{"id":2464,"date":"2012-10-12T10:42:25","date_gmt":"2012-10-12T10:42:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2464"},"modified":"2012-10-12T10:42:51","modified_gmt":"2012-10-12T10:42:51","slug":"reinhart-koselleck-storia-la-formazione-del-concetto-moderno-una-recensione-di-francesca-borsari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2464","title":{"rendered":"Reinhart Koselleck, Storia. La formazione del concetto moderno. Una recensione di Francesca Borsari"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2466\" style=\"width: 346px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/rivoluzione.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2466\" class=\"size-full wp-image-2466\" title=\"rivoluzione\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/rivoluzione.jpg\" alt=\"\" width=\"336\" height=\"389\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/rivoluzione.jpg 336w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/rivoluzione-259x300.jpg 259w\" sizes=\"auto, (max-width: 336px) 100vw, 336px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2466\" class=\"wp-caption-text\">&quot;La vittima dell&#39;uguaglianza&quot;. Il duca d&#39;Ol\u00e9ans brandisce la testa di Luigi XVI. Stampa inglese<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ordini il libro tramite il nostro link (Amazon) hai diritto ad uno sconto significativo: <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8849131801\/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=filosofipreca-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8849131801\">Storia. La formazione del concetto moderno<\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"border: none !important; margin: 0px !important;\" src=\"http:\/\/www.assoc-amazon.it\/e\/ir?t=filosofipreca-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8849131801\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212; &#8212; &#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Resta la certezza che il concetto della storia non sar\u00e0 in grado di sciogliere il cosiddetto enigma della storia<\/em> (p. 140).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello proposto \u00e8 un testo di non facile lettura, soprattutto per le citazioni che costituiscono una sorta di secondo corpo testuale. Se si prescinde tuttavia da questa difficolt\u00e0 e se si amano le sfide, si troveranno intuizioni importanti e interessanti che riguardano la storia della storiografia, ma anche i presupposti per uno studio attuale della storia. E\u2019 un testo che non pu\u00f2 mancare per gli amanti degli studi sul linguaggio e delle sue connessioni con la storia, la filosofia e la cultura. Introducendo brevemente l\u2019autore di questo libro, lo storico tedesco <strong>Reinhart Koselleck<\/strong> nasce nel 1923 a Gorlick in Germania. Dopo aver compiuto\u00a0 i suoi studi in Inghilterra, diverr\u00e0 professore ordinario di alcune universit\u00e0 tedesche quali Bochum, Heidelberg e Bielefeld. Interviene inoltre come visiting professor nelle universit\u00e0 di tutto il mondo. Morir\u00e0 nel 2006 all\u2019et\u00e0 di 83 anni. Tra le opere principali troviamo <em>Critica illuminista e crisi della societ\u00e0 borghese, <\/em>che analizza la critica illuminista allo stato assoluto nella prospettiva di evidenziarne le contraddizioni, in quanto finalizzata alla conquista di potere da parte di nuovi soggetti sociali. Altri testi fondamentali sono <em>La Prussia tra riforma e rivoluzione (1791-1848) <\/em>e <em>Futuro passato. Per una semantica dei tempi storici. <\/em>In quest\u2019ultimo egli si pone due domande di fondo: che cosa sia il tempo storico e quale sia il metodo per applicare correttamente i concetti utilizzati in storiografia. Riguardo la prima, argomenta che non solo il tempo storico \u00e8 differente da quello della natura, ma che al suo interno sono presenti diversi segmenti temporali costituiti da gruppi e interessi specifici. La seconda domanda rimanda immediatamente al suo originale contributo metodologico. Koselleck propone una \u201cStoria dei