{"id":2192,"date":"2012-05-14T10:13:20","date_gmt":"2012-05-14T10:13:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2192"},"modified":"2012-05-15T23:11:05","modified_gmt":"2012-05-15T23:11:05","slug":"umberto-eco-storia-della-bellezza-una-recensione-di-erica-trabucchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2192","title":{"rendered":"Umberto Eco, Storia della bellezza. Una recensione di Erica Trabucchi"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2193\" style=\"width: 468px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/ges\u00f9-matematico.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2193\" class=\"size-full wp-image-2193\" title=\"ges\u00f9 matematica fisica\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/ges\u00f9-matematico.jpg\" alt=\"\" width=\"458\" height=\"550\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/ges\u00f9-matematico.jpg 458w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/ges\u00f9-matematico-249x300.jpg 249w\" sizes=\"auto, (max-width: 458px) 100vw, 458px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2193\" class=\"wp-caption-text\">Cristo misura il mondo con un compasso, da una Bibbia Moralizzata, 1250 circa<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Se ordini il libro tramite il nostro link (Amazon) hai diritto ad uno sconto significativo<\/em>: <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8845265293\/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=filosofipreca-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8845265293\">Storia della bellezza (Tascabili. Saggi)<\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"border: none !important; margin: 0px !important;\" src=\"http:\/\/www.assoc-amazon.it\/e\/ir?t=filosofipreca-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8845265293\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212; &#8212; &#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esattamente come per la bruttezza, anche <strong>la definizione di bellezza non \u00e8 univoca<\/strong>: bello \u00e8 qualcosa che attrae, che colpisce, che spinge a soffermare lo sguardo senza reprime un senso di meraviglia, addirittura di estasi. Spesso si definisce il bello come qualcosa che \u00e8 <em>buono<\/em>; e in questo caso si attribuisce alla bellezza una caratteristica utilitaristica, che non \u00e8 propria del termine. Altre volte una cosa bella \u00e8 una cosa <em>desiderabile<\/em>, apprezzata ma non posseduta, e che proprio per questa mancanza di possesso risulta ancora pi\u00f9 ricercata, ma che forse, per altri non \u00e8 meritevole di attenzione. Altre volte \u00e8 la passione per una data cosa a condizionare il nostro giudizio. Si potrebbe dire che la bellezza, esattamente come la bruttezza, sono dunque soggettivi. Questo libro presenta una preziosa carrellata testuale e visiva\u00a0delle pi\u00f9 importanti concezioni estetiche sulla &#8220;bellezza&#8221;\u00a0che hanno caratterizzato la cultura occidentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<div id=\"attachment_2195\" style=\"width: 390px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/pitagora.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2195\" class=\" wp-image-2195\" title=\"pitagora suono bellezza\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/pitagora.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"476\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2195\" class=\"wp-caption-text\">Franchino Gaffurio, Esperimenti di Pitagora sulle relazioni tra i suoni, in Theoria Musicae, 1492<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo \u00e8 che fin dall\u2019<strong>antichit\u00e0<\/strong> si \u00e8 cercato di evidenziare come le cose proporzionate e armoniche fossero indice di bellezza, unitamente alla piacevolezza del colore, che per il mondo greco e romano erano caratteristiche indicanti la bellezza. In <strong>Grecia<\/strong>, la bellezza \u00e8 spesso legata ad altre idee, come la bont\u00e0 e la virt\u00f9. La scultura \u00e8 legata a forme armoniche (l\u2019armonia \u00e8 stabilit\u00e0 da precisi canoni) ma anche statiche, con qualche straordinaria eccezione come <em>Laocoonte.