u2019intercultura, Sartre \u00e8 il primo tra gli intellettuali a mettere in luce il problema dell\u2019uomo nero collegandolo al tema della negazione. Come scrive Frantz Fanon, ne \u201c<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">I dannati della terra<\/em>\u201d, \u201c[\u2026] <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">I popoli africani, i popoli sottosviluppati, contrariamente a ci\u00f2 che si \u00e8 soliti credere, edificano rapidamente la loro coscienza politica e sociale <\/em>[\u2026]\u201d. <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">[\u2026] L\u2019azione del negro \u00e8 innanzitutto azione su se stesso [\u2026]<\/em>\u201d<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\"> <\/em>infatti, solo negando fino in fondo quel s\u00e9 oppresso egli pu\u00f2 scoprire la sua vera essenza, il suo vero colore, il profumo della sua terra, il ritmo dei suoi tamburi, la soavit\u00e0 delle sue poesie, il calore del suo sole. Solo guardando veramente dentro se stesso l\u2019uomo nero pu\u00f2 negare ci\u00f2 che l\u2019uomo bianco ha visto da sempre dentro di lui, e in questo percorso di riconoscimento del s\u00e9 egli pu\u00f2 cantare a gran voce che \u201c<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">[\u2026] l\u2019atto poetico allora \u00e8 una danza dell\u2019anima [\u2026]<\/em>\u201d. L\u2019uomo nero diviene poeta e danzatore, egli da voce alla sua anima, si stacca dalla cultura europea che lo ha allontanato da s\u00e9, e per farlo usa la lingua dell\u2019oppressore, il francese. Fondamentali appaiono in questo senso le parole del poeta Aim\u00e8 C\u00e9saire il quale sostiene la necessit\u00e0 di \u201c<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">pousser d\u2019un telle raideur le grand cri n\u00e9gre que les assises du monde en seront \u00e9branl\u00e9ss<\/em>\u201d (lanciare con tale durezza il grande grido negro che le fondamenta del mondo ne saranno scosse).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Oggi abbiamo il dovere morale di imparare dal nostro passato, e di comprendere a fondo il nostro univoco essere nel mondo. Oggi dobbiamo imparare ad essere uomini umani, qualsiasi sia il nostro colore. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Elisa Scirocchi<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<pre style=\"text-align: justify;\"><\/pre>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La libert\u00e0 \u00e8 del color della notte\u201d 1. 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