{"id":2560,"date":"2012-12-06T10:47:50","date_gmt":"2012-12-06T10:47:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2560"},"modified":"2012-12-13T00:10:37","modified_gmt":"2012-12-13T00:10:37","slug":"darwin-e-adam-smith","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2560","title":{"rendered":"Darwin e Adam Smith"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/darwin-adam-smith.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2564 aligncenter\" title=\"darwin adam smith\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/darwin-adam-smith.jpg\" alt=\"\" width=\"529\" height=\"258\" \/><\/a><br \/>\nIl seguente brano \u00e8 tratto dall&#8217;ultimo libro di <strong>Stephen Jay Gould<\/strong>, <em>La struttura della teoria dell<\/em>&#8216;<em>evoluzione <\/em>(in <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8875780005\/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=filosofipreca-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8875780005\">questo link<\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"border: none !important; margin: 0px !important;\" src=\"http:\/\/www.assoc-amazon.it\/e\/ir?t=filosofipreca-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8875780005\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/>\u00a0 puoi ordinare il libro, curato da <strong>Telmo Pievani<\/strong>,\u00a0ad un prezzo scontato). E&#8217;\u00a0un&#8217;opera enciclopedica e\u00a0pluridisciplinare, una summa di tutta la sua produzione,\u00a0in cui il noto studioso rivisita in maniera sistematica la teoria dell&#8217;evoluzione alla luce degli ultimi studi e delle nuove prospettive (anche grazie ai suoi propri\u00a0contributi, cio\u00e8\u00a0l&#8217;evoluzione multilivello, la teoria degli equilibri punteggiati, l&#8217;exattamento). In questo caso, \u00a0in un pregevole quadro di sociologia della scienza, Gould si sofferma su alcune\u00a0coordinate\u00a0del pensiero di <strong>Darwin<\/strong>, specie quel retroterra individualistico e sintetico\u00a0tipico dell&#8217;Inghilterra vittoriana,\u00a0utile certo a partorire la straordinaria\u00a0teoria dell&#8217;evoluzione, ma da\u00a0analizzare\u00a0attentamente\u00a0per poter\u00a0ristrutturare &#8211; in alcuni casi,\u00a0profondamente &#8211; la teoria, dopo circa 150 anni di vita \u00a0(la traduzione della sezione \u00e8 a cura\u00a0di Alessandro Stella).<br \/>\n&#8212; &#8212; &#8212;<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti scienziati non riescono a riconoscere che tutta l&#8217;attivit\u00e0 mentale si verifichi in un contesto sociale, e che una variet\u00e0 di influenze culturali deve quindi influenzare tutto il lavoro scientifico. Coloro che notano questo necessario collegamento di solito considerano il \u201cradicamento culturale\u201d [cultural embeddedness] come una componente invariabile e sempre negativa di indagine \u2013 un set \u00a0di pregiudizi [biases] che pu\u00f2 solo distorcere le conclusioni scientifiche, e che perci\u00f2 deve essere identificato e combattuto. Ma le influenze culturali possono anche facilitare il cambiamento scientifico, certamente per motivi accidentali, ciononostante con risultati cruciali comunque positivi come il principio dell\u2019exattamento [exaptive principle] che gli evoluzionisti soprattutto dovrebbero comprendere e onorare!