<\/em> \u00a0Iniziano cos\u00ec a comparire trattati e elaborati circa la proporzione in ogni ambito della natura: dall\u2019uomo all\u2019architettura, dalla musica alla pittura. In ogni campo vengono elaborate delle regole da seguire per poter affermare di aver realizzato un\u2019opera bella. Il tema della bellezza viene per\u00f2 elaborato sistematicamente da <strong>Socrate e Platone<\/strong>, con sviluppi che avranno ripercussioni nella successiva storia della cultura occidentale. Secondo i <em>Memorabilia<\/em> di <strong>Senofonte<\/strong> Socrate sembra aver voluto legittimare sul piano concettuale la prassi artistica, distinguendo almeno tre diverse categorie estetiche: la Bellezza ideale, che rappresenta la natura attraverso un montaggio delle parti; la bellezza spirituale, che esprime l&#8217;anima attraverso lo sguardo, e la bellezza utile. Pi\u00f9 significativa e articolata la posizione di <strong>Platone<\/strong>, da cui nasceranno le due principali concezioni di bellezza elaborate in occidente: la bellezza come armonia e proporzione delle parti (derivata da <strong>Pitagora<\/strong>) e la bellezza come splendore, esposta nel <strong>Fedro<\/strong>, che influenzer\u00e0 il pensiero neoplatonico. Per Platone \u201c<em>la bellezza ha un&#8217;esistenza autonoma, distinta dal supporto fisico che accidentalmente la esprime; essa non \u00e8 dunque vincolata a questo o quell&#8217;oggetto sensibile, ma risplende ovunque. Non \u00e8 neanche un concetto esteriore (celebre era infatti la bruttezza esteriore di Socrate, che per\u00f2 risplendeva di bellezza interiore). Poich\u00e9 il corpo \u00e8 per Platone una caverna buia che imprigiona l&#8217;anima, la visione sensibile deve essere superata dalla visione intellettuale, che richiede l&#8217;apprendimento dell&#8217;arte dialettica, ossia della filosofia<\/em>\u201d. La stessa arte umana sarebbe una falsa copia dell&#8217;autentica bellezza e come tale \u00e8 diseducativa per i giovani: meglio dunque bandirla dalle scuole, e sostituirla con la bellezza delle forme geometriche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Medioevo ritorna in auge il problema del colore e della sua importanza per rendere bello un oggetto. Attenzione: non si parla solo di opere d\u2019arte ma di oggetti di uso comune: si fa largo l\u2019idea che anche gli oggetti di uso pratico debbano essere piacenti per poterli meglio apprezzare. Si comincia cos\u00ec a decorare i cassoni dei letti, i bauli da viaggio e pi\u00f9 \u00e8 ricca la decorazione pi\u00f9 gli oggetti divengono preziosi, apprezzati e quindi belli. Ma non \u00e8 tutto. Il <strong>Medioevo<\/strong> ci lascia anche un\u2019altra grande verit\u00e0: la <strong>bellezza sta anche in cose che non vediamo ma possiamo udire o cantare<\/strong>. Inizia appunto nell\u2019XI secolo a svilupparsi e diffondersi la poesia dei trovatori provenzali, i romanzi dei cavalieri bretoni e la poesia degli stilnovisti italiani. In tutti questi casi si fa strada una particolare immagine di una delle creazioni pi\u00f9 belle del mondo: la donna, oggetto d\u2019amore casto e sublimato, desiderata ardentemente ma lontana, sfuggente, irraggiungibile. \u201c<em>Una prima interpretazione di questo atteggiamento \u00e8 che esso sia manifestazione di ossequio feudale: il signore, ormai volto alle avventure della crociata, \u00e8 assente, e l\u2019ossequio del trovatore si sposta sulla dama, adorata ma rispettata, di cui il poeta si fa vassallo servente, seducendola platonicamente con le sue canzoni. La dama assume il ruolo che spettava al signore, ma la fedelt\u00e0 al signore fa s\u00ec che essa sia intoccabile<\/em>\u201d. Si potrebbe pensare a una sorta di ripiego, una sostituzione del signore che \u00e8 assente, che priva per\u00f2 la donna della sua attrattiva: riversare sulla dama l\u2019attenzione non \u00e8 segno di interesse, di elogio della bellezza femminile, ma una condizione obbligata dall\u2019assenza del signore. Pu\u00f2 essere una interpretazione; sicuramente