{"id":2583,"date":"2012-12-11T10:58:09","date_gmt":"2012-12-11T10:58:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2583"},"modified":"2012-12-11T11:02:33","modified_gmt":"2012-12-11T11:02:33","slug":"frankenstein-incompreso-una-recensione-del-libro-di-mary-shelley","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2583","title":{"rendered":"Frankenstein Incompreso, una recensione del libro di Mary Shelley"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2584\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Aligi-Sassu-Prometeo-1970.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2584\" class=\"size-medium wp-image-2584\" title=\"Aligi Sassu, Prometeo, 1970\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Aligi-Sassu-Prometeo-1970-300x189.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Aligi-Sassu-Prometeo-1970-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/Aligi-Sassu-Prometeo-1970.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2584\" class=\"wp-caption-text\">Aligi Sassu, Prometeo, 1970<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono storie radicate profondamente nella cultura e cos\u00ec spontanee alla mente da sembrare naturali, indiscutibili, innate. Sono storie eterne perch\u00e8 senza memoria; sviluppate nel <em>tempo del Mito<\/em> si trascinano invisibili di generazione in generazione. Chiamate da <em>Jung<\/em> archetipi vengono continuamente riplasmate, anche in epoche moderne, senza perdere il loro alone di immortalit\u00e0. Qui sta forse il segreto nascosto del <em>Frankenstein<\/em> di <em>Mary Shelley<\/em>, madre di fantascienza. Dalla mitologia il romanzo prende in prestito le idee della creazione e dell&#8217;acquisizione della conoscenza con un riferimento esplicito a <em>Prometeo, <\/em>la divinit\u00e0<em> <\/em>greca<em> <\/em>che forgi\u00f2 l&#8217;uomo con l&#8217;argilla e che, per avergli restituito il fuoco \u2013 simbolo dell&#8217;evoluzione tecnico-scientifica &#8211; venne punito da <em>Zeus <\/em>per l&#8217;eternit\u00e0. La fama e la diffusione popolare del romanzo per\u00f2 non hanno impedito la nascita di fraintendimenti e rielaborazioni, fissati nell&#8217; immaginario collettivo da successive trasposizioni teatrali e cinematografiche. Il romanzo originale non ha niente a che vedere con quel mostro sbandierato dallo scetticismo antiscientifico che invade oggi i dibattiti della bioetica e non \u00e8 assolutamente un manifesto contro la tecno-scienza e le sue invasioni di presunte prerogative divine. L&#8217; <em>argomento Frankestein<\/em> utilizzato dai detrattori della scienza non trova, nelle sue modalit\u00e0, alcun riscontro nel testo: i riferimenti mitici del romanzo rimangono sempre pure metafore letterarie.\u00a0 L&#8217;opera di Shelley \u00e8 nata come storia di orrore e parla di passioni umane, di convenzioni sociali, di scienza e di solitudine, tanta solitudine. Se una critica alla conoscenza scientifica \u00e8 presente allora va ricercato in questi ambiti. <strong>Frankenstein, o il Moderno Prometeo<\/strong> \u00e8 un romanzo di fantascienza da una forte connotazione umanista.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nata a Londra nel 1797 Mary Shelley era figlia del filosofo <em>William Godwin<\/em> e di <em>Mary Wollstonecraft<\/em>, pioniera dell&#8217;emergente movimento femminista, deceduta tragicamente dieci giorni dopo il parto. Pubblicato anonimo nel 1818, quando Mary era appena ventunenne, Frankenstein e le sue suggestioni si sono presto fatti largo nelle moderne culture e concezioni popolari. L&#8217;idea del racconto nasce a Ginevra come sfida letteraria tra quattro giovani amici &#8211; <em>Mary<\/em>, il poeta <em>Percey Shelley<\/em> (suo futuro marito), <em>Lord Byron<\/em> e <em>John Polidori<\/em> \u2013 che confinati in casa da una improvvisa pioggia si dilettano nella lettura di racconti di orrore e in conversazioni filosofiche sull&#8217;origine della vita. Come racconta Mary nella prefazione del 1931:\u00a0 \u201c<em>Ogni cosa deve avere un inizio, per dirla come Sancho, e questo inizio deve essere legato a qualcos&#8217;altro che viene prima. Gli Indu hanno posto il mondo su un elefante per poterlo sostenere, ma hanno messo l&#8217;elefante su una tartaruga. L&#8217;invenzione, bisogna ammetterlo con umilt\u00e0, non consiste nel creare dal nulla, ma dal caos.