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;origine del concetto di selezione naturale \u00a0di Darwin fornisce il mio esempio preferito per parlare del contesto culturale come promotore. Alla relazione di Darwin con Malthus \u00e8 stata riconosciuta e concessa la corretta importanza sin dall&#8217;inizio, se non altro perch\u00e9 Darwin stesso aveva esplicitamente indicato e onorato questa fonte. Ma se Darwin aveva bisogno di <strong>Malthus<\/strong> per comprendere il ruolo centrale della lotta continua e grave per l&#8217;esistenza, aveva anche bisogno della scuola correlata di economisti scozzesi \u2013 i teorici del <em>laissez-faire<\/em>, incentrati su <strong>Adam Smith<\/strong> e la <em>Ricchezza delle Nazioni<\/em> (pubblicato la prima volta nel corso del rivoluzionario e propizio anno del 1776) \u2013 di formulare il principio ancora pi\u00f9 fondamentale della selezione naturale stessa. Ma l&#8217;impatto dell&#8217;economia di Adam Smith non ha colpito Darwin con la forza di un <em>eureka<\/em>; i concetti strisciarono su di lui con quel modo convenzionale della maggior parte delle influenze sulle nostre vite. Quanti di noi possono definire un ammonimento preciso dei genitori, o una provocazione particolare dei nostri pari, come centrale nella costruzione delle nostre pi\u00f9 profonde convinzioni?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Silvan Schweber S.<\/strong> (1977), un fisico e storico della scienza, ha esaminato l\u2019influenza su Darwin partendo dalla scuola di Adam Smith degli economisti scozzesi \u2013\u00a0 a cominciare dai primi anni del 1830, e culminante con il suo studio intenso di queste idee, mentre cercava di capire il ruolo dell&#8217;azione individuale nel corso delle settimane appena precedenti la sua intuizione &#8220;malthusiana&#8221; del settembre 1838.\u00a0\u00a0Io credo che Schweber abbia trovato la chiave della logica della selezione naturale e il suo ricorso in Darwin, nel duplice ruolo di ritrarre eventi quotidiani ed eventi tangibili come materia di ogni evoluzione (il polo metodologico), e capovolgendo il comodo mondo di <strong>Paley<\/strong> [l\u2019autore della metafora dell\u2019orologiaio divino, contro cui Darwin si scagli\u00f2, n.d.t] invocando il pi\u00f9 radicale degli argomenti possibili (il polo filosofico). In effetti, vorrei avanzare la pretesa ancora pi\u00f9 forte che la teoria della selezione naturale sia, in sostanza, l\u2019economia di Adam Smith \u00a0trasferita alla natura. Dobbiamo notare anche la deliziosa (e quasi dannosa) ironia che vi regna in tal senso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli esseri umani sono agenti morali, e non possiamo sopportare l&#8217;ecatombe (<strong>1<\/strong>)\u00a0\u2014 la morte attraverso la concorrenza di quasi tutti i partecipanti \u2014 che occorrerebbe consentendo la concorrenza \u00a0individuale di uno sfrenato e puro <em>laissez-faire<\/em>. Perci\u00f2, l\u2019economia di Adam Smith non funziona in economia. Ma alla natura non \u00e8 necessario operare secondo le norme della moralit\u00e0 umana. Se, nella natura amorale, l&#8217;adattamento di uno richiede la morte di migliaia, allora cos\u00ec sia. Il processo pu\u00f2 essere disordinato e dispendioso, ma la natura di tempo ne ha in abbondanza, e l&#8217;efficienza massima non ha bisogno di distinguersi nei modi (In una delle sue lettere pi\u00f9 famose, Darwin scrive a Joseph Hooker nel 1856: &#8220;<em>quale libro potrebbe scrivere un cappellano del diavolo sul goffo, sprecone, cieco, basso, e <\/em><em>orribilmente crudele operato della natura!<\/em>&#8220;). L\u2019analogo del puro <em>laissez-faire<\/em> pu\u00f2 e deve operare in natura, e il meccanismo di Adam Smith gode quindi della sua pi\u00f9 bella, forse la sua unica, piena applicazione, in questo regno non analogo al dominio che ha suscitato la teoria originale stessa.