concetti\u201d (<em>Begriffgeschichte<\/em>), distaccata dalla storia delle idee in senso tradizionale, che mira ad individuare gli elementi \u201ccostituzionali\u201d dei concetti, cio\u00e8 quelli che possono essere messi in relazione con le dinamiche strutturali della societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>Begriffgeschichte, <\/em>disciplina affermatasi negli anni \u201950 del secolo scorso, vede nei concetti non solo il riflesso dell\u2019esperienza del mondo, ma anche gli elementi costitutivi della stessa. Il termine \u201cstoria dei concetti\u201d era comparso per la prima volta con Hegel, in riferimento alla storia interpretativa che indirizza la storia in generale alla filosofia. E\u2019 nel XX secolo per\u00f2 che il lemma pervenne ad indicare un autonomo campo per la metodologia della filosofia, prevedendo l\u2019analisi delle variazioni del significato dei concetti in relazione al mutamento delle strutture semantiche in cui vengono di volta in volta storicamente impiegati. L\u2019esposizione di questo metodo trova la sua consacrazione nei volumi dei <em>Geschichtliche Grundbegriffe<\/em> (concetti storiografici fondamentali), editi da Koselleck, insieme con O.Brunner e W.Conze, riguardanti il lessico dei concetti fondamentali della politica di lingua tedesca. Con essi si intende fornire una complessiva raccolta del vocabolario politico, che permetta un adeguato controllo semantico nell\u2019impiego contemporaneo dei concetti. <strong>L\u2019ideologizzazione viene evitata grazie ad indagini logico-genetiche sulla storia dei singoli lemmi<\/strong>. All\u2019interno di questo orientamento Koselleck sviluppa una vera e propria teoria dei tempi storici, che assume come luogo della trasformazione del lessico politico europeo la fase tra la fine del sec. XVIII e la prima met\u00e0 del XIX. Con essa, il lessico politico europeo, in forza di processi di democratizzazione, ideologizzazione, di politicizzazione del linguaggio politico e di temporalizzazione dell\u2019esperienza storica, vede definitivamente trasformato il significato storico dei propri concetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I<strong>l testo preso in esame<\/strong>, dal titolo originale <strong><em>Geschichte, Historie<\/em><\/strong><em> <\/em>e<em> <\/em>la cui edizione italiana \u00e8 a cura di Rossana Lista<em>, <\/em>\u00e8 un estratto dell\u2019opera <strong><em>Geschichtliche Grundbegriffe<\/em><\/strong><em>.<\/em> In esso Koselleck\u00a0 analizza la transizione al moderno concetto di \u201cstoria\u201d, passaggio registrato puntualmente da un cambiamento linguistico e semantico, quasi un neologismo, la parola tedesca <em>Geschichte, <\/em>assunta a designare ufficialmente il nuovo concetto a partire dall\u2019ultimo trentennio del XVIII secolo<em>. <\/em>Koselleck osserva che l\u2019introduzione del singolare collettivo <em>Geschischte<\/em>, fornisce l\u2019impulso per due processi. Da un lato unisce in un solo concetto l\u2019insieme delle singole storie, dall\u2019altro si contamina di altri significati quali \u201cevento\u201d e \u201c<em>historie<\/em>\u201d, giungendo a comprendere conoscenza, narrazione e riflessione sulla storia. Per quanto riguarda la prima implicazione, se fino alla seconda met\u00e0 del 1700 era stato impossibile pensare ad una storia senza soggetto di riferimento, il nuovo termine che si andava affermando mirava invece ad un pi\u00f9 alto livello di astrazione, dapprima inteso come somma delle singole storie, poi rivolto al loro collegamento e alla loro connessione logica, che collocava il piano dei semplici avvenimenti ad una dimensione inferiore. Acquisendo una maggiore autonomia, divenne il soggetto di s\u00e9 stessa, crebbe la sua pretesa di verit\u00e0 e venne meno il riferimento a Dio. Dall\u2019altra parte <em>Geschichte<\/em> assorb\u00ec anche il contenuto semantico che possedeva il termine <em>historie<\/em>, designante l\u2019atto della narrazione e la conoscenza della storia, da sempre utilizzata in senso riflessivo e senza soggetto. Dal momento in cui avvenne questa fusione