{"id":2816,"date":"2013-03-26T11:27:19","date_gmt":"2013-03-26T11:27:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816"},"modified":"2013-03-27T11:32:44","modified_gmt":"2013-03-27T11:32:44","slug":"jan-patocka-le-monde-naturel-comme-probleme-philosophique-una-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816","title":{"rendered":"Jan Pato\u010dka, Il mondo naturale come problema filosofico. Una recensione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">a cura di <strong><em>Guelfo Carbone <\/em><\/strong>*<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Patocka-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2819\" title=\"Jan Patocka\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Patocka-1.jpg\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"255\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Patocka-1.jpg 375w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Patocka-1-300x204.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Pubblicato a Praga nel 1936, <em>Le monde naturel comme probl\u00e8me philosophique<\/em> (Nijhoff, La Haye 1976) <em><\/em>\u00e8 lo scritto di abilitazione del giovane Jan Pato\u010dka, che fu, come \u00e8 noto, allievo diretto sia di <strong>Husserl<\/strong> che di <strong>Heidegger<\/strong>. Del primo assistette nel 1929 a quei <em>Discorsi parigini<\/em> che formano il nucleo delle <em>Meditazioni Cartesiane<\/em>, del secondo nel 1933 segu\u00ec a Friburgo i corsi universitari posteriori a <em>Essere e Tempo<\/em>, non rinunciando per\u00f2 a proseguire gli studi privatamente con Husserl e <strong>Fink<\/strong>. Decisive, in particolare per il <em>Mondo naturale<\/em>, furono le conferenze di Vienna e Praga del 1935, quest\u2019ultime confluite nella I e II parte della <em>Krisis<\/em>, le uniche pubblicate da Husserl, l\u2019anno successivo, proprio nel 1936, contemporaneamente a una recensione dello stesso Pato\u010dka. Pato\u010dka dunque visse in prima persona il conflitto aperto tra il padre della fenomenologia e il suo \u00abmiglior allievo\u00bb eretico, e quel suo primo significativo contributo alla filosofia fenomenologica ne porta tutti i segni evidenti. Ma non \u00e8 questo il merito del suo libro. O perlomeno non \u00e8 questo il motivo dell\u2019interesse per uno studio che per forma e contenuti si presenta, a prima vista, con intenti principalmente divulgativi e riepilogativi della fenomenologia. \u00c8 l\u2019intuizione che sta al fondo, o a monte, del lavoro di Pato\u010dka che risveglia l\u2019interesse \u2013 fenomenologico, in primo luogo, ma non solo \u2013 per il tema di cui si fa portatore, quello appunto della costituzione del mondo in cui ognuno di noi vive e pu\u00f2 vivere, quel mondo \u00abunico e comune\u00bb di cui parlava Eraclito (fr. 89, Diels-Kranz), al centro delle riflessioni husserliane nella <em>Krisis<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema del mondo, che secondo Fink era la questione \u00abcentrale\u00bb della fenomenologia, ha \u2013 nell\u2019opinione di chi scrive \u2013 provocato in maniera determinante l\u2019esigenza della \u00abnuova fenomenologia\u00bb che mosse le <em>Meditazioni Cartesiane<\/em> di Husserl e ci\u00f2 che ne segu\u00ec. Ed \u00e8 un filo rosso del pensiero del suo allievo eretico, che si dipana dall\u2019inizio (i primi corsi pubblici a Friburgo) alla fine (il Mondo-Quadro del dominio tecnologico), oltre che un compito del pensiero odierno. Sta dunque qui la ragione principale dell\u2019interesse per il libro di Pato\u010dka: averne sospettato l\u2019importanza al punto da farne un polo di gravitazione dei temi fondamentali della fenomenologia e del suo metodo (l\u2019intenzionalit\u00e0, la riduzione, l\u2019empatia, la costituzione intersoggettiva), che vengono qui discussi in relazione alla <strong>riabilitazione del mondo naturale<\/strong> operata dalla fenomenologia husserliana in aperto contrasto con le altre filosofie sue contemporanee, e pure, in particolare, con le scienze.