{"id":2208,"date":"2012-05-15T09:38:18","date_gmt":"2012-05-15T09:38:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2208"},"modified":"2012-05-15T09:59:45","modified_gmt":"2012-05-15T09:59:45","slug":"gerald-edelman-seconda-natura-scienza-del-cervello-e-conoscenza-umana-una-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2208","title":{"rendered":"Gerald Edelman, Seconda natura. Scienza del cervello e conoscenza umana. Una recensione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/darwinismo-neurale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-2210\" title=\"darwinismo neurale\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/darwinismo-neurale.jpg\" alt=\"\" width=\"631\" height=\"361\" \/><\/a>Se ordini il libro tramite il nostro link hai diritto ad uno sconto significativo (Amazon): <\/em><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8860301416\/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=filosofipreca-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8860301416\">Seconda natura. Scienza del cervello e conoscenza umana (Scienza e idee)<\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"border: none !important; margin: 0px !important;\" src=\"http:\/\/www.assoc-amazon.it\/e\/ir?t=filosofipreca-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8860301416\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>&#8212; &#8212; &#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo scritto si prende in esame un\u2019opera scientifica che nonostante non sia di recente pubblicazione \u2013 la sua uscita anglofona \u00e8 del 2006\u00a0 \u2013 non \u00e8 per tale ragione da considerare obsoleta, quantomeno nello spirito che informa il testo. <strong>Gerald M. Edelman<\/strong>, autore del libro in questione, premio Nobel nel 1972 per la fisiologia e la medicina per i suoi lavori sul sistema immunitario, \u00e8 attualmente direttore del <strong>Neurosciences Institute<\/strong> di San Diego e presidente del Dipartimento di Neurobiologia presso lo Scripps Research Institute di La Jolla (California). Nella prefazione del suo <em>Seconda natura. Scienza del cervello e conoscenza umana<\/em>, (tradotto in lingua italiana nel 2007 per Raffaello Cortina Editore, nella collana diretta da G. Giorello), Edelman afferma la propria convinzione secondo la quale, seguendo William James, \u00ab<em>la coscienza \u00e8 un processo la cui funzione \u00e8 conoscere<\/em>\u00bb; e, dunque, capire la coscienza \u00e8 fondamentale per comprendere \u00ab<em>quale sia la relazione tra i progressi delle scienze del cervello e i problemi della conoscenza umana<\/em>\u00bb.\u00a0La nascita della fisica moderna, che segna l\u2019inizio del pi\u00f9 profondo cambiamento di prospettiva mai affrontato dalla specie umana, e lo sviluppo dell\u2019idea di selezione naturale, che forn\u00ec la base teorica per comprendere l\u2019evoluzione degli esseri viventi, tratteggiano un arco che non \u00e8 ancora compiuto: <strong>la scienza, infatti, non ha ancora chiarito le basi cerebrali della coscienza<\/strong>, esperienza irriducibilmente soggettiva, non oggettivabile. Considerando la scienza come \u00ab<em>immaginazione al servizio della verit\u00e0 verificabile<\/em>\u00bb &#8211; dunque, essendo l\u2019immaginazione dipendente dalla coscienza, anche la scienza \u00e8 dipendente dalla coscienza &#8211; Edelman, all\u2019interno di una <strong>prospettiva che potremmo ricondurre all\u2019ecologia<\/strong> intesa come scienza che studia i rapporti tra gli esseri viventi e l\u2019ambiente, sostiene l\u2019assunto che possediamo una teoria scientifica della coscienza soddisfacente, che chiama \u00ab<strong>darwinismo neurale<\/strong>\u00bb, secondo la quale la coscienza emerge dalla dinamica celebrale. In altri termini, nell\u2019indagare come funziona il cervello (il quale \u00e8 incarnato in un corpo, cos\u00ec quest\u2019ultimo influenza ed \u00e8 influenzato dall\u2019insieme delle relazioni con l\u2019econicchia) \u00e8 possibile formularne una teoria globale che si possa ampliare fino a spiegare la coscienza, permettendoci di comprendere meglio il nostro posto nell\u2019ordine naturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il darwinismo neurale, o teoria della \u2018selezione dei gruppi neuronali\u2019, si basa su <strong>tre principi<\/strong>: il primo \u00e8 che lo sviluppo dei circuiti neuronali nel cervello produce una rilevante variazione anatomica microscopica che \u00e8 la conseguenza di un \u00abprocesso di selezione continua\u00bb; il