divenne difficile distinguere tra la \u201cstoria effettiva\u201d e la riflessione compiuta su di essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si evince l\u2019importanza della riflessione nella coniazione del nuovo concetto, passaggio reso possibile dalla parallela nascita della <strong>filosofia della storia<\/strong> (<em>Geschichtsphilosophie<\/em>), che a partire dall\u2019Illuminismo <strong>si costitu\u00ec come disciplina autonoma, staccata da altre discipline<\/strong> quali retorica, filosofia morale, teologia, giurisprudenza. E\u2019 <strong>un processo che avvenne in tre fasi<\/strong>.<br \/>\nIn primo luogo vi \u00e8 l\u2019apporto della riflessione estetica, che sin dall\u2019antichit\u00e0 tentava di definire il rapporto tra storia e poesia. Una filosofia della storia divent\u00f2 possibile nel momento in cui questi due ambiti si fusero: l\u2019<em>historie<\/em> si appropri\u00f2 dell\u2019universalit\u00e0 della poesia e la poesia si sottopose all\u2019esigenza della verit\u00e0 storica. I poeti utilizzavano <em>Geschichte <\/em>\u00a0per assicurare un sicuro contenuto di verit\u00e0, mentre l\u2019<em>historie<\/em> acquistava il precetto poetico di creare unit\u00e0 istitutive di senso, al fine di ricavarne un ordine interno invece che cronologico; in tal modo la realt\u00e0 storica era acquisibile solo tramite la riflessione. Gli altri due passaggi avvennero in ambito morale e in quello della riflessione epistemologica. L\u2019<em>historie<\/em>, che prima sottoponeva storie reali a norme morali, dal XVIII secolo demand\u00f2 la prova della moralit\u00e0 alla storia stessa. Nell\u2019Illuminismo la posterit\u00e0 venne innalzata a tribunale della giustizia. Quando poi si cominci\u00f2 a pensare ad una \u201cstoria in generale\u201d si oltrepass\u00f2 una soglia ulteriore, la storia intesa come \u201cprocesso\u201d fece s\u00ec che anche la morale della storia venisse temporalizzata. Altra eredit\u00e0 dell\u2019Illuminismo fu il tentativo di formulazione di ipotesi razionali all\u2019interno della riflessione sull\u2019<em>histoire<\/em>, il quale accanton\u00f2 la connessione interna alla storia data dal piano divino, dalla Provvidenza, per sostituirgli connessioni ricavabili dalla storia stessa. Questi elementi furono sviluppati dall\u2019Idealismo tedesco e furono congiunti in una filosofia della storia che riconosceva essa stessa come razionale, emancipandone la ragione e le idee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo di storicizzazione del tempo avvenne in concomitanza con la scoperta di un tempo nuovo (<em>Neuzeit<\/em>), quello della modernit\u00e0, in seguito all\u2019esperienza della Rivoluzione francese. Questa produsse una crisi di orientamento e dunque la necessit\u00e0 di trovare un nuovo orizzonte interpretativo. Il nuovo concetto di storia si prestava bene a questo compito, poich\u00e9 permetteva di unificare riflessione e realt\u00e0. <strong>Il contributo dell\u2019Idealismo tedesco fu quello di introdurre alcuni concetti fondamentali, grazie ai quali la <em>Geschichte<\/em> raggiunse la piena autonomia. Alla connessione causale meccanicista di matrice illuminista, venne sostituito l\u2019assioma dell\u2019unicit\u00e0<\/strong>, che meglio si prestava all\u2019interpretazione di un evento che non aveva antecedenti come quello della Rivoluzione. Fare riferimento ad una \u201cstoria in generale\u201d, significava definire un tempo storico immanente a tutti i singoli fattori, che andava a differenziarsi storicamente. La storia non era solo adatta a contenere innumerevoli eventi, ma anche tempi differenti. Si guardava al passato in termini di storia ed al futuro, il \u201cnuovo tempo\u201d in termini di progresso, avviando cos\u00ec al concetto di contemporaneit\u00e0 del non-contemporaneo. Esso non faceva riferimento solo al fatto che da quel momento la narrazione poteva trasferire ci\u00f2 che era passato nel presente, ma anche al fatto che il tempo acquisiva una dimensione di progettualit\u00e0 futura, elemento non contemporaneo che retroagiva al contrario