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scritto in ceco, il <em>Mondo naturale<\/em> si rivolge innanzitutto alla comunit\u00e0 scientifica ceca, di cui riporta, all\u2019occasione, brani di dibattito e relativi risvolti critici. Parallelo alle riflessioni della <em>Krisis<\/em> husserliana, ne assume pienamente l\u2019impianto speculativo, prendendo come punto di partenza la constatazione di uno \u00abstato d\u2019animo globale\u00bb, ossia il \u00abnichilismo\u00bb, che si \u00e8 impadronito dell\u2019uomo moderno a seguito di una programmatica svalutazione del mondo della vita. Scelta fatale, quest\u2019ultima, da cui secondo Pato\u010dka deriva la crisi del suo tempo presente (MN, 6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uomo moderno \u2013 si avverte nell\u2019<em>Introduzione<\/em> come fosse lo sfondo storico della trattazione \u2013 non ha una concezione unitaria del mondo, ma vive in un mondo doppio: immediatamente nel suo ambiente, che trova gi\u00e0 dato, e contemporaneamente nel mondo creato dalle scienze moderne, basate sul principio per cui le leggi naturali sono essenzialmente leggi matematiche. Che essi siano paralleli o che l\u2019uno venga preso come il duplicato, instabile e sempre revocabile dell\u2019altro, ci\u00f2 non cambia l\u2019atteggiamento di fondo nei confronti del problema del mondo. I filosofi che si sono adoperati per trovare una via di uscita nella maggior parte dei casi hanno fallito, perch\u00e9 tutto ruotava intorno alla loro unica mira: <strong>liberarsi dell\u2019uno o dell\u2019altro dei due membri dell\u2019opposizione<\/strong><em> <\/em>(ambiente naturale o mondo della scienza), riducendo uno dei due a parte o risultato dell\u2019altro. La fenomenologia e il suo soggettivismo trascendentale hanno posto un termine a questo riduzionismo, segnalandone un\u2019alternativa, a suo modo gi\u00e0 implicita nella metafisica moderna (Pato\u010dka indica naturalmente Kant come predecessore).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa la prospettiva generale in cui Pato\u010dka inquadra il suo lavoro del 1936. Ma quella del mondo non \u00e8 l\u2019unica questione centrale della fenomenologia che ha il merito di far emergere, precocemente, in tutta evidenza, cogliendo l\u2019essenziale della fenomenologia. Ad essa l\u2019autore stesso allega una riflessione che occupa significativamente il quarto e ultimo capitolo, e che, come egli stesso avverte, \u00e8 del tutto sperimentale: quella sul <strong>linguaggio<\/strong>. La costituzione mondana del soggetto da una parte, e il linguaggio come fenomeno privilegiato di accesso ad essa sono i due aspetti che risaltano maggiormente di questi iniziali, ma per nulla acerbi studi fenomenologici di Pato\u010dka.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">1. <strong>La terza via anti-riduzionista: la costituzione intersoggettiva del mondo<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pato\u010dka lega il destino della modernit\u00e0 alla concezione di un mondo non unificato, ma raddoppiato in ambiente naturale e mondo scientifico. In questa divaricazione prende forma la vita tipicamente moderna e cos\u00ec anche le sue crisi. Il <strong>positivismo <\/strong>e il <strong>naturalismo<\/strong> moderni, affrontati in particolare nel <em>Primo capitolo<\/em> (e in cui troviamo annoverati senza troppe distinzioni tanto Avenarius e Mach, quanto Carnap e Wittgenstein), esibiscono questi problemi, senza per\u00f2 poterli risolvere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la fenomenologia \u2013 il primo volume delle <em>Ideen<\/em> \u00e8 il testo husserliano citato pi\u00f9 spesso \u2013 si palesa un\u2019altra soluzione, non si fermi all\u2019alternativa tra ambiente vitale e mondo scientifico, e non operi riduzioni di sorta. <strong>Quella fenomenologica \u00e8 affatto<\/strong> <strong>una terza via<\/strong>, non riduzionista, concentrata sull\u2019attivit\u00e0 soggettiva che, in maniere differenti ma in entrambi i casi, d\u00e0 forma a ciascuno dei due mondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soggettivit\u00e0 costituente e non arbitraria, metodo analitico positivo ma non psicologico sono anche i presupposti metodologici del lavoro di Pato\u010dka. L\u2019intreccio tra soggetto e mondo, ossia lo \u00abschema globale\u00bb (MN, 2) tramite cui l\u2019uomo, senza rendersene esplicitamente conto, si rapporta all\u2019universo che lo circonda, ne \u00e8 l\u2019oggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo nel <em>Terzo capitolo<\/em> (dedicato al fenomeno del mondo naturale) Pato\u010dka comincia il lavoro analitico concreto. Nel secondo paragrafo sono passati in rassegna quei filosofi che, prendendo le distanze da ogni metodo e