{"id":3267,"date":"2013-07-02T17:01:47","date_gmt":"2013-07-02T17:01:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=3267"},"modified":"2013-07-03T11:57:04","modified_gmt":"2013-07-03T11:57:04","slug":"leroi-gourhan-il-gesto-e-la-parola-una-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=3267","title":{"rendered":"Leroi-Gourhan, Il gesto e la parola, una recensione"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_3273\" style=\"width: 466px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Argentina.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3273\" class=\" wp-image-3273\" title=\"Argentina\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/Argentina.jpg\" alt=\"\" width=\"456\" height=\"340\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3273\" class=\"wp-caption-text\">Pitture rupestri nella Cueva de las Manos, Argentina<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019antropologo <em><span class=\"st\">Andr\u00e9 Leroi-Gourhan<\/span><\/em>, nel suo studio intitolato \u201c<em>Il gesto e la parola<\/em>\u201d (Vol. I, ed. originale 1964), affronta la complessa e delicata tematica dell\u2019ominizzazione e dei suoi legami con la tecnica e con il linguaggio, argomento sviluppato e trattato per interessantissimi e stimolanti quindici capitoli. Il suo studio \u00e8 diventato col passare del tempo un classico irrinunciabile dell&#8217;antropologia, da cui sono partiti nuovi studi e nuove tendenze scientifiche che tutt&#8217;ora sono dominanti e hanno svecchiato discipline quali la linguistica, la sociologia e l&#8217;antropologia fisica e culturale, la paleoantropologia. Indubbie le ripercussioni sull&#8217;attuale dibattito dell&#8217;antropologia filosofica. Per affrontare e introdurre il tema dell\u2019opera, \u00e8 opportuno citare una straordinaria intuizione di Gregorio di Nissa<span style=\"mso-footnote-id: ftn1;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;\"> [1]<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span>, ripresa per l&#8217;appunto dal nostro autore:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Cos\u00ec, grazie a questa organizzazione, la mente, come un musico, produce in noi il linguaggio e noi diventiamo capaci di parlare. Non avremmo certo mai goduto di questo privilegio, se le nostre labbra avessero dovuto assolvere, per i bisogni del corpo, il compito pesante e faticoso del nutrimento. Ma le mani si sono assunte questo compito e hanno lasciata libera la bocca perch\u00e9 provvedesse alla parola.<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Parola chiave dei <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">primi capitoli<\/strong> dell\u2019opera di Gourhan \u00e8 il termine \u201c<strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">liberazione<\/strong>\u201d. L\u2019autore confuta dapprincipio la credenza nell\u2019antenato mitico scimmiesco e riconduce il progenitore umano ad un \u201carcantropo\u201d la cui prerogativa principale \u00e8 la statura eretta. Tale caratteristica \u201clibera\u201d per l\u2019appunto gli arti anteriori, nella fattispecie le mani, che diventano il principale strumento di ibridazione tecnica umana. Inoltre: l\u2019autore critica la convinzione della paleoantropologia classica, anteriore agli anni cinquanta, secondo la quale la causa primaria dell\u2019ominizzazione sia il volume cranico. Gourhan mostra invece che \u00e8 la stazione eretta a modificare, mediante un complicato legame fisiologico e funzionale con la faccia (sbarramento frontale, mandibola e mascella) e con l\u2019arto inferiore, il volume cranico. E\u2019 dunque questo complesso a condizionare il volume cranico, e non il contrario. Le condizioni dell\u2019uomo nella statura verticale provocano conseguenze di sviluppo neuropsichico che fanno dello sviluppo del cervello umano qualcosa di diverso dall\u2019aumento del volume. Il rapporto tra viso e mano (visto dall\u2019autore nella sua graduale trasformazione dalla forma di pinna) continua a rimanere stretto:<strong> utensile per la mano e linguaggio per la faccia sono i due poli di uno stesso dispositivo evolutivo. <\/strong>La tecnica, da un certo punto di vista, si \u00e8 incarnata nella nostra ereditariet\u00e0 genetica.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Dal <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">capitolo V<\/strong> in poi, dopo aver svolto una minuziosa analisi anatomica e paleantropologica sugli ominidi e sull\u2019Homo a conferma delle sue ipotesi di lavoro, affronta la tematica dell\u2019organismo sociale. Se nei capitoli precedenti l\u2019analisi era sull\u2019individuo e sul <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">phylum<\/em> umano nel suo succedersi nel tempo (Australantropo, Arcantropo, Paleantrapo), e<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>sullo sviluppo progressivo di tecnica e linguaggio fino all\u2019Homo Sapiens, ora l\u2019analisi si sofferma sui legami dell\u2019uomo con la sua ancestrale socialit\u00e0, socialit\u00e0 indagata come una principale strategia di sopravvivenza e propulsore dell\u2019ominizzazione oltre che della tecnica. L\u2019autore affronta la questione come l\u2019affronterebbe l\u2019antropologia sociale: il <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">rapporto