secondo \u00e8 che quando il repertorio di circuiti anatomici che si formano riceve segnali provocati dal comportamento o dall\u2019esperienza dell\u2019animale hanno luogo anche cambiamenti della forza delle sinapsi gi\u00e0 esistenti nell\u2019anatomia cerebrale. Il risultato finale della \u2018selezione nello sviluppo\u2019 e della \u2018selezione esperienziale\u2019 \u00e8 che alcuni circuiti neuronali sono favoriti rispetto ad altri; il terzo principio \u00e8 il processo chiamato \u00abrientro\u00bb, ossia la segnalazione incessante da una certa regione cerebrale a un\u2019altra e poi di nuovo alla prima lungo fibre massicciamente parallele, onnipresenti nei cervelli superiori. L\u2019effetto finale di questo traffico rientrante \u00e8 la scarica sincronizzata di gruppi neuronali in particolari circuiti. <strong>In tal modo si ottiene la coordinazione nel tempo e nello spazio che non \u00e8 da rintracciare in qualche forma di computazione<\/strong>. Edelman \u00e8 <strong>contrario all\u2019analogia tra l\u2019attivit\u00e0 del cervello e il funzionamento del computer<\/strong>, poich\u00e9, da un lato, il cervello non funziona utilizzando la logica e l\u2019aritmetica o seguendo cicli rapidissimi scanditi da un orologio e, non essendo il mondo un pezzo di nastro codificato, non riceve segnali non ambigui; dall\u2019altro, poich\u00e9 nel corso dello sviluppo delle strutture anatomiche i neuroni che scaricano insieme si cablano insieme, le diverse esperienze individuali lasciano impronte tali da far s\u00ec che \u00abdue cervelli non siano mai identici\u00bb. Inoltre, \u00ab<em>nulla indica l\u2019esistenza di un programma composto di procedure efficaci per il controllo degli ingressi, delle uscite e del comportamento del cervello. L\u2019intelligenza artificiale non funziona nei cervelli veri<\/em>\u00bb. In sintesi, la selezione biologica, che \u00e8 opportunistica, non pu\u00f2 essere considerata come un insieme di istruzioni informatiche. Affinch\u00e9 l\u2019adattamento possa avere successo, ogni specie eredita, in forma di sistemi di valore presenti nel cervello per effetto della selezione naturale, propensioni e ricompense che regolano il risultato della selezione nello sviluppo e della selezione esperienziale coordinate dal rientro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"attachment_2213\" style=\"width: 366px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/SynapticDensity.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2213\" class=\"size-full wp-image-2213\" title=\"densit\u00e0 sinaptica\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/SynapticDensity.gif\" alt=\"\" width=\"356\" height=\"252\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/SynapticDensity.gif 356w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/SynapticDensity-300x212.gif 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2213\" class=\"wp-caption-text\">Tipico aumento della densit\u00e0 sinaptica nel corso degli anni<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molte aree cerebrali funzionalmente separate non hanno un coordinatore, ma sono collegate in modo rientrante mediante fibre reciproche. Le risposte di queste aree si combinano e danno origine a un oggetto di percezione unitaria che emerge dall\u2019attivit\u00e0 di circuiti che scaricano in sincronia e collegano le risposte dalle varie regioni separate. La memoria \u00e8 una propriet\u00e0 dinamica di sistema per cui il rafforzamento e l\u2019indebolimento delle sinapsi facilitano il nuovo coinvolgimento di una parte dei circuiti originari: non vi sono segnali provenienti dall\u2019oggetto originario, ma vi \u00e8 una stimolazione, nel cervello del soggetto, di circuiti rientranti che producono un\u2019immagine o un pensiero dell\u2019oggetto richiamato alla memoria. <strong>L\u2019immagine si forma grazie al cervello che parla a se stesso.