sistema costruttivisti, hanno concepito il mondo come uno schema ontologico. L\u2019attenzione \u00e8 rivolta a <strong>Kant<\/strong>, <strong>Humboldt<\/strong>, <strong>Dilthey<\/strong>, <strong>Simmel<\/strong>, ma soprattutto a Husserl e Heidegger, per quanto lo spazio loro dedicato sia molto ridotto. Al problema della schematizzazione ontologica del mondo naturale sono legati anche altri filosofi e scienziati (come von <strong>Uexk\u00fcll<\/strong>, <strong>Bergson<\/strong>, <strong>L\u00e9vy-Bruhl<\/strong>, <strong>Piaget<\/strong>), e nella scuola diltheyana sono indicati gli unici tentativi di trattare seriamente la questione dal punto di vista della storia delle idee e della filosofia della storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, proprio la revisione dei caratteri peculiari dello schema ontologico che emergono in questo capitolo rappresentano l\u2019apporto originale del <em>Mondo naturale<\/em> alla fenomenologia. Secondo lo schema di Pato\u010dka, infatti, il mondo naturale \u00e8 segnato dalla contraddizione tra domicilio e estraneit\u00e0, \u00e8 definito dalla dimensione temporale e colorato dagli stati d\u2019animo. Questo schema ontologico sembra a prima vista ricalcato sull\u2019impianto di <em>Essere e Tempo<\/em>, di cui il <em>Mondo naturale <\/em>non sarebbe altro che una sorta di epitome con l\u2019aggiunta di uno sguardo storiografico alle correnti contemporanee del positivismo e del naturalismo. Eppure proprio quello schema \u00e8 ragione non solo di una critica perspicace all\u2019opera maggiore di Heidegger, approfondita nella lunga <em>Postfazione<\/em> che chiude il volume, ma deriva da un\u2019intuizione felice riguardo al <em>work in progress<\/em> della fenomenologia husserliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 certo uno dei meriti di questo libro aver insistito sulla svolta che stava animando le frenetiche ricerche husserliane per correggere il tiro del metodo fenomenologico, cio\u00e8 sulla <strong>radice intersoggettiva della costituzione del mondo<\/strong>, ignorata dal naturalismo e dall\u2019obiettivismo moderni. Per Pato\u010dka, che coglie in pieno lo spirito innovatore delle <em>Meditazioni Cartesiane<\/em>, l\u2019intersoggettivit\u00e0 \u00e8 la \u00abnozione concreta\u00bb di soggettivit\u00e0, altrimenti la fenomenologia non sarebbe altro che un solipsismo trascendentale<a title=\"\" href=\"#_ftn1\"><strong><strong>[1]<\/strong><\/strong><\/a>. Le monadi che compongono la soggettivit\u00e0 trascendentale <strong>collaborano<\/strong>, si costituiscono insieme, \u00abcostituire \u00e8 co-costituire\u00bb (MN, 71).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mondo intersoggettivo \u00e8 accessibile ai diversi individui e, in linea di principio altrettanto ugualmente accessibile, questo uno dei risultati pi\u00f9 importanti della fenomenologia. Ma \u2013 ed \u00e8 questo il punto in cui Pato\u010dka coglie un\u2019insufficienza tanto husserliana che heideggeriana \u2013 la costituzione intersoggettiva del mondo non \u00e8 un processo astratto il cui ruolo sarebbe identico in ogni caso e relativamente a tutti i soggetti. L\u2019unit\u00e0 del mondo che ne deriva \u00e8 quella di uno \u00abstile di esperienza\u00bb definito dalla<strong> \u00ab<\/strong>comunit\u00e0 di vita di cui facciamo parte<strong>\u00bb<\/strong> (Pato\u010dka riporta come esempi, certamente rozzi ma di uso corrente al suo tempo, quella del borghese, del contadino, del selvaggio o del civilizzato ecc; MN, 79). Come approcciare fenomenologicamente questi mondi comuni, che, come cerchi inanellati si intrecciano, confondendosi reciprocamente i confini? \u00c8 una domanda che, se non trova risposta nel testo, trova almeno (e non \u00e8 poco) l\u2019opportunit\u00e0 della sua formulazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi della costituzione intersoggettiva del mondo rimane tronca senza l\u2019inclusione delle \u00abcategorie materiali\u00bb che la sorreggono, della \u201ccarne\u201d delle monadi, per cos\u00ec dire. Questa una delle tesi pi\u00f9 interessanti del testo, che troviamo nell\u2019ultima parte del <em>Terzo<\/em> <em>capitolo<\/em>. Ma quali sono le categorie individuate da Pato\u010dka? \u00abAltri\u00bb \u00e8 il nome proprio di \u00abuna delle prime e pi\u00f9 importanti categorie materiali\u00bb, seconda solo al <em>pragma<\/em>, alla