{"id":2552,"date":"2012-12-05T08:45:15","date_gmt":"2012-12-05T08:45:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552"},"modified":"2012-12-05T11:32:06","modified_gmt":"2012-12-05T11:32:06","slug":"helmuth-plessner-il-riso-e-il-pianto-recensione-di-diana-bonsignore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552","title":{"rendered":"Helmuth Plessner, Il riso e il pianto. Recensione di Diana Bonsignore."},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2554\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/facciali.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2554\" class=\"size-medium wp-image-2554\" title=\"facciali\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/facciali-300x258.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/facciali-300x258.jpg 300w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/facciali.jpg 394w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2554\" class=\"wp-caption-text\">L&#39;esperimento Ekman e Friesen sulle espressioni facciali universali<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><em>Concepire il riso e il pianto come forme espressive significa partire dall\u2019uomo come totalit\u00e0, e non dal particolare \u2013 come il corpo, l\u2019anima, lo spirito, il legame sociale \u2013 che si lascia separare dalla totalit\u00e0 quasi fosse qualcosa di autonomo<\/em> (Helmut Plessner)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di norma, la filosofia si \u00e8 posta come scopo la ricerca della verit\u00e0, scientifica o metafisica, mistica o religiosa e, raramente, ha sopportato lo sguardo beffardo tipico del comico. La filosofia ha, spesso, preferito la polemica, il contraddittorio e lo scontro, piuttosto che l\u2019ambivalenza dello humour. In sostanza, anche all\u2019interno della filosofia contemporanea, realt\u00e0 in cui comunque pochissimi continuano a credere nell\u2019esistenza di una verit\u00e0 universale e necessaria, si continua a preferire qualcosa che ha pi\u00f9 affinit\u00e0 con il tragico che con il comico. Come sostiene Ferroni, l\u2019esistenza del comico \u00e8 stata per secoli relegata in una zona \u201cbassa\u201d, che non poteva venire negata fino in fondo ma restava comunque tollerata perch\u00e9 subalterna ad una seria, quindi alta e nobile. In questi termini, il riso \u00e8 stato inteso alla stregua di una parentesi, di una momentanea divagazione. A tale proposito, emblematica \u00e8 la disputa medievale fra coloro i quali affermavano che Cristo, durante la sua vita, abbia potuto ridere in virt\u00f9 della sua parte umana; o non l\u2019abbia di certo fatto perch\u00e9 ne riconoscono solo la sua natura divina, negando quella umana. \u00a0Eppure, vari autori hanno dato uno spazio, pi\u00f9 o meno ampio, proprio all\u2019indagine del fenomeno comico e, tra di essi, spiccano <strong>Platone<\/strong>, <strong>Aristotele<\/strong>, <strong>Hobbes<\/strong>, <strong>Kierkegaard<\/strong>, <strong>Nietzsche<\/strong>, <strong>Baudelaire<\/strong>, <strong>Freud<\/strong>, <strong>Bergson<\/strong>, <strong>Pirandello<\/strong> ed altri. Inoltre, se uno spazio marginale \u00e8 stato affidato al riso, possiamo affermare tranquillamente che al pianto si \u00e8 dato ancor meno rilievo. In questo panorama di studi, particolarmente interessante e originale risulta l\u2019interpretazione che Plessner fornisce delle due manifestazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019approccio di Plesser, volutamente distante da parziali teorie fisiologiche o psicologiche, pu\u00f2 essere definito <strong>fenomenologico-esistenziale<\/strong>, dal momento che il significato del riso e del pianto sono posti in relazione alla natura dell\u2019uomo tout court. Per il filosofo, queste due manifestazioni possono essere comprese solo prendendo in considerazione la duplice natura umana, corporea e spirituale, binomio imprescindibile e indivisibile. Infatti, le manifestazioni espressive passano attraverso il corpo, sarebbero impossibili senza la natura fisica, per\u00f2, rimandano costantemente ad un\u2019interiorit\u00e0 psichica e spirituale. Inoltre, nella rosa dei comportamenti umani, il riso e il pianto sono una manifestazione peculiare e molto significativa poich\u00e9 da un lato possesso esclusivo dell\u2019uomo (il riso dello scimpanz\u00e9, ad esempio, non pu\u00f2 essere considerato, per Plessner, vero riso) ma dall\u2019altro sono caratteristiche che si contrappongono proprio alla posizione monopolistica dell\u2019uomo: il riso e il pianto sono, in un certo senso, in antitesi con altre prerogative esclusivamente umane come il lavoro o il linguaggio poich\u00e9 queste possono essere interpretate attraverso il ricorso alla razionalit\u00e0, invece, per comprendere il riso e il pianto, la razionalit\u00e0 ci dice ben poco e bisogna, appunto, tornare a considerare l\u2019uomo in virt\u00f9 della sua duplice natura corporea\u00a0 e spirituale, erroneamente considerata scissa da Cartesio in poi. Il linguaggio e l\u2019azione dimostrano l\u2019abilit\u00e0 umana, il potere che la ragione conferisce al soggetto, ma non ci dicono nulla del rapporto dell\u2019uomo con il suo corpo. Al contrario, nel riso e nel pianto, nonostante la persona perda il controllo di se stessa , rimane in ogni caso persona, dal momento che il corpo si incarica di dare una risposta alla situazione al suo posto. Il precipitare in queste due espressioni evidenzia una perdita di padronanza e controllo, una rottura dell\u2019equilibrio che l\u2019uomo stabilisce fra corpo ed interiorit\u00e0: i processi corporei si emancipano e reagiscono autonomamente. In