<\/strong> <strong>La memoria, che \u00e8 una ricategorizzazione influenzata dai sistemi di valore<\/strong>, rinuncia alla precisione assoluta in cambio di potere associativo, propriet\u00e0 fondamentale per l\u2019apprendimento. La coscienza fenomenica \u00e8 \u2018implicata\u2019, non causata, dall\u2019attivit\u00e0 rientrante selettiva di gruppi di neuroni nel nucleo. Essere coscienti \u00e8 un\u2019esperienza soggettiva, privata, spesso intenzionale, di un numero innumerevole di scene, pi\u00f9 o meno globali, ma comunque unitarie; e ogni scena cosciente \u00e8 caratterizzata da una sensazione qualitativa. Mentre gli animali, avendo esperienza di una scena unitaria in un intervallo di tempo di non pi\u00f9 di qualche secondo, il cosiddetto \u00abpresente ricordato\u00bb, sono dotati di \u00ab<em>coscienza primaria<\/em>\u00bb, ossia sono consapevoli degli eventi in corso, l\u2019uomo, avendo capacit\u00e0 semantiche o simboliche, una sintassi e un linguaggio, \u00e8 cosciente di essere cosciente, ha i concetti di passato e futuro e un s\u00e9 sociale nominabile: ad una coscienza primaria si aggiunge una coscienza di ordine superiore che pu\u00f2 liberare temporaneamente dai limiti del presente ricordato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver illustrato in linee generali e semplificanti la teoria di Edelman (non possiamo che rimandare al libro stesso per avere un quadro pi\u00f9 sfaccettato), andiamo a toccare quelli che sono i luoghi di maggiore interesse filosofico. Partendo dall\u2019assunto che il cervello, come struttura fondamentale per l\u2019elaborazione della conoscenza, non \u00e8 stato \u2018progettato\u2019 per la conoscenza, Edelman inizia a trattare del contributo che un\u2019epistemologia basata sul cervello, fondata non sulla psicologia, come voleva <strong>Quine<\/strong>, ma sulla biologia, pu\u00f2 offrire al quadro dell\u2019acquisizione della conoscenza. Le caratteristiche epigenetiche del \u2018plastico\u2019 cervello umano dipendono dai segnali provenienti dal corpo e dall\u2019ambiente e, soprattutto, dall\u2019azione, ma anche dall\u2019interazione delle aree cerebrali e dalle connessioni rientranti che hanno causato un enorme aumento delle capacit\u00e0 discriminatorie, evidente vantaggio adattativo. <strong>Il cervello \u00e8 un sistema selettivo che funziona<\/strong> <em>prima facie<\/em> <strong>in base non alla logica ma piuttosto al \u00ab<em>riconoscimento di configurazioni<\/em>\u00bb,<\/strong> un processo che pu\u00f2 rinunciare alla specificit\u00e0, se necessario, in cambio di un ampliamento della variet\u00e0. Inoltre, \u00ab<em>i vincoli dei sistemi di valore essenziali per l\u2019evoluzione di comportamenti adattivi fanno dell\u2019esperienza emotiva un necessario accompagnamento dell\u2019acquisizione di conoscenza anche dopo lo sviluppo delle capacit\u00e0 logiche e di analisi formale in stadi successivi<\/em>\u00bb. Il fatto di possedere un linguaggio, con i suoi effetti sulla trasmissione culturale, ha portato a un\u2019enorme espansione del potere concettuale. Se l\u2019espansione linguistica e le capacit\u00e0 associative della metafora possono condurre alla poesia e all\u2019immaginazione, il linguaggio rende possibile anche lo sviluppo della logica e ha un ruolo nel successivo emergere dell\u2019aritmetica. Per Edelman, \u00ab<em>il pensiero precede il linguaggio. Ma, una volta instauratosi il linguaggio, c\u2019\u00e8 un\u2019esplosione dei pensieri possibili e si \u00e8 tentati di identificare pensieri e credenze, e a volte conoscenze, sempre e soltanto con proposizioni. L\u2019epistemologia tradizionale ha ceduto a questa tentazione. Nella sua ricerca di una convalida della credenza vera, indulge a un gioco linguistico. Il suo obiettivo \u00e8 nobile e ambizioso, per\u00f2 si basa su un insieme limitato di assunti sui mezzi grazie ai quali pensiamo e interagiamo con il mondo. I suoi modelli, basati sul fondazionalismo cartesiano (che implica un ricevente separato dell\u2019istruzione o informazione) o, in alternativa, su una mescolanza kantiana di idee a priori e a posteriori, non sembrano corrispondere ai fatti. Procedendo senza far riferimento alla sperimentazione e alla conoscenza scientifica, l\u2019epistemologia tradizionale ignora come si sviluppa in realt\u00e0 la conoscenza<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente, un limite della epistemologia basata sul cervello \u00e8 rappresentato dal fatto che l\u2019evoluzione umana sia accompagnata dalla coevoluzione della \u2018cultura\u2019. Edelman riconosce che il <strong>dover essere, e in generale la \u2018seconda natura\u2019, non deriva dall\u2019essere<\/strong>. \u00ab<em>Una spiegazione scientifica esclusivamente riduzionistica di questa seconda natura, della sua etica e della sua estetica non \u00e8 desiderabile n\u00e9 probabile n\u00e9 imminente. I fattori culturali hanno una grossa parte nella determinazione delle credenze, dei desideri e delle intenzioni<\/em>\u00bb. La cultura, che costituisce un potente mezzo di cambiamento che influenza profondamente le basi della conoscenza e del comportamento, non \u00e8 equiparabile direttamente all\u2019ambiente