\u00a0\u00a0L&#8217;argomento principale del <em>laissez-faire<\/em> si fonda su un paradosso. Si potrebbe supporre che il percorso migliore per una economia massimamente ordinata emerga da un\u2019analisi condotta dai pi\u00f9 grandi esperti tutti riuniti, dando loro pieni poteri per eseguire le loro raccomandazioni (il pi\u00f9 vicino analogo umano alla divinit\u00e0 solitaria di Paley), seguita dal passaggio di leggi per implementare queste decisioni razionalmente derivate di livello superiore. Ma Adam Smith sosteneva che una societ\u00e0 dovrebbe seguire la via opposta: un approccio migliore per questo fine desiderato. I legislatori ed i regolatori dovrebbero farsi da parte e permettere ad ogni individuo di lottare per il profitto personale in modo sfrenato \u2014 una procedura che sembrerebbe garantire il risultato opposto a quello di caos e disordine.\u00a0Consentendo il meccanismo di una lotta personale per correre liberamente, le buone prestazioni eliminano il meno efficiente e creano un equilibrio dinamico tra di loro. La ricaduta, per la societ\u00e0, produce un\u2019economia massimamente ordinata e prospera (compresa l\u2019ecatombe di imprese pi\u00f9 o meno morte). Il meccanismo funziona con una sorta di lotta sfrenata per una ricompensa personale tra gli individui. Schweber per questo tema centrale dell&#8217;economia politica documenta numerose fonti nelle ampie letture di Darwin. Nel maggio del 1840, per esempio, Darwin incontra i seguenti passaggi \u00a0nei <em>Principi di Economia Politica<\/em> di J.R. McCulloch (2 \u00b0 edizione del 1830, cfr. \u00a0Schweber, 1980, pag 268.):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ogni individuo esercita costantemente se stesso per scoprire i metodi pi\u00f9 vantaggiosi di impiegare il proprio capitale e lavoro. E\u2019 vero che si tratta del <\/em><em>proprio vantaggio, e non di quello della societ\u00e0, che si ha in obiettivo; ma una societ\u00e0 non \u00e8 nient\u2019altro che un insieme di individui, ed \u00e8 chiaro che <\/em><em>ciascuno, perseguendo costantemente il proprio ingrandirsi, sta seguendo una linea di condotta che \u00e8 pi\u00f9 per il vantaggio pubblico (p. 149). L\u2019autentica <\/em><em>condotta politica \u00e8 quella di lasciare gli individui liberi di perseguire i propri interessi nel loro <\/em><em>modo, e mai perdere di vista il \u201cpas trop maxim gouverner\u201d <\/em>[non governare troppo]<em>. E\u2019 da questo spontaneo e libero\u2026 \u00a0sforzo personale nel migliorare le proprie condizioni\u2026 e da loro soltanto, che le nazioni diventano ricche e potenti (p. 537).<br \/>\n<\/em><br \/>\nLa teoria della selezione naturale solleva questa intera struttura esplicativa, <em>virgo intacta<\/em>, e quindi si applica lo stesso schema causale alla natura, un cliente difficile che pu\u00f2 sopportare un\u2019ecatombe di morti necessari per produrre il miglior sistema politico come un epifenomeno. Singoli organismi impegnano una &#8220;lotta per l&#8217;esistenza&#8221; come l&#8217;analogo di imprese economiche in concorrenza fra di loro. Il successo riproduttivo diventa l&#8217;analogo del profitto poich\u00e9, pi\u00f9 ancora che nelle economie umane, davvero non si pu\u00f2 portarlo con noi in natura. Infine, continuando l&#8217;analogia, la detronizzazione di Paley segue il pi\u00f9 radicale percorso ironico. Poich\u00e9, nell&#8217;ideale <em>laissez-faire<\/em> economico, tutte le imprese (purificate nel fuoco spietato della concorrenza) diventano eleganti e ben progettate, mentre il sistema politico intero raggiunge un equilibrio ottimale e di coordinamento. Ma nessuna legge opera esplicitamente in modo da imporre un buon \u201cdisegno\u201d o un \u201cequilibrio generale\u201d usando un \u201cfiat\u2026\u201d, proprio nessuna. La lotta tra le imprese rappresenta l&#8217;unico processo causale in opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, questa causa funziona a un livello inferiore, e solo per il vantaggio di singole imprese. Solo come risultato accessorio, come conseguenza collaterale, emergono un \u201cbuon disegno\u201d e un equilibrio complessivo. Adam Smith, nel coniare una delle pi\u00f9 memorabili metafore della nostra lingua, ha attribuito questo processo all&#8217;azione di una &#8220;mano invisibile&#8221;. Nei termini moderni della teoria gerarchia [Gould parla della teoria del suo amico e collega <strong>Niles Eldredge<\/strong>, n.d.t.], si potrebbe dire che l\u2019ordine globale si pone come un effetto di causalit\u00e0 verso l&#8217;alto dalla lotta individuale.