alcuni passi delle canzoni o delle poesie non sembrano essere dettate da un sentimento meno forte dell\u2019amore e della vera passione verso qualcosa di assolutamente interessante, eccitante, piacevole. Canta Bernart de Ventadorn nel XII secolo \u201c<em>E non \u00e8 meraviglia s\u2019io canto meglio di altro cantore, quelle che pi\u00f9 di tutto trae il mio cuore verso Amore, e meglio sono pronto al suo comando<\/em>\u201d. Nelle parole del cantori emerge per\u00f2 anche un altro aspetto particolare: il fatto che l\u2019attrazione verso la donna sia motivo di sofferenza e che di tale sofferenza ci sia da gloriarsi, da compiacersi e il cavaliere accetta con gioia le pene del cuore. Nascono cos\u00ec tutta quella serie di fantasie sul possesso della donna, in cui pi\u00f9 la donna appare irraggiungibile, pi\u00f9 \u00e8 bella;\u00a0 pi\u00f9 \u00e8 bella, pi\u00f9 il desiderio di averla accresce le pene del poeta.<\/p>\n<div id=\"attachment_2200\" style=\"width: 414px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Bronzino.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2200\" class=\" wp-image-2200\" title=\"Bronzino\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/Bronzino.jpg\" alt=\"\" width=\"404\" height=\"501\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2200\" class=\"wp-caption-text\">Agnolo Bronzino, Allegoria di Venere, dettaglio, 1545<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La bellezza delle donne nell\u2019arte<\/strong> \u00e8 sicuramente consacrata con la Venere, rappresentata dai pi\u00f9 celebri pittori Cinquecenteschi; <strong>Giorgione<\/strong> e <strong>Tiziano<\/strong> ci hanno lasciato due delle opere pi\u00f9 esemplificative del caso. La <em>Venere dormiente <\/em>\u00e8 una giovane ragazza nuda, stesa su un lenzuolo che pare di seta lucida e morbida, alle cui spalle si pu\u00f2 scorgere tutta la bellezza della natura al tramonto, il cielo rossastro, le nubi leggere. Un paesaggio che trasmette pace e tranquillit\u00e0; la ragazza sembra essere una componente di questo mondo fatato e angelico. Diversa \u00e8 la <em>Venere di Urbino<\/em> di Tiziano, una giovane e avvenente donna, con i capelli sciolti sulle spalle che sembra voler guardare negli occhi gli osservatori, ai quali non sfugge la malizia con la quale la giovane poggia la mano sinistra nella zona inguinale. Il fatto che la donna si trovi all\u2019interno di un palazzo e alle sue spalle siano affaccendate due serve quasi non interessa l\u2019osservatore, attratto dallo sguardo della ragazza. Partendo da questi due esempi di opera d\u2019arte, ci si accorge che anche <strong>il pittore di fronte al problema della bellezza si pone in modo differente<\/strong> e non sempre univoco: posizioni, colori e forme rispondono al proprio principio di bellezza, ai proprio pensiero e al proprio credo. Anche l\u2019imperfezione pu\u00f2 essere sinonimo di bellezza: La Venere<em> <\/em>di Baldung- Grien<em>,in Le tre et\u00e0 della donna e la morte <\/em>con la sua carnagione chiara e sensuale sembra alludere a una bellezza fisica e materiale insieme, resa ancora pi\u00f9 realistica dall\u2019imperfezione delle forme, rispetto ai canoni classici e in contrasto con la figura della morte scheletrica e spaventosa. <strong>Anche<\/strong> <strong>la figura maschile \u00e8 posta al centro del mondo rinascimentale<\/strong>, ma in una posa differente: ama farsi rappresentare in tutta la sua potenza, la sua fierezza e la sua forza. Gli uomini sono in pose che enfatizzano la ricchezza posseduta, con abiti sontuosamente decorati, o con i vessilli della propria regalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cambiano i secoli e cambiano i canoni e le idee di bellezza: per <strong>Veermer<\/strong> la bellezza \u00e8 una donna al lavoro, intenta nelle mansioni quotidiane; per <strong>Rubens<\/strong> \u00e8 liberamente sensuale; per <strong>Correggio<\/strong> (<em>Io, Vienna 1530) <\/em>la bellezza \u00e8 inquietudine. \u00c8 bellezza anche la malinconia (<strong>D\u00fcrer<\/strong>) e l\u2019acutezza e l\u2019ingegno (<strong>Pietro