breve, possiamo affermare che il riso e il pianto si presentano quando non si pu\u00f2 pi\u00f9 dare una risposta ragionevole (gesti, linguaggio etc.), ma la situazione non deve essere minacciosa perch\u00e9, a quel punto, potrebbe solo esistere il perdersi, lo smarrirsi, \u00a0in una vertigine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019uomo capitola come unit\u00e0 corporeo-spirituale, vale a dire come vivente; perde il rapporto con la sua esistenza fisica, ma non capitola come persona. Non perde la testa. Alla situazione a cui \u00e8 impossibile rispondere egli trova comunque \u2013 grazie alla posizione eccentrica, per la quale egli non viene mai completamente assorbito dalla situazione \u2013 la sola risposta ancora possibile: quella di prendere distanza da essa e liberarsi. [\u2026] Perdendo il dominio su di s\u00e9, rinunciando ad un rapporto con se stesso, l\u2019uomo testimonia ancora la sua sovrana comprensione dell\u2019incomprensibile, ancora mostra il suo potere nell\u2019impotenza, la sua libert\u00e0 e la sua grandezza nella coercizione. Sa trovare una risposta anche l\u00e0 dove non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da rispondere<\/em> (Helmuth Plessner).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto, Plessner prende in considerazione i vari motivi che possono condurre al riso, quindi la gioia, il solletico, il gioco, la comicit\u00e0, il motto di spirito, l\u2019imbarazzo e la disperazione; e quelli che portano al pianto, ovvero la tristezza, la malinconia, la disperazione, la nostalgia,\u00a0la rabbia, l\u2019ira e l\u2019ostinazione. Per\u00f2, soprattutto, il filosofo intende sfatare la consueta contrapposizione fra le due manifestazioni espressive, opposizione secondi cui riso e pianto esprimerebbero, rispettivamente, gioia e malessere; dal momento che, in realt\u00e0, le cose non sono cos\u00ec semplici e schematiche e, non a caso, esiste un riso disperato e un pianto di gioia. Plessner riconduce l\u2019opposizione riso\/pianto al fatto che, di norma, l\u2019uomo ride o piange s\u00ec in situazioni limite, per\u00f2, nel pianto l\u2019uomo \u00e8 maggiormente coinvolto nella risposta. Inoltre, se il riso si caratterizza per l\u2019immediatezza e l\u2019apertura, il pianto per la chiusura e la gradualit\u00e0. Infine, il riso, a differenza del pianto, \u00e8 altamente sociale e si estrinseca nella comunit\u00e0 (chi ride ha bisogno della conferma altrui dell\u2019allegria della situazione) e si conclude pi\u00f9 rapidamente, mentre il pianto tende a trasformarsi in una successione di singhiozzi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212; &#8212; &#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Brevi cenni bibliografici: <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diana Bonsignore (<a href=\"mailto:diana.bonsignore@gmail.com\">diana.bonsignore@gmail.com<\/a>) ha trent\u2019anni, due lauree in antropologia e un master economico in gestione delle risorse umane. Da sempre, \u00e8 appassionata alla cultura umanistica in genere (ama leggere, andare a mostre e spettacoli teatrali etc.) e, specificatamente, si interessa attivamente (con varie collaborazioni) all\u2019antropologia del genere e alla tutela della condizione femminile tout court. Questo \u00e8 uno dei suoi articoli per Empatia, <a href=\"http:\/\/www.empatiadonne.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=114:alda-giuseppina-merini&amp;catid=92:poetesse&amp;Itemid=170\" target=\"_blank\">associazioni per le pari opportunit\u00e0 (link)<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Concepire il riso e il pianto come forme espressive significa partire dall\u2019uomo come totalit\u00e0, e non dal particolare \u2013 come il corpo, l\u2019anima, lo spirito, il legame sociale \u2013 che si lascia separare dalla totalit\u00e0 quasi fosse qualcosa di autonomo &hellip; <a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[139,223],"tags":[166,226,262],"class_list":["post-2552","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-antropologiafilosofia","category-sciefil","tag-analisi","tag-riassunto","tag-sintesi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Helmuth Plessner, Il riso e il pianto. Recensione di Diana Bonsignore. - filosofiprecari.it<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Helmuth Plessner, Il riso e il pianto. Recensione di Diana Bonsignore. - filosofiprecari.it\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Concepire il riso e il pianto come forme espressive significa partire dall\u2019uomo come totalit\u00e0, e non dal particolare \u2013 come il corpo, l\u2019anima, lo spirito, il legame sociale \u2013 che si lascia separare dalla totalit\u00e0 quasi fosse qualcosa di autonomo &hellip; Continua a leggere&rarr;\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"filosofiprecari.it\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2012-12-05T08:45:15+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2012-12-05T11:32:06+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/facciali-300x258.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Geniomaligno\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Geniomaligno\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"5 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552\"},\"author\":{\"name\":\"Geniomaligno\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/9535731de871053883b38b72b012edd3\"},\"headline\":\"Helmuth Plessner, Il riso e il pianto. Recensione di Diana Bonsignore.