individuo-societ\u00e0 varia in funzione dell\u2019evoluzione delle strutture tecnico-economiche<\/strong> di un determinato momento preistorico o storico. L\u2019 autore per dimostrare ci\u00f2 analizza i legami dell\u2019uomo con il territorio, con le risorse, con il gruppo coniugale e la tecnica, rimanendo sostanzialmente legato allo schema di un passaggio dell\u2019uomo da una fase zoologica ad una culturale, etnologica<span style=\"mso-footnote-id: ftn2;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;\">[2]<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0A questo punto dell\u2019opera ritorna prepotente il termine che era il <em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">leit-motiv<\/em> dell\u2019opera: la \u201c<strong>liberazione<\/strong>\u201d, in questo caso, la liberazione di \u201ctempo\u201d che si crea con la divisione del lavoro nella vita associata. Con la comparsa dell\u2019innovazione tecnica dell\u2019agricoltura, verso il 6000 a.C., vi \u00e8 una netta accelerazione delle altre conquiste culturali e tecnologiche, rispettivamente con la ceramica, il metallo e la scrittura (3500). Per l\u2019autore,<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>sono due le cause che intervengono nelle \u201cinvenzioni\u201d della ceramica e dei metalli, cos\u00ec come nella scrittura, con la conseguente urbanizzazione e stratificazione della societ\u00e0:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left: 36.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;\">\u00a0<span style=\"mso-list: Ignore;\">1)<span style=\"font: 7.0pt 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span>Il ritmo del lavoro<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-left: 36.0pt; text-align: justify; text-indent: -18.0pt; mso-list: l0 level1 lfo1; tab-stops: list 36.0pt;\">\u00a0<span style=\"mso-list: Ignore;\">2)<span style=\"font: 7.0pt 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/span><\/span>L\u2019esistenza di provviste immagazzinate<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0L\u2019autore afferma che le operazioni artigianali che si sviluppano presuppongono necessariamente la condizione di avere un <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">elevato numero di ore libere<\/strong>, sia nel caso di individui produttori di generi alimentari, non occupati durante gli intervalli dei lavori agricoli, o di veri e propri specialisti del tutto privi di funzioni attinenti all\u2019alimentazione. Il carattere stagionale, intermittente, dei lavori agricoli e la presenza di una massa alimentare che costituisce un margine nutritivo costante, creano dunque le condizione della nascita di \u201cspecialisti\u201d della tecnica. <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">Come la mano libera degli Australantropi non \u00e8 rimasta vuota a lungo, cos\u00ec il tempo libero delle societ\u00e0 agricole si \u00e8 riempito in breve tempo.<\/strong> La stabilizzazione dello spazio, la fine del nomadismo e la possibilit\u00e0 di aumentare, in loco, le risorse aumentando il numero degli individui, creano una situazione particolare dell\u2019ambiente interno che coincide con la liberazione del tempo. Da questa base parte la palla di neve del progresso accelerato delle tecniche in un sistema sociale costituito da unit\u00e0 territoriali dense, intercomunicanti<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>grazie ad una rete di scambi pacifici o bellici<span style=\"mso-footnote-id: ftn3;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;\">[3]<\/span><\/span><\/span><\/span><\/span>.Comincia cos\u00ec la fase che l\u2019autore non indugia nel definire come un mutamento antropologico, una vera e propria \u201csostituzione\u201d:<\/p>\n<div id=\"attachment_3275\" style=\"width: 370px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/scavo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3275\" class=\"size-full wp-image-3275\" title=\"scavo\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/scavo.jpg\" alt=\"\" width=\"360\" height=\"235\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/scavo.jpg 360w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/07\/scavo-300x195.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3275\" class=\"wp-caption-text\">Andr\u00e9 Leroi-Gourhan durante uno scavo<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">Il prodigioso trionfo dell\u2019uomo sulla materia si \u00e8 compiuto a coso di una vera e propria sostituzione. Abbiamo visto, nel corso dell\u2019evoluzione degli Antropiani, come all\u2019equilibrio zoologico si sia sostituito un equilibrio nuovo, percepibile fin dagli inizi dell\u2019homo sapiens, nel Paleolitico superiore. Il gruppo etnico, la \u201cnazione\u201d sostituisce la specie e l\u2019uomo, che nel corpo rimane un normale mammifero, si sdoppia in un organismo collettivo con la possibilit\u00e0 praticamente illimitate di accumulare innovazioni. La sua economia rimane quella di un mammifero altamente predatore anche dopo il passaggio all\u2019agricoltura e all\u2019allevamento. A partire da questo punto, l\u2019organismo collettivo diventa preponderante in modo sempre pi\u00f9 categorico e l\u2019 uomo diventa strumento di una ascesa tecno-economica cui presta le idee e le braccia. In tal modo, la societ\u00e0 umana diventa la principale consumatrice di uomini, sotto tutte le forme, per mezzo della violenza o per mezzo del lavoro<\/em><span style=\"mso-footnote-id: ftn4;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;\">[4]<\/span><\/strong><\/span><\/span><\/span><\/span><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">.