da Cortona<\/strong>). \u00c8 nel <strong>Settecento <\/strong>che i diritti del soggetto entrano pienamente a definire l\u2019esperienza del bello; viene coniata in questo periodo <strong>la concezione di sublime<\/strong>, a cui fornisce un contribuito fondamentale <strong>Edmund Burke<\/strong> con la sua <em>Ricerca filosofica sull\u2019origine delle idee del Sublime e del Bello. <\/em>In arte questa ricerca del sublime si concretizza in opere dal soggetto naturalistico, ma nello stesso tempo si vede il prevalere di opere in cui <strong>l\u2019informe, il doloroso e il tremendo<\/strong> hanno un ruolo importante: mari in burrasca, cieli carichi di pioggia, ambienti desolati nei quali l\u2019architettura cade in rovina, sono molto apprezzati per il senso di incompletezza, di non appartenenza, di bello che va oltre la ragione. Ancora diverso \u00e8 il concetto di <strong>bellezza nel Romanticismo<\/strong>, dove, appunto, si mescolano passione e sentimento; ma \u00e8 anche una bellezza tragica, di fronte al quale il protagonista \u00e8 indifeso. Ne \u00e8 emblema <em>Il bacio <\/em>di <strong>Francesco Hayez<\/strong>, due giovani amanti che si stanno baciando nel momento dell\u2019addio, dopo il quale il ragazzo dovr\u00e0 partire per la sua missione, lasciando l\u2019amata sola e con l\u2019angoscia di non rivedere mai pi\u00f9 colui che ama.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/nuovi-volti-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2201\" title=\"nuovi volti 2\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/nuovi-volti-2-209x300.jpg\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/nuovi-volti-2-209x300.jpg 209w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/nuovi-volti-2.jpg 383w\" sizes=\"auto, (max-width: 209px) 100vw, 209px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/nuovi-volti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-2203\" title=\"nuovi volti\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/nuovi-volti-208x300.jpg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/nuovi-volti-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/05\/nuovi-volti.jpg 385w\" sizes=\"auto, (max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 si sente la bellezza come un fatto personale, pi\u00f9 cambia il modo dei pittori di proporla: <strong>simbolismo, impressionismo<\/strong>, fino ad arrivare all\u2019<strong>astrattismo<\/strong> sperimentano e lasciano esempi di bellezza che a volte sono immediati, altre volte si possono capire solo cercando di andare oltre, cercando di spiegare il perch\u00e9 delle scelte degli autori, le loro esperienze\u00a0 e la realt\u00e0 che hanno vissuto. <strong>Cosa si pu\u00f2 dire della bellezza di oggi?<\/strong> Sicuramente per molti la bellezza \u00e8 provocazione: \u201c<em>L\u2019arte delle avanguardie non pone il problema della bellezza. Si sottintende certo che le nuove immagini siano artisticamente belle e debbano procurare piacere, ma non come le opere di Giotto o Raffaello, ma proprio perch\u00e9 la provocazione viola tutti i canoni estetici sino a quel momento rispettati<\/em>\u201d. L\u2019arte non vuole fornire l\u2019ennesima immagine della bellezza naturale ma \u201c<em>vuole insegnare a interpretare il mondo con occhi diversi, a godere del ritorno a modelli arcaici o esotici<\/em>\u201d. Nessuno come gli artisti contemporanei hanno dimostrato che la bellezza \u00e8 qualcosa che va oltre ai soli canoni estetici, \u00e8 una sensazione che colpisce e non lascia indifferenti, \u00e8 una esperienza cos\u00ec forte da influenzare le proprie scelte e le proprie aspettative. La bellezza va oltre alla fisicit\u00e0 che consumisticamente ci viene proposta: \u00e8 qualcosa che nasce dal profondo e che si pu\u00f2 trovare anche nella cosa pi\u00f9 piccola e insignificante che abbiamo sotto agli occhi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ordini il libro tramite il nostro link (Amazon) hai diritto ad uno sconto significativo: Storia della bellezza (Tascabili. 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