cosa d\u2019uso, strumento passivo primario di qualsiasi agire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 la dimensione della collettivit\u00e0 (\u00ab<em>communaut\u00e9<\/em>\u00bb) diviene rilevante agli occhi del fenomenologo non in ragione di una remissione impotente alla sua ingombrante presenza (come accade per esempio nella fenomenologia di L\u00e9vinas), ma in forza della collaborazione cui siamo votati, perch\u00e9 non si d\u00e0 comprensione tra gli uomini se non quella che si costruisce \u00absulla base di un\u2019opera comune\u00bb (MN, 118). Le due tendenze basilari dell\u2019essere umano a<strong> <\/strong>\u00abdisporre\u00bb e \u00abcomunicare\u00bb<strong> <\/strong>(MN,109) sono le fondamenta dell\u2019opera comune che d\u00e0 luogo al nostro mondo naturale, in cui per\u00f2 \u00abnon vi \u00e8 nulla di naturale\u00bb (MN, 81)<a title=\"\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. L\u2019intreccio tra domestico ed estraneo che lo struttura non definisce infatti mondi compartimentati, ma \u00e8 piuttosto l\u2019indice di qualcosa che non mi appartiene in via esclusiva, il segno di una comunanza (di nuovo: \u00ab<em>communaut\u00e9<\/em>\u00bb) che non \u00e8 integralmente \u201cnostra\u201d. <strong>Da qui l\u2019essenza composita del mondo naturale<\/strong> che risulta dall\u2019analisi dell\u2019intersoggettivit\u00e0 di Pato\u010dka, insieme (e irriducibilmente) conflittuale e solidale (MN, 118).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le categorie materiali elencate da Pato\u010dka nel sesto e ultimo paragrafo del <em>Terzo capitolo<\/em> sono gli a priori della riflessione trascendentale sull\u2019esperienza ingenua, dipendono dal nostro \u00abessere-al-mondo\u00bb, e non sono derivati da un\u2019universalizzazione del suo contenuto (MN, 120). Tuttavia, qualunque forma assuma, questa riflessione suppone gi\u00e0 il linguaggio, ossia l\u2019altra categoria materiale incontrata nell\u2019analisi dell\u2019intersoggettivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">2. <strong>Lo \u00abSchizzo per una filosofia del linguaggio e del parlare\u00bb<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla fine del <em>Primo capitolo<\/em> Pato\u010dka espone quella che \u00e8 la tesi che come un filo rosso si dipana lungo tutto il lavoro (e che ritroviamo anche nelle sue riflessioni pi\u00f9 tarde): la metafisica non \u00e8 possibile se non come ripresa del vissuto del reale nella sua totalit\u00e0. Questo compito \u00abinfinito\u00bb non pu\u00f2 essere portato avanti dal pensiero teorico, ma apre invece la strada alla <em>filosofia della storia<\/em>, che dovr\u00e0 rendere conto proprio delle teorie e della loro origine, amministrando il risultato, raggiunto ma non pienamente dimostrato, del primato del mondo naturale-ingenuo su quello scientifico, e di conseguenza la necessit\u00e0 di dare fondamento al pensiero teorico sul mondo del senso comune. Il primo passo per penetrare nel legame tra i due mondi \u00e8 compiuto appoggiandosi proprio a ci\u00f2 che ci d\u00e0 l\u2019accesso al livello della coscienza teorica, ossia al linguaggio (MN, 29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riferimento al linguaggio consente a Pato\u010dka non solo di spiegare come mai il mondo ingenuo non potrebbe essere esplicitato integralmente nel quadro teorico delle scienze psicologiche e matematiche, ma anche di inserirsi in quella divaricazione tra mondo naturale e mondo scientifico da cui aveva preso le mosse il suo lavoro. In questo modo Pato\u010dka si pone sulla scia della <em>Krisis<\/em> husserliana, rispetto alla quale il <em>Quarto capitolo<\/em>, l\u2019ultimo del <em>Mondo naturale<\/em>, pu\u00f2 essere considerato una sorta di prosecuzione ideale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prospettiva del <em>Mondo naturale<\/em>, il linguaggio \u00e8 la via di accesso alla critica al pensiero teorico, senza la quale nessuna riabilitazione del mondo naturale sarebbe possibile. Da cima a fondo strumento della pratica quotidiana, il linguaggio \u00e8 \u00abil grado pre-liminare di ogni teoria possibile\u00bb. Questo lo lega in modo indissolubile al problema del mondo naturale, inserendolo nell\u2019\u00aborizzonte universale\u00bb della vita in comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al momento in cui si destano l\u2019interesse