sulla contemporaneit\u00e0 e sulla sua comprensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro assioma che venne introdotto fu <strong>il concetto di forza<\/strong>, che attraverso la sua direzionalit\u00e0 rimandava all\u2019unicit\u00e0 della storia molto pi\u00f9 dell\u2019impostazione meccanicista illuminista. Per gli idealisti inoltre non andavano cercate le cause finali, ma indagate quelle motrici che determinano l\u2019origine degli avvenimenti. In terzo luogo, di fronte all\u2019unicit\u00e0 storica di un evento come quello della Rivoluzione, oltre a svilupparsi l\u2019idea di una storia creativamente produttrice, le vecchie <em>historien<\/em> perdevano il loro compito di maestre di vita. Il futuro acquistava una nuova collocazione, nel momento in cui il tempo acquisiva una qualit\u00e0 storico-dinamica. La storia da concetto a priori si trasform\u00f2 in concetto di azione, la Rivoluzione sembrava suggerire un \u201csegno\u201d, una tendenza generale al <strong>progredire<\/strong>. Scrive <strong>Joseph G\u00f6rres<\/strong> nel 1819:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La storia pu\u00f2 insegnarvi poco. Se tutti volete andare alla sua scuola, prendete a maestra la Rivoluzione; il corso di molti secoli pigri si \u00e8 in essa accelerato nel giro di pochi anni.<\/em> (p. 66)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo quadro, si stabilisce una nuova correlazione fra esperienza (le differenti storie precedenti) e attesa (storia del futuro), temporalizzata in un unico processo, in cui era dovere umano intervenire agendo. Infine mut\u00f2 il valore posizionale del \u201cpassato\u201d. Diveniva inutile continuare l\u2019insegnamento <em>per<\/em> <em>exempla<\/em>, di eventi sconnessi, piuttosto l\u2019elaborazione del passato era visto in progresso con la storia stessa. Occorreva conoscere la storia nel suo insieme per rendere ragione dell\u2019unicit\u00e0 dell\u2019intera storia e allo stesso tempo della distinguibilit\u00e0 tra passato e futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie ai passaggi descritti in precedenza <strong>la storia pot\u00e9 trasformarsi in concetto guida moderno<\/strong>. La sua coniazione si \u00e8 compiuta sia in ambito scientifico che nello spazio del linguaggio politico-sociale della vita quotidiana. A tenere uniti questi due ambiti furono i circoli della borghesia colta attraverso i suoi libri e giornali e a cui fecero seguito numerose associazioni e istituzioni. Essa per affermarsi doveva appropriarsi della propria identit\u00e0 e per farlo doveva sviluppare un\u2019autocoscienza storica. Dal momento in cui la storia si era trasformata in un concetto della riflessione che metteva in comunicazione il futuro con il passato, spiegando o legittimando l\u2019uno con l\u2019altro, questo compito poteva essere percepito in modo diverso. Cos\u00ec fece la borghesia nel XX secolo dando l\u2019impulso a nazioni, classi, partiti, gruppi che si richiamarono alla storia per vedere la propria posizione riconosciuta in ambito politico e sociale. La relativit\u00e0 dei giudizi contribu\u00ec a costituire il concetto di <em>Geschichte<\/em>. Il prospettivismo, che nasce come una reazione ad una sorta di \u201crealismo ingenuo\u201d, e che scorge a partire da <strong>Chladenius<\/strong> nella verosimiglianza una propria forma della verit\u00e0, aggiunse all\u2019ambivalenza gi\u00e0 insita nel concetto di storia, un elemento di ambiguit\u00e0. La storia divent\u00f2 un bacino adatto a contenere tutte le possibili storie, sia a sostegno dell\u2019ideologia che volte alla sua critica. Koselleck parla di \u201ceccedenza\u201d di significati di cui viene rivestito il concetto di storia, il quale si spinge oltre il suo contenuto di realt\u00e0 e si carica di aspettative per il futuro. La ragione pi\u00f9 profonda di questa ambiguit\u00e0 risiede nella nuova temporalizzazione e nell\u2019aporia che apre fra esperienza e attesa. Mondanizzando il tempo storico, ed eliminando progressivamente il riferimento a Dio, si assiste ad una parallela estensione del tempo