naturale. Edelman, che <strong>contesta come indifendibili le tesi riduzionistiche<\/strong>, secondo cui anche sistemi normativi come l\u2019etica e l\u2019estetica si possano spiegare riconducendoli a una serie di regole epigenetiche del cervello, afferma che sebbene tutti gli eventi storici seguano leggi fisiche, queste non sono in grado di spiegare pienamente tutti gli sviluppi storici: \u00ab<em>l\u2019evoluzione del cervello e di menti coscienti \u00e8 avvenuta per selezione naturale nell\u2019ambito della struttura data dalle leggi fisiche; in seguito all\u2019evoluzione dell\u2019Homo sapiens, l\u2019emergere del linguaggio e della coscienza di ordine superiore ha consentito lo sviluppo della scienza empirica. L\u2019applicazione della logica in relazione al linguaggio e all\u2019osservazione del mondo, e della matematica come studio di oggetti mentali stabili, ha profondamente arricchito questi sviluppi. Ci\u00f2 nondimeno, essi hanno avuto luogo nell\u2019ambito di uno specifico contesto storico che non \u00e8 riducibile a questi stessi sviluppi. Inoltre, non vi \u00e8 contraddizione nel fatto che cervelli selettivi capaci di coscienza di ordine superiore e di riconoscimento di configurazioni possano creare sistemi artistici, estetici o etici in particolari condizioni storiche e culturali. Possiamo concludere che tra la scienza e discipline umanistiche non vi \u00e8 una separazione logicamente necessaria, ma solo un rapporto di tensione in cui la scienza \u00e8 riconosciuta come una base fondamentale, ma non esaustiva n\u00e9 unica, della conoscenza<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Edelman condivide l\u2019idea secondo la quale esistano tipi differenti di conoscenza, scientifica, matematica, storica. <strong>La frattura tra la scienza e le discipline umanistiche<\/strong> si origina oltre che dal dualismo cartesiano per il quale la coscienza era distinta e separata dal mondo conoscibile, anche dal fatto che, proprio in ragione dell\u2019oggetto d\u2019indagine, tanto le metodologie quanto gli obiettivi della scienza differiscano da quelli dell\u2019analisi storica: gli eventi storici, contingenti, irreversibili, unici, situati all\u2019intero delle peculiarit\u00e0 di una determinata cultura sono qualitativamente differenti rispetto alle regolarit\u00e0 che lo scienziato pu\u00f2 rintracciare nell\u2019ordine naturale. Ora, naturalizzare la coscienza potrebbe offrirci non solo una base per una solida teoria della conoscenza, ma anche individuare quali fattori governano l\u2019emergere storico della conoscenza scientifica. Sappiamo infatti che il cervello, irriducibilmente soggettivo, opera selettivamente avendo di mira sia il riconoscimento di configurazioni sia la determinazione di regolarit\u00e0. Nelle modalit\u00e0 di pensiero dei cervelli selettivi vi \u00e8 un insieme di relazioni tra riconoscimento di configurazioni e logica che \u00e8 allo stesso tempo contrastivo e di rinforzo. Una prima e fondamentale modalit\u00e0 di pensiero che dipende in larga misura dal riconoscimento di configurazioni \u00e8 legata alla <strong>metafora<\/strong>, riflesso della variet\u00e0 e dell\u2019associativit\u00e0 di reti cerebrali, i cui prodotti possono essere comprensibili, ma non sono dimostrabili come le proposizioni logiche o le similitudini. Il linguaggio stesso riflette l\u2019aspetto costruttivo e tuttavia intrinsecamente ambiguo e indeterminato di questa modalit\u00e0 di pensiero. Queste caratteristiche sono il risultato del compromesso tra specificit\u00e0 e variet\u00e0 in sistemi selettivi. I vari repertori di questi sistemi non corrispondono mai in modo perfetto ai contenuti dei domini che devono riconoscere. Tuttavia, una volta avvenuta la selezione su una gamma di varianti, pu\u00f2 aver luogo un perfezionamento sempre pi\u00f9 specifico: se nell\u2019analisi storica non si pu\u00f2 andare oltre l\u2019interpretazione e il giudizio qualitativo, nelle scienze applicando la logica o la matematica alle osservazioni si possono rintracciare regolarit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per Edelman, cos\u00ec come \u00e8 un\u2019illusione utile il senso della durata del tempo, poich\u00e9 esiste solo il presente ricordato, cos\u00ec \u00e8 un\u2019illusione utile l\u2019idea che la coscienza produca effetti fisici; in realt\u00e0, <strong>la coscienza, implicata dall\u2019attivit\u00e0 causale del cervello, serve ad informarci dei nostri stati cerebrali, ma non li determina<\/strong>. Inoltre, riguardo alla relazione tra aspetti normativi