e l\u2019attivit\u00e0 teorici l\u2019universo dell\u2019uomo, lo \u00absfondo\u00bb di ogni esperienza umana, \u00e8 gi\u00e0 costituito. L\u2019attivit\u00e0 teorica non d\u00e0 luogo ad alcuna nuova realt\u00e0, bens\u00ec ci porta in una relazione \u00abpi\u00f9 intima\u00bb con le cose circostanti. Tuttavia \u2013 ed \u00e8 qui che sorge l\u2019urgenza dell\u2019interrogazione fenomenologica sul linguaggio \u2013 questi momenti dell\u2019esperienza (a differenza degli altri) offrono la possibilit\u00e0 di comprendere la loro condizione. La teoria pu\u00f2 mettere a nudo ci\u00f2 che la rende teoria, e questo accade in un fenomeno particolare, quello del linguaggio, appunto, che per Pato\u010dka \u00e8 \u00abal tempo stesso testimone e risultato del carattere accidentale della teoria\u00bb (MN, 121-23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 proprio il carattere misto del linguaggio \u2013 n\u00e9 pura origine, n\u00e9 mero strumento derivato \u2013 a costituire l\u2019interesse per il fenomeno, interesse che si aggiunge come naturale sbocco di un percorso che, va ricordato, ha di mira una critica all\u2019obiettivismo moderno delle scienze e delle filosofie scientifiche e la riabilitazione del mondo naturale come problema filosofico. Il linguaggio viene presentato, insomma, come il banco di prova su cui confutare l\u2019indebito riduzionismo delle filosofie obiettiviste moderne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad essere preso di mira \u00e8 ancora una volta il pensiero positivista, in cui Pato\u010dka fa rientrare anche il <em>Tractatus<\/em> di Wittgenstein, oggetto di una critica (non molto approfondita in verit\u00e0) nel quinto paragrafo. Ogni teoria, filosofica o scientifica si basa sul legame tra pensiero e linguaggio e si riferisce al mondo naturale precedentemente dato. Ma in nessun caso una teoria \u2013 questa l\u2019obiezione di Pato\u010dka \u2013 pu\u00f2 svilupparsi in maniera indipendente: essa presuppone sempre il terreno fertile del mondo naturale e della vita umana. Non possiamo separare una teoria dalla sua <strong>funzione vitale<\/strong>, mentre viceversa occorre comprendere ogni teoria a partire proprio da questa funzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riabilitare il mondo naturale implica uno sguardo pi\u00f9 ampio sul linguaggio, non derivato dalla teoria scientifica o filosofica, ma diretto ai fenomeni concreti, quali appunto il parlare. Il capitolo rimane un abbozzo, e non offre accenni a fenomeni concreti. Nonostante questa carenza un punto chiaro possiamo individuarlo: il linguaggio \u00e8 la via di accesso al mondo e senza un\u2019analisi di questo fenomeno la fenomenologia rimane ingabbiata nel solipsismo trascendentale, e nella corrispettiva astrazione. E se il mondo naturale \u00e8 sempre espressione di un conflitto tra collettivit\u00e0, la comunicazione linguistica da parte sua si presenta come \u00abstrumento esistenziale del conflitto eternamente rinnovato in seno alla societ\u00e0\u00bb (MN, 132).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019edizione francese da cui leggiamo aggiunge alla fine una <em>Postfazione<\/em> dell\u2019autore che data quarant\u2019anni di distanza dalla prima edizione del 1936, un anno prima della morte del filosofo, avvenuta nel 1977 a Praga per mano della polizia sovietica ceca. Non possiamo qui seguire l\u2019andamento di questa lunga appendice, in cui troviamo condensate le critiche a <em>Essere e Tempo<\/em> (in verit\u00e0 gi\u00e0 implicite nel testo del 1936).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quarant\u2019anni dopo \u2013 notiamolo per concludere \u2013 Pato\u010dka esprime pi\u00f9 nettamente la sua posizione fenomenologica, che corregge parzialmente quella adottata nel 1936, esplicitandone in ogni caso delle tendenze gi\u00e0 latenti. L\u2019ontologia fondamentale di <em>Essere e Tempo<\/em> \u2013 fallimentare, per altro \u2013 completa, radicalizzandola, la fenomenologia husserliana, componendo con essa <strong>un unicum fenomenologico<\/strong>: \u00abseguendo il cammino che abbiamo tracciato non intendiamo assolutamente rimpiazzare un sistema fenomenologico con un altro. Esprimiamo piuttosto la nostra fede nell\u2019unit\u00e0 della fenomenologia\u00bb (MN, 179). Lo studio della fenomenologia pu\u00f2 oggi prendersi in carico proprio questa unit\u00e0, non come un suo tacito e ovvio presupposto, anzi, come ottica su di s\u00e9 e la propria sorte, come orizzonte in cui verificarsi costantemente.