storico a tutte tre le dimensioni temporali, che influisce sui mutamenti delle prospettive storiografiche. Lungo questa linea il futuro viene concepito come progresso, il passato come <em>Geschichte<\/em>, dimensioni unite nel continuum dello sviluppo, inferenza che oltre a fornire una prospettiva di linearit\u00e0 e continuit\u00e0, conferiva un\u2019unit\u00e0 superiore di significato che vedeva nel futuro il compimento di attese derivanti dal passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tesi centrale nel testo di Koselleck \u00e8 l\u2019individuazione dello schema escatologico promessa\/compimento proprio della tradizione cristiana<\/strong>. Paradossalmente persino il Marxismo non risulta immune da questo schema. Insita in esso \u00e8 un\u2019idea \u201cprocessuale\u201d di storia che vedeva nel \u201cfuturo del tempo compiuto\u201d la chiave interpretativa per il passato. Tra esperienza della storia e compimento del futuro, veniva introdotta una nuova dimensione del tempo, quella dell\u2019attesa del compimento, che si caricava di aspettative. Ci\u00f2 ha permesso a gruppi diversi di legittimarsi, grazie al giudizio retrospettivo di cui investivano il passato in vista del futuro atteso. Prendiamo ad esempio le parole di Hitler di un discorso del gennaio 1933:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>E\u2019 in ultima analisi indifferente quale percentuale del popolo tedesco fa la storia in Germania. Essenziale \u00e8 solo che siamo noi gli ultimi a fare la storia in Germania<\/em>. (p. 137)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questo era stato reso possibile proprio dal nuovo concetto riflessivo di storia, pensabile come totalit\u00e0 che riuniva in s\u00e9 tutte le dimensioni temporali. Si pensi ad idee come quelle di progresso e di sviluppo. Il mistero \u00e8 per Koselleck insito in questa ambiguit\u00e0, laddove l\u2019unificazione delle dimensioni temporali ha favorito il prospettivismo legittimante. Nella conclusione della sua introduzione la curatrice fa notare una singolare coincidenza fra <em>L\u2019ambivalenza del tempo nella storia<\/em> di <strong>Henry Ir\u00e9n\u00e9e Marrou<\/strong> e la chiusa di Koselleck. In entrambi, \u00e8 messo in evidenza il \u201cmistero della storia\u201d:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Resta la certezza che il concetto della storia non sar\u00e0 in grado di sciogliere il cosiddetto enigma della storia. <\/em>(p.140)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La singolarit\u00e0 risulta pi\u00f9 evidente laddove si confrontino i retroterra di due studiosi molto diversi tra di loro. Tra i pi\u00f9 importanti specialisti del pensiero agostiniano, lo storico francese Marrou \u00e8 esponente di un cristianesimo insieme radicale e moderno. Nella sua esposizione del tempo storico in Sant\u2019Agostino, ne descrive l\u2019ambivalenza insita, prodotta dalla tensione delle due caratteristiche ontologicamente diverse appartenenti al tempo storico, grazia e peccato. Il mistero della storia \u00e8 il mistero stesso della libert\u00e0 umana che si muove appunto tra peccato e grazie redentrice. Il significato delle azioni umane sar\u00e0 perci\u00f2 accessibile solo nel momento in cui la storia verr\u00e0 acquisita definitivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che accomuna il lavoro dei due studiosi \u00e8 dunque la riflessione sull\u2019ontologia del tempo storico. Citando Marrou dopo i discorsi sull\u2019\u201cinfinito prospettivismo\u201d dell\u2019epoca in cui viviamo, Koselleck potrebbe voler sottolineare due aspetti. Il primo \u00e8 lo schema interpretativo cristiano della storia di cui Marrou \u00e8 esponente attraverso l\u2019analisi dell\u2019opera di Sant\u2019Agostino. La citazione potrebbe essere implicitamente un modo per sottolineare la somiglianza sostanziale delle \u201cintepretazioni moderne\u201d con quella del cristianesimo. Il secondo, pi\u00f9 diretto, potrebbe rimandare, come sottolinea Rossana Lista, all\u2019<em>opposizione di entrambi a ogni tentativo di esaurire o contenere il senso