e gli stati neurali, rifiutata la <strong>fallacia naturalistica<\/strong>, Edelman sostiene che negli esseri umani l\u2019apprendimento di categorie pu\u00f2 modificare i punti di regolazione dei sistemi di valore, i quali possono avviare la costruzione di obblighi in una societ\u00e0 senza determinarli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la descrizione scientifica del mondo riguarda la natura, la creativit\u00e0, considerata come un riflesso dei sistemi neurali selettivi, manifesta la capacit\u00e0 del nostro cervello di produrre una seconda natura: i vincoli derivano dalle esperienze nell\u2019ambito di una certa cultura, che determinano la scelta e la risposta alle configurazioni, \u00abmodificando le aspettative e suggerendo astrazioni dal flusso dell\u2019esperienza\u00bb. I sogni, le immagini mentali, i prodotti della fantasia e una gran variet\u00e0 di stati intenzionali riflettono il forte potere ricombinatorio e integrativo degli eventi cerebrali che sottendono i processi coscienti. Nelle sindromi neuropsicologiche, un considerevole danneggiamento di aree cerebrali pu\u00f2 provocare deliri, mentre nelle psicosi, alterazioni genetiche e biochimiche farmacologiche possono arrivare a compromettere l\u2019esame di realt\u00e0. Nelle nevrosi, le connessioni funzionali tra pensieri, credenze e risposte del sistema di valori possono provocare disturbi del comportamento. Questi problemi hanno a che fare con il compromesso tra specificit\u00e0 e variet\u00e0 in un sistema selettivo. Come detto, per Edelman, \u00ab<em>se la tensione tra metafore nella coscienza di ordine superiore e valori normativi di una cultura non \u00e8 tenuta sotto controllo, forse non \u00e8 sorprendente che si possa manifestare una gran variet\u00e0 di stati emotivi e di spostamenti simbolici che generano sintomi. Se il darwinismo neurale \u00e8 corretto, allora anche negli stati normali ogni percezione \u00e8 in qualche misura un atto di creazione e ogni ricordo \u00e8 in qualche misura un atto di immaginazione. Nella malattia mentale questa misura si modifica e la sfida \u00e8 capire come e perch\u00e9<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ultima parte del libro<\/strong> espone il progetto di inserire le strutture che implicano l\u2019esperienza cosciente in qualsiasi materiale che soddisfi adeguatamente i loro requisiti funzionali e la costruzione al <em>Neurosciences Institute<\/em> di una serie di <em>Brain-Based Devices<\/em>, <strong>congegni interagenti con il mondo reale<\/strong>, operanti autonomamente nell\u2019ambiente e guidati da cervelli simulati la cui struttura e dinamica sono basate su principi selezionistici. Non identificabili n\u00e9 con macchine, n\u00e9 con robot automatici, poich\u00e9 il loro comportamento non \u00e8 preprogrammato in base a una sequenza di algoritmi, questi congegni lungi dal manifestare un comportamento cosciente, anche se non-viventi in quanto non in grado di autoriprodursi, sono nondimeno capaci di categorizzazione percettiva, di apprendimento, di condizionamento senza istruzioni e, addirittura, di memoria episodica e di conseguenza possono autonomamente individuare la posizione di se stessi e di bersagli scelti in una scena del mondo reale. Il progetto prosegue: il requisito minimo per poter credere di aver costruito un congegno cosciente sarebbe la sua capacit\u00e0 di riferire, mediante un linguaggio, i propri stati fenomenici interni mentre vengono misurate la sua attivit\u00e0 neurale e corporea. Sembra, a questo punto, tutt\u2019altro che fantascientifico l\u2019idea di \u00ab<em>costruire una macchina ibrida che combini le capacit\u00e0 sintattiche dei computer programmati e le capacit\u00e0 semantiche di un artefatto in grado di trattare novit\u00e0 e segnali d\u2019ingresso non calcolabili<\/em>\u00bb. Nella conclusione, Edelman evidenzia quello che \u00e8 lo spirito che attraversa tutto il libro, ossia l\u2019idea che una separazione tra la scienza e le discipline umanistiche non \u00e8 necessaria: \u00ab<em>la scienza \u00e8 al servizio della verit\u00e0 verificabile [\u2026] Ma le origini cerebrali dell\u2019immaginazione scientifica non differiscono da quelle necessarie per la poesia, la musica o la costruzione di sistemi etici<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Matteo Giangrande<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ordini il libro tramite il nostro link hai diritto ad uno sconto significativo (Amazon): Seconda natura. 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