\",\"datePublished\":\"2012-12-05T08:45:15+00:00\",\"dateModified\":\"2012-12-05T11:32:06+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552\"},\"wordCount\":1070,\"commentCount\":0,\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2012\\\/12\\\/facciali-300x258.jpg\",\"keywords\":[\"analisi\",\"riassunto\",\"sintesi\"],\"articleSection\":[\"Antropologia\\\/filosofia\",\"Scienza\\\/filosofia\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552\",\"name\":\"Helmuth Plessner, Il riso e il pianto. Recensione di Diana Bonsignore. - filosofiprecari.it\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2012\\\/12\\\/facciali-300x258.jpg\",\"datePublished\":\"2012-12-05T08:45:15+00:00\",\"dateModified\":\"2012-12-05T11:32:06+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/9535731de871053883b38b72b012edd3\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552#primaryimage\",\"url\":\"http:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2012\\\/12\\\/facciali-300x258.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2012\\\/12\\\/facciali-300x258.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?p=2552#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Helmuth Plessner, Il riso e il pianto. Recensione di Diana Bonsignore.\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/\",\"name\":\"filosofiprecari.it\",\"description\":\"filosofie nel deserto\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/9535731de871053883b38b72b012edd3\",\"name\":\"Geniomaligno\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/06f70924c5d2d441ba22945cdded32a8b8f8e67179ed3d0ff2b2d209dff108c7?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/06f70924c5d2d441ba22945cdded32a8b8f8e67179ed3d0ff2b2d209dff108c7?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/06f70924c5d2d441ba22945cdded32a8b8f8e67179ed3d0ff2b2d209dff108c7?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"Geniomaligno\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.filosofiprecari.it\\\/wordpress\\\/?author=1\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Helmuth Plessner, Il riso e il pianto. Recensione di Diana Bonsignore. - filosofiprecari.it","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Helmuth Plessner, Il riso e il pianto. Recensione di Diana Bonsignore. - filosofiprecari.it","og_description":"Concepire il riso e il pianto come forme espressive significa partire dall\u2019uomo come totalit\u00e0, e non dal particolare \u2013 come il corpo, l\u2019anima, lo spirito, il legame sociale \u2013 che si lascia separare dalla totalit\u00e0 quasi fosse qualcosa di autonomo &hellip; Continua a leggere&rarr;","og_url":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552","og_site_name":"filosofiprecari.it","article_published_time":"2012-12-05T08:45:15+00:00","article_modified_time":"2012-12-05T11:32:06+00:00","og_image":[{"url":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/facciali-300x258.jpg","type":"","width":"","height":""}],"author":"Geniomaligno","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"Geniomaligno","Tempo di lettura stimato":"5 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552"},"author":{"name":"Geniomaligno","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9535731de871053883b38b72b012edd3"},"headline":"Helmuth Plessner, Il riso e il pianto. Recensione di Diana Bonsignore.","datePublished":"2012-12-05T08:45:15+00:00","dateModified":"2012-12-05T11:32:06+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552"},"wordCount":1070,"commentCount":0,"image":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/facciali-300x258.jpg","keywords":["analisi","riassunto","sintesi"],"articleSection":["Antropologia\/filosofia","Scienza\/filosofia"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552","url":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552","name":"Helmuth Plessner, Il riso e il pianto. Recensione di Diana Bonsignore. - filosofiprecari.it","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/facciali-300x258.jpg","datePublished":"2012-12-05T08:45:15+00:00","dateModified":"2012-12-05T11:32:06+00:00","author":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9535731de871053883b38b72b012edd3"},"breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552#primaryimage","url":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/facciali-300x258.jpg","contentUrl":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/12\/facciali-300x258.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2552#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Helmuth Plessner, Il riso e il pianto. Recensione di Diana Bonsignore."}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/#website","url":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/","name":"filosofiprecari.it","description":"filosofie nel deserto","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/#\/schema\/person\/9535731de871053883b38b72b012edd3","name":"Geniomaligno","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/06f70924c5d2d441ba22945cdded32a8b8f8e67179ed3d0ff2b2d209dff108c7?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/06f70924c5d2d441ba22945cdded32a8b8f8e67179ed3d0ff2b2d209dff108c7?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/06f70924c5d2d441ba22945cdded32a8b8f8e67179ed3d0ff2b2d209dff108c7?s=96&d=mm&r=g","caption":"Geniomaligno"},"url":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?author=1"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2552"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2552\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2558,"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2552\/revisions\/2558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}