della storia <\/em>(p.21), forse perch\u00e9 figli dello stesso tempo e dunque poco predisposti, pur partendo da premesse differenti, ad asservirsi all\u2019ideologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel pensiero di Koselleck si scorgono alcune influenze. Vi \u00e8 sicuramente quella di <strong>Karl Lowith<\/strong>, il quale sosteneva che i tentativi di fare una filosofia della storia, ovvero la possibilit\u00e0 di trovare un principio unico per interpretare la storia universale, erano di derivazione teologica, arrivando a sostenere che la \u201cfiaccola dell\u2019escatologia\u201d fu tenuta accesa proprio da ateisti come Marx e Nietzsche. Anche <strong>Alfred Weber<\/strong>, fratello del pi\u00f9 famoso Max, influisce sul pensiero di Koselleck. Nemico di ogni forma di totalitarismo filosofico e politico, ma al tempo stesso consapevole che l\u2019uomo non \u00e8 una tabula rasa, riteneva necessario che ogni cambiamento sociale avvenisse in modo graduale e rispettoso delle scelte culturali dei singoli, perci\u00f2 non imposto dall\u2019alto. Un\u2019influenza metodologica inoltre, pu\u00f2 essere riscontrata in <strong>Hans Georg Gadamer<\/strong>, che riteneva possibile interpretare la storia non tanto come essenza, bens\u00ec nella sua funzione di linguaggio, prospettiva che trova un riflesso nella <em>Begriffgeschichte. <\/em>Sullo sfondo infine <strong>Heidegger<\/strong>, per il quale l\u2019analisi della temporalit\u00e0 dell\u2019essere si fondava su di un\u2019analisi linguistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si fa riferimento all\u2019anno di pubblicazione del volume, il 1975, si evince come l\u2019epoca in cui si colloca non sia indifferente nel determinare la posizione dello storiografo. A partire dagli anni Sessanta si entra nella cosiddetta \u201cpostmodernit\u00e0\u201d, ovvero si diffonde progressivamente la persuasione secondo cui all\u2019interno della modernit\u00e0 si era verificato, ad un certo punto, qualcosa come una cesura, un radicale mutamento di paradigma nel modo di concepire la realt\u00e0. Alle idee madri della modernit\u00e0 viene contrapposta una sfiducia nei macro-saperi totalizzanti e l\u2019abbandono delle legittimazioni \u201cforti\u201d o \u201cassolute\u201d della filosofia, a favore di forme deboli o instabili di razionalit\u00e0. Vi \u00e8 inoltre il rifiuto di concepire la successione temporale in termini di superamento ed il tramonto della maniera storicistica di pensare la realt\u00e0, con l\u2019avvento della cosiddetta <em>posthistoire. <\/em>Vi \u00e8 infine il passaggio dal paradigma dell\u2019unit\u00e0 a quello della molteplicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle spalle di questo mutato atteggiamento vi \u00e8 una serie concatenata di avvenimenti storici (le guerre mondiali, gli orrori dei campi di concentramento, i fallimenti del socialismo reale, gli inconvenienti del capitalismo, i pericoli di una guerra atomica, la minaccia di una catastrofe ecologica ecc.) che hanno minato alla base i principali \u201cmiti\u201d della modernit\u00e0, a cominciare da quelli del progresso e dell\u2019emancipazione. All\u2019interno di questo panorama storico, l\u2019orientamento di Koselleck \u00e8 quello di contrariet\u00e0 al contenimento del senso della storia, evidente nel suo richiamo a Marrou rispetto al \u201cmistero della storia\u201d di cui si \u00e8 parlato in precedenza.\u00a0 Il percorso che segue \u00e8 chiaro e lineare, bench\u00e9 sia reso complesso talvolta dalle citazioni presenti costituenti il \u201ccorpo stesso dell\u2019esposizione\u201d. Oltre a testimoniare l\u2019ampiezza della bibliografia utilizzata, le citazioni acquistano valore esemplificativo. Se poi si considera l\u2019importanza del linguaggio per Koselleck, non si pu\u00f2 prescindere da esse, ma occorre considerarle in qualche modo il linguaggio della storia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ordini il libro tramite il nostro link (Amazon) hai diritto ad uno sconto significativo: Storia. 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