<\/em>\u201d\u00a0 E dopo due settimana la storia riesce finalmente ad emergere dalla caoticit\u00e0 mentale di uno stato semi insonne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Suggestioni romantiche, elementi gotici e lo sviluppo della ragione scientifica sono i tratti che caratterizzano il mondo di Mary Shelley e che si combinano e prendono corpo in quella che \u00e8 la sua opera pi\u00f9 famosa e un classico immortale della letteratura. Nonostante la sua diffusione per\u00f2 il significato del romanzo viene\u00a0 spesso minimizzato e distorto e la trama soggetta a stupefacenti confusioni: appare spesso un elemento di stupore nell&#8217;espressione di colui a cui si fa notare che il titolo del romanzo non \u00e8 il nome del \u201cmostro\u201d ma dello scienziato che lo ha creato, Victor Frankenstein appunto. La creatura non ha nome, \u00e8 uno sventurato, un reietto, un esperimento abbandonato a se stesso al momento della creazione. E soprattutto non \u00e8 quel mostro percepito dalla tradizione popolare che, evaso dal laboratorio, si ribella indiscriminatamente al suo stesso creatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Tutto il romanzo \u00e8 permeato dalla filosofia di <strong>Rousseau<\/strong> secondo la quale l&#8217;individuo nasce naturalmente in una condizione d&#8217;innocenza che viene corrotta nel suo confrontarsi con e nella societ\u00e0. Non \u00e8 un caso che l&#8217;educazione della \u201ccreatura\u201d segua esattamente le fasi dell&#8217; <em>Emilio, <\/em>il trattato del filosofo francese sull&#8217;educazione, che Mary Shelley conosceva a fondo. Da notare che la madre, Mary Wollstonecraft, nella sua opera <em>Rivendicazione dei diritti della donna<\/em> ne aveva criticato il quinto libro in cui viene sancita una netta distinzione di ruolo tra i due sessi per cui \u201c<em>la donna \u00e8 fatta per piacere e per essere soggiogata<\/em>.\u201d Come l&#8217;ideale <em>Emilio,<\/em> la creatura inizia il suo percorso di crescita in solitudine, nella foresta, lontano dalla vita sociale. Sviluppa i sensi e apprende a distinguerne le percezioni. Le sensazioni di piacere e dolore lo guidano con stupore ad acquisire le fondamentali conoscenze naturali e a migliorare le sue abilit\u00e0 tecniche. Comprende le propriet\u00e0 del fuoco, il variare delle stagioni e tenta un improbabile dialogo imitando il canto degli uccelli. Un suo primo contatto con gli uomini si risolve in fallimento, il suo aspetto \u00e8 fonte di terrore e viene attaccato. Costretto alla fuga trova riparo in un capanno di cui una parete \u00e8 in comune con un casolare abitato.\u00a0 Attraverso una fessura osserva e inizia a percepire la quotidianit\u00e0 di una famiglia umana: \u201c<em>le sorrise con un affetto e una gentilezza tali da suscitare in me sensazioni nuove e sconvolgenti: erano un misto di dolore e di gioia, sentimenti che mai prima avevo sperimentato n\u00e8 a causa della fame, n\u00e8 del freddo, n\u00e8 quando ero riuscito a scaldarmi o a saziarmi di cibo. Mi ritrassi dalla fessura, incapace di sopportare quella emozione<\/em>.\u201d Nascosto dietro la parete impara il linguaggio degli uomini e a leggere e scrivere. Entra casualmente in possesso di un volume delle<em> Vite <\/em>di Plutarco,\u00a0 de\u00a0 <em>I Dolori del Giovane Werther,<\/em> e del <em>Paradiso Perduto<\/em> di Milton che gli fanno assaporare tutto lo spettro delle passioni umane. Il desiderio di congiungersi con quegli esseri si fa sempre pi\u00f9 forte, momenti di ottimismo cedono di fronte alla coscienza di una propria condizione esistenziale di solitudine: \u201c<em>Ma tutto era un sogno; nessuna Eva placava i miei dolori o divideva i miei pensieri; io ero solo. Ricordavo la supplica di Adamo al suo Creatore. Ma dov&#8217;era il mio? Lui mi aveva abbandonato e nell&#8217;amarezza del mio cuore lo maledicevo.<\/em>\u201d Ed ecco che il processo pedagogico rousseaniano si imbatte in un ostacolo insormontabile proprio nella sua fase conclusiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Frankenstein \u00e8 un romanzo di passioni umane e di solitudine. Il \u201cmostro\u201d \u00e8 in realt\u00e0 un&#8217; anima nobile, alta, educata. L&#8217;esclusione da quel mondo di sentimenti lo conduce all&#8217;odio e ad una vita di vendetta in cui la morte non sar\u00e0 il fine ma l&#8217;arma usata per creare desolazione nel suo creatore. La solitudine \u00e8 la condizione esistenziale di maggiore inquietudine che il \u201cmostro\u201d possa percepire e la morte sar\u00e0 un sollievo e la fine di ogni rimorso.\u00a0 Il romanzo di Shelley non ci mette in guardia dallo sviluppo scientifico ma da noi stessi: non \u00e8 la scienza a creare il mostro ma l&#8217; esclusione sociale e la paura del diverso. Se, nel romanzo, una critica alla scienza pu\u00f2 quindi essere percepita allora questa non va ricercata nelle sue creazioni e nei suoi fondamenti ma nell&#8217;animo dei suoi protagonisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Victor Frankenstein, il creatore del \u201cmostro\u201d, \u00e8 uno scienziato dotato di una forte e acuta intelligenza ma di un animo essenzialmente individualista. Egli porta avanti il suo progetto febbrilmente e in solitudine, con distacco dalla vita affettiva e avulso dalla storia. Disdegna la scienza moderna che, nelle sue mani, sar\u00e0 un semplice strumento per inseguire i sogni alchemici di <em>Agrippa<\/em>, <em>Paracelso<\/em> e <em>Alberto Magno<\/em>:\u00a0 \u201c<em>Disprezzavo le finalit\u00e0 della moderna filosofia naturale.