<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Il progresso culturale umano coincide inesorabilmente con la scomposizione dell\u2019uomo in un <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">animale collettivo<\/strong>. L\u2019autore paragona la societ\u00e0 umana culturale ad un organismo, un aggregato di cellule specializzate raggruppate in organi che fanno funzionare i diversi settori<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>dell\u2019economia vitale; in ultima analisi, <strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\">la base tecno-economica \u00e8 il volano della produzione culturale<\/strong>.La citt\u00e0 \u00e8 la meta di questo sviluppo che per l\u2019autore \u00e8 storicistico e determinato, poich\u00e9 a cause comuni ed a problemi comuni si risponde in maniera pressoch\u00e9 similare:<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><em style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">In qualsiasi epoca, in America quanto nell\u2019Europa non Mediterranea o nell\u2019Africa nera, ogni volta che il gruppo, dopo aver raggiunto la fase agricola, entra in quella metallurgica, si forma lo stesso sistema funzionale. La citt\u00e0 ne \u00e8 il perno. E\u2019 chiusa nella sua cinta difensiva, accentrata sulle riserve di cereali e sul tesoro. Le cellule che l\u2019animano sono il re o il suo delegato, i dignitari militari ed i preti, serviti da un popolo di domestici e di schiavi. All\u2019interno del sistema urbano gli artigiani costituiscono una serie di cellule di regola endogame: la loro sorte \u00e8 legata a quella delle classi dirigenti, in genere la loro condizione non \u00e8 n\u00e9 completamente quella degli schiavi, n\u00e9 completamente quella di uomini rivestiti di tutta la dignit\u00e0 attinente a questa condizione. La citt\u00e0 e i suoi organi sono in rapporto con le campagne da cui attingono la materia prima alimentare e di cui garantiscono la coesione mediante una rete di intendenti, intermediari tra re e una classe di contadini in genere asserviti<\/em><span style=\"mso-footnote-id: ftn5;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><strong style=\"mso-bidi-font-weight: normal;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;\">[5]<\/span><\/strong><\/span><\/span><\/span><\/span>.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 \u00e8 naturalmente gravido di conseguenze che tutt\u2019ora viviamo nelle societ\u00e0 contemporanee. Questo organismo urbanizzato infatti non pu\u00f2 essere efficiente se non nella misura in cui accentua la segregazione sociale, forma che assume in questo organismo artificiale la specializzazione cellulare degli esseri animati del mondo naturale: possidenti, contadini, prigionieri, offrono una gamma tanto pi\u00f9 efficiente quanto maggiore \u00e8 la distanza tra le loro funzioni.<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Alessandro Stella<\/strong><\/p>\n<div style=\"mso-element: footnote-list;\"><\/div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div id=\"ftn1\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\">1 Gregorio di Nissa, <em>Trattato sulla creazione dell\u2019uomo<\/em>, 379 d. C.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn2\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"font-size: 10.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;\">2<\/span><\/span><\/span><\/span> Cfr.<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0 <\/span>p. 185<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn3\" style=\"mso-element: footnote;\"><span style=\"mso-footnote-id: ftn3;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"mso-special-character: footnote;\"><span class=\"MsoFootnoteReference\"><span style=\"font-size: 10.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;\">3 <\/span><\/span><\/span><\/span><\/span>Cfr. p. 202<\/p>\n<p class=\"MsoFootnoteText\">4 Cit. p. 219<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn4\" style=\"mso-element: footnote;\">\n<p class=\"MsoFootnoteText\">5 Cit. p. 210<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"ftn5\" style=\"mso-element: footnote;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019antropologo Andr\u00e9 Leroi-Gourhan, nel suo studio intitolato \u201cIl gesto e la parola\u201d (Vol. I, ed. originale 1964), affronta la complessa e delicata tematica dell\u2019ominizzazione e dei suoi legami con la tecnica e con il linguaggio, argomento sviluppato e trattato per &hellip; <a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=3267\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[139,11,223],"tags":[587,586,588,392],"class_list":["post-3267","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-antropologiafilosofia","category-recensione-libri","category-sciefil","tag-evoluzione","tag-post-human","tag-postumanesimo","tag-scienza"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - 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