<br \/>\n&#8212; &#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* <strong>Guelfo Carbone<\/strong> \u00e8 dottorando in Filosofia e Storia della Filosofia presso l\u2019Universit\u00e0 \u201cLa Sapienza\u201d di Roma. E-mail: <a href=\"mailto:guelfo.carbone@gmail.com\">guelfo.carbone@gmail.com<\/a><\/p>\n<div><\/div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Si vedano le riflessioni husserliane nei <em>Discorsi parigini<\/em>, cfr. <em>Meditazioni Cartesiane<\/em>, Bompiani 2002, p. 29.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Il mondo naturale della fenomenologia non ha nulla a che vedere con l\u2019ambiente vitale romantico e neoromantico, quel mondo della natura \u00abgenuina\u00bb che larga parte aveva avuto nell\u2019ideologia nazional-patriottica del <em>Volk<\/em> tra Otto e Novecento (si veda la prima parte di George L. Mosse, <em>Le origini culturali del Terzo Reich<\/em>).<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Guelfo Carbone * Pubblicato a Praga nel 1936, Le monde naturel comme probl\u00e8me philosophique (Nijhoff, La Haye 1976) \u00e8 lo scritto di abilitazione del giovane Jan Pato\u010dka, che fu, come \u00e8 noto, allievo diretto sia di Husserl &hellip; <a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11,223,138],"tags":[],"class_list":["post-2816","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-recensione-libri","category-sciefil","category-teologiafilosofia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.3 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Jan Pato\u010dka, Il mondo naturale come problema filosofico. Una recensione  - filosofiprecari.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Jan Pato\u010dka, Il mondo naturale come problema filosofico. Una recensione  - filosofiprecari.it\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"a cura di Guelfo Carbone * Pubblicato a Praga nel 1936, Le monde naturel comme probl\u00e8me philosophique (Nijhoff, La Haye 1976) \u00e8 lo scritto di abilitazione del giovane Jan Pato\u010dka, che fu, come \u00e8 noto, allievo diretto sia di Husserl &hellip; Continua a leggere&rarr;\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"filosofiprecari.it\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2013-03-26T11:27:19+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2013-03-27T11:32:44+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Patocka-1.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Geniomaligno\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Geniomaligno\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"14 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816\"},\"author\":{\"name\":\"Geniomaligno\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/9535731de871053883b38b72b012edd3\"},\"headline\":\"Jan Pato\u010dka, Il mondo naturale come problema filosofico. Una recensione\",\"datePublished\":\"2013-03-26T11:27:19+00:00\",\"dateModified\":\"2013-03-27T11:32:44+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816\"},\"wordCount\":2717,\"commentCount\":0,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2013\\\/03\\\/Patocka-1.jpg\",\"articleSection\":[\"Recensione libri\",\"Scienza\\\/filosofia\",\"Teologia\\\/filosofia\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816\",\"name\":\"Jan Pato\u010dka, Il mondo naturale come problema filosofico. Una recensione - filosofiprecari.it\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2013\\\/03\\\/Patocka-1.jpg\",\"datePublished\":\"2013-03-26T11:27:19+00:00\",\"dateModified\":\"2013-03-27T11:32:44+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/9535731de871053883b38b72b012edd3\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816#primaryimage\",\"url\":\"http:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2013\\\/03\\\/Patocka-1.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2013\\\/03\\\/Patocka-1.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2816#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Jan Pato\u010dka, Il mondo naturale come problema filosofico. Una recensione\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/\",\"name\":\"filosofiprecari.it\",\"description\":\"filosofie nel deserto\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/9535731de871053883b38b72b012edd3\",\"name\":\"Geniomaligno\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/06f70924c5d2d441ba22945cdded32a8b8f8e67179ed3d0ff2b2d209dff108c7?