<\/em><em> <\/em><em>Era ben diverso quando i maestri della scienza ricercavano immortalit\u00e0 e potere; questi obiettivi, seppure vani, erano<\/em><em> <\/em><em>grandiosi; ma adesso la scena era mutata. <\/em>[&#8230;]<em>\u00a0 Mi si chiedeva di scambiare chimere di illimitata grandezza<\/em><em> <\/em><em>con realt\u00e0 di poco valore<\/em>\u201d. Victor \u00e8 cosciente che la sua ricerca potrebbe portare grandi benefici all&#8217;umanit\u00e0 ma sarebbe semplicemente una conseguenza collaterale alle sue aspirazioni di gloria e di futura devozione. Si dimostrer\u00e0 infine un padre egotista e immaturo che mai si assumer\u00e0 le responsabilit\u00e0 della sua creazione e che mai capir\u00e0 l&#8217;animo che si nasconde dentro quel suo figlio reietto. Fino alla fine lo creder\u00e0 malvagio di natura e pronto all&#8217;inganno per \u201c<em>arricchire di nuovi, neri crimini la sua lista.<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Il romanzo presenta una cornice narrativa che fornisce una chiave per decifrare un ipotetico discorso sul ruolo e il valore della scienza. Il racconto ha una forma epistolare ed \u00e8 redatto dal Capitano Robert Walton, impegnato in una spedizione alla scoperta dell&#8217;artico, che soccorre tra i ghiacci uno sfinito Victor Frankenstein all&#8217;inseguimento della sua creatura. Anche lui \u00e8 in un certo senso attratto da sogni di gloria ma \u00e8 soprattutto la curiosit\u00e0 a spingerlo nella sua impresa e il beneficio che essa porterebbe all&#8217;umanit\u00e0: \u201c [&#8230;] <em>gli ho detto con tutta la passione che mi pervade quanto volentieri sacrificherei la mia<\/em><em> <\/em><em>fortuna, la mia esistenza e ogni speranza alla riuscita dell&#8217;impresa. La vita o la morte di un uomo sarebbero piccolo<\/em><em> <\/em><em>prezzo da pagare in cambio della conoscenza che cerco, del dominio che potrei acquisire e trasmettere alla razza umana<\/em>\u201d. Di fronte a simili ragionamenti Victor ha un fremito, mette in guardia il suo interlocutore dal cedere a simili passioni e inizia a raccontargli la sua esperienza come avvertimento morale. Robert \u00e8 fortemente attratto da questo singolare personaggio e dalla sua acuta intelligenza ed eloquenza ma rimane comunque uno spirito differente e profondamente pi\u00f9 umanista. Seppur con rammarico abbandoner\u00e0 l&#8217;impresa verso il Polo Nord perch\u00e8 cosciente che il suo non \u00e8 un destino solitario e che, dalla sua decisione, dipende anche quello dei suoi compagni: \u201c<em>Non posso oppormi alle loro richieste. Non posso condurli incontro al pericolo contro la loro volont\u00e0 e devo ritornare.<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Non \u00e8 quindi la scienza moderna con il suo armamentario tecnico il problema che traspare nelle righe del romanzo. Le suggestioni create da Frakenstein si sono prestate e si prestano a molteplici usi ma una semplice lettura ci rivela significati riconducibili per lo pi\u00f9 alla sfera affettiva. Se un problema <em>scienza<\/em> \u00e8 presente allora va visto nel suo allontanamento dai bisogni umani concreti e nella ricerca della glorta, del successo individuale e, come diremmo oggi, della stabilit\u00e0 economica e del profitto che trasformano il progresso in un effetto collaterale o in un semplice paravento retorico. Il vero e unico mostro che emerge dal romanzo di Mary Shelley \u00e8 l&#8217;egotismo fortemente radicato nella societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Marco Crosa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>&#8212; &#8212; &#8212;<br \/>\n<\/strong><strong><em>Ma.Cro Mind<\/em><\/strong><em> (<\/em><a href=\"http:\/\/marcocrosa.wordpress.com\/\">http:\/\/marcocrosa.wordpress.com\/<\/a><em> ) \u00e8 un blog che ho recentemente aperto per riorganizzare un p\u00f2 tutto il mio materiale. Ha al momento solo pochi articoli in inglese ed \u00e8 sotto continue ristrutturazioni. Altri posts in italiano sono su <strong>Critical Mass <\/strong>(<\/em><a href=\"http:\/\/graccux.wordpress.com\/\">http:\/\/graccux.wordpress.com\/<\/a><em>).<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono storie radicate profondamente nella cultura e cos\u00ec spontanee alla mente da sembrare naturali, indiscutibili, innate. Sono storie eterne perch\u00e8 senza memoria; sviluppate nel tempo del Mito si trascinano invisibili di generazione in generazione. 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