\u00a0Possiamo ora ottenere un po\u2019 di chiarezza nella definizione, ma non possiamo competere con la prosa originale. Nelle sue parole pi\u00f9 famose, Smith cos\u00ec scrive nella <em>Ricchezza delle nazioni<\/em> (Libro 4, Capitolo 2):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cEgli intende perseguire solo il proprio guadagno, ed \u00e8 in questo, come in molti altri casi, guidato da una mano invisibile a promuovere un fine che non era parte delle sue intenzioni&#8230; Non ho mai considerato bene coloro che asseriscono di agire per il bene pubblico&#8230;. Non ho mai considerato bene coloro che sono interessati al commercio per il bene pubblico.\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma Paley ci aveva assicurato, in 500 pagine fittamente sostenute, che le analoghe caratteristiche del mondo naturale \u2014 la buona progettazione di organismi e l&#8217;armonia degli Ecosistemi \u2014, non solo dimostrano l&#8217;esistenza di Dio, ma ne illustrano la natura, la sua personalit\u00e0, e la sua benevolenza. Nell\u2019uso di Darwin degli argomenti di Adam Smith, queste caratteristiche della natura diventano epifenomeni, senza alcuna diretta causa. Le stesse osservazioni di Paley, che aveva venerato come la pi\u00f9 gloriosa opera di Dio, la prova indiscutibile della sua preoccupazione benevola, \u201caccade proprio\u201d come conseguenza di cause operanti ad un livello inferiore tramite la lotta fra gli individui. E, come il pi\u00f9 crudele scherzo, questa causa di livello inferiore sembra suggerire una lettura morale esattamente opposta alle speranze alte di Paley per il significato dell\u2019ordine complessivo \u2014 per la lotta naturale degli individui che inseguono i propri benefici, e nient&#8217;altro! Le osservazioni di Paley non potevano essere biasimate \u2014 gli organismi sono in effetti ben progettati e gli ecosistemi sono in armonia.\u00a0\u00a0Ma le sue interpretazioni non potrebbero esser pi\u00f9 sbagliate, poich\u00e9 queste caratteristiche non si presentano come prodotti diretti della divina benevolenza, ma solo come epifenomeno di un processo opposto sia nel livello di azione che come intenzione: gli individui che lottano per se stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scrivo questo capitolo con due obiettivi in \u200b\u200bmente: in primo luogo, spiegare le principali fonti e il contenuto della tesi di Darwin, e in secondo luogo, \u00a0individuare le rivendicazioni veramente essenziali del darwinismo, per separarli da un pi\u00f9 ampio insieme di affermazioni pi\u00f9 periferiche e di incomprensioni, in modo da poter classificare e valutare il ruolo delle proposte moderne e dei dibattiti per la profondit\u00e0 della loro sfida alla logica centrale della \u00a0nostra professione di ortodossia. Per adempiere a questo secondo obiettivo, cerco di individuare una serie di impegni minimi necessari di coloro che si definiscono &#8220;darwiniani&#8221;. Io sostengo che questo account minimo presenti una serie di tre affermazioni generali e i loro (molto ampi) corollari. Utilizzo quindi questo quadro per organizzare il resto di questo libro, perci\u00f2 dedico i capitoli storici di questa prima parte alle discussioni \u201cpre-\u201d e \u201cpost-\u201c darwiniane dei tre argomenti. Poi, in seguito a un capitolo sulla costruzione della Sintesi Moderna come ortodossia darwiniana del Ventesimo secolo, rivisito i tre argomenti nella seconda parte, questa volta esaminando le sfide attuali per il loro dominio esclusivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Interpretando la radicale teoria di Darwin come risposta a Paley (in realt\u00e0 una inversione), sulla base di una acquisizione dell\u2019argomento centrale del <em>laissez-faire<\/em> economico di Adam Smith, credo che possiamo raggiungere una migliore comprensione delle rivendicazioni essenziali del darwinismo e della selezione naturale. In primo luogo, e soprattutto, cogliamo la centralit\u00e0 teorica della conclusione di Darwin che la selezione naturale funziona attraverso una lotta tra i singoli organismi per il successo riproduttivo. La scelta di Darwin dei livelli (il suo tentativo di limitazione della causalit\u00e0 ad un solo livello) diventa non pi\u00f9 capricciosa e stravagante, ma, piuttosto, al centro della logica di un argomento che rende la prima &#8220;prova&#8221; della benevolenza diretta di Dio come un epifenomeno di processi causali che agiscono per motivi apparentemente contrari a un livello pi\u00f9 basso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, riconosciamo il ruolo centrale dell\u2019adattamento come il principale fenomeno che richiede una spiegazione causale \u2014 poich\u00e9 la buona progettazione degli organismi viventi aveva anche fissato il problema centrale per la tradizione inglese nella teologia naturale, la visione del mondo che Darwin rovesci\u00f2 derivando lo stesso risultato da un meccanismo opposto. Questi due principi (il funzionamento della selezione come lotta degli organismi come agenti attivi, e la creativit\u00e0 della selezione nella costruzione di cambiamenti adattivi) sono sufficienti a convalidare la teoria in senso microevolutivo e osservazionale. Ma Darwin nutr\u00ec obiettivi molto pi\u00f9 ambiziosi (come illustra la precedente trattazione sulla sua metodologia, cfr. \u00a0pagine 97-116): egli ha voluto promuovere la selezione naturale per estrapolazione, come fonte preminente del cambiamento evolutivo a tutte le scale e livelli, dalle origini dei phyla al flusso e riflusso delle diversit\u00e0 attraverso i tempi geologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, il terzo principio focale del tripode darwiniano di postulati essenziali, e cio\u00e8 la premessa estrapolazionista, sostiene che la selezione naturale, lavorando passo dopo passo al livello di organismi, pu\u00f2 costruire la panoplia dell\u2019 intero e vasto cambiamento evolutivo cumulando i suoi piccoli incrementi attraverso l\u2019intero tempo geologico. Con questa terza premessa di estrapolazione, Darwin trasferisce alla biologia il tema uniformitarista che fissava la visione del mondo del suo guru, il geologo <strong>Charles Lyell<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(<strong>1<\/strong>) <em>&#8220;ecatombe&#8221;, una parola sconosciuta in inglese, che dovrebbe entrare nel vocabolario di tutti gli evoluzionisti come una descrizione meravigliosamente appropriata per questo aspetto fondamentale del darwinismo. Una ecatombe \u00e8, letteralmente, un&#8217;offerta di cento buoi in sacrificio. Eppure, anche in Omero, la parola era venuta a designare qualsiasi grande <\/em><em>numero di decessi sostenuto come un sacrificio per qualche preventivato beneficio, una buona <\/em><em>descrizione della selezione naturale. E la parola \u201cecatombe\u201d \u00e8 leggermente pi\u00f9 facile da pronunciare di &#8220;carico di sostituzione.&#8221;<\/em> [\u201csubstitutional load&#8221;, Gould si riferisce alle teorie di Kimura, n.d.t.]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il seguente brano \u00e8 tratto dall&#8217;ultimo libro di Stephen Jay Gould, La struttura della teoria dell&#8216;evoluzione (in questo link\u00a0 puoi ordinare il libro, curato da Telmo Pievani,\u00a0ad un prezzo scontato). 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