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/06f70924c5d2d441ba22945cdded32a8b8f8e67179ed3d0ff2b2d209dff108c7?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/06f70924c5d2d441ba22945cdded32a8b8f8e67179ed3d0ff2b2d209dff108c7?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Geniomaligno\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?author=1\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Jan Pato\u010dka, Il mondo naturale come problema filosofico. Una recensione  - filosofiprecari.it","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Jan Pato\u010dka, Il mondo naturale come problema filosofico. Una recensione  - filosofiprecari.it","og_description":"a cura di Guelfo Carbone * Pubblicato a Praga nel 1936, Le monde naturel comme probl\u00e8me philosophique (Nijhoff, La Haye 1976) \u00e8 lo scritto di abilitazione del giovane Jan Pato\u010dka, che fu, come \u00e8 noto, allievo diretto sia di Husserl &hellip; Continua a leggere&rarr;","og_url":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816","og_site_name":"filosofiprecari.it","article_published_time":"2013-03-26T11:27:19+00:00","article_modified_time":"2013-03-27T11:32:44+00:00","og_image":[{"url":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Patocka-1.jpg","type":"","width":"","height":""}],"author":"Geniomaligno","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Geniomaligno","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816"},"author":{"name":"Geniomaligno","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9535731de871053883b38b72b012edd3"},"headline":"Jan Pato\u010dka, Il mondo naturale come problema filosofico. Una recensione","datePublished":"2013-03-26T11:27:19+00:00","dateModified":"2013-03-27T11:32:44+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816"},"wordCount":2717,"commentCount":0,"image":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Patocka-1.jpg","articleSection":["Recensione libri","Scienza\/filosofia","Teologia\/filosofia"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816","url":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816","name":"Jan Pato\u010dka, Il mondo naturale come problema filosofico. Una recensione - filosofiprecari.it","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Patocka-1.jpg","datePublished":"2013-03-26T11:27:19+00:00","dateModified":"2013-03-27T11:32:44+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9535731de871053883b38b72b012edd3"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816#primaryimage","url":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Patocka-1.jpg","contentUrl":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Patocka-1.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2816#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Jan Pato\u010dka, Il mondo naturale come problema filosofico. Una recensione"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/#website","url":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/","name":"filosofiprecari.it","description":"filosofie nel deserto","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9535731de871053883b38b72b012edd3","name":"Geniomaligno","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/06f70924c5d2d441ba22945cdded32a8b8f8e67179ed3d0ff2b2d209dff108c7?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/06f70924c5d2d441ba22945cdded32a8b8f8e67179ed3d0ff2b2d209dff108c7?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/06f70924c5d2d441ba22945cdded32a8b8f8e67179ed3d0ff2b2d209dff108c7?s=96&d=mm&r=g","caption":"Geniomaligno"},"url":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?author=1"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2816","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2816"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2816\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2822,"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2816\/revisions\/2822"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2816"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2816"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2816"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}