{"id":2087,"date":"2012-04-06T10:50:04","date_gmt":"2012-04-06T10:50:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2087"},"modified":"2012-04-06T10:50:04","modified_gmt":"2012-04-06T10:50:04","slug":"vittorio-lanternari-festa-carisma-apocalisse-una-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=2087","title":{"rendered":"Vittorio Lanternari, Festa, carisma, apocalisse. Una recensione"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_2090\" style=\"width: 450px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/festa-dei-folli2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2090\" class=\" wp-image-2090\" title=\"festa dei folli2\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/festa-dei-folli2.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"304\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2090\" class=\"wp-caption-text\">Pieter Van der Heyden, La festa dei folli, 1559<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo libro Lanternari arricchisce le visioni del mondo dell&#8217; uomo occidentale\u00a0 rendendole pi\u00f9 profonde ed umane. Proietta il nostro sguardo sugli aspetti religiosi delle \u201cculture primitive\u201d e sull&#8217; urto culturale tra la civilt\u00e0 europea e le culture indigene dei Paesi coloniali, dal quale sono scaturite nuove formazioni religiose sincretiste. Ma in queste pagine ritroviamo anche\u00a0 il fascino ed il significato della cultura contadina dell&#8217; Italia meridionale. In sostanza Lanternari indirizza la sua attenzione verso il concetto di <strong>&#8220;religione popolare&#8221;<\/strong> e lo studia nell&#8217; ambito del proprio contesto storico-sociale di appartenenza. E l&#8217;espressione &#8220;religione popolare&#8221; assume valore e importanza storica\u00a0 mettendola in relazione ad un altro concetto, complementare e dialetticamente opposto cio\u00e8 quello di <strong>&#8220;religione ufficiale&#8221;<\/strong>. A livello teorico e metodologico, Lanternari adotta un approccio storico-antropologico; tuttavia \u00e8 esplicita la sua intenzione di confrontare tra loro\u00a0 culture diverse. I primi capitoli sono attraversati dall&#8217; assunto generale della funzionalit\u00e0 della <strong>festa<\/strong> per il sostentamento dell&#8217; identit\u00e0 dei gruppi sociali, a prescindere dalle loro collocazioni di tempo e luogo.<\/p>\n<p>\u00a0<!--more--><\/p>\n<p><strong>1) <\/strong><strong>La festa come elemento presente in ogni contesto<\/strong> <strong>culturale <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Questo autore sostiene che non c&#8217;\u00e8 n\u00e8 mai ci fu societ\u00e0 umana senza feste; la festa quindi sarebbe una categoria della cultura in quanto tale, la risposta data dall&#8217; uomo alla propria condizione di <strong>precariet\u00e0<\/strong>. La societ\u00e0 o il gruppo in festa esalta l&#8217;extraquotidiano, il non oridinario, riscattando il male ed il dolore, abbandonandosi alla sensualit\u00e0, alla gaiezza e ad una fiduciosa autoidentificazione nella <strong>solidariet\u00e0<\/strong> di gruppo. Il fenomeno &#8220;festa&#8221; \u00e8 considerato nelle sue due componenti che ne illuminano struttura e funzione. Abbiamo da un lato l&#8217;aspetto soggettivo, espressione di una primordiale esigenza, dall&#8217; altro quello oggettivo e mediato, dato dalla festa come <strong>istituzione culturale<\/strong>. La coscienza dell&#8217; osservatore \u00e8 pervasa subito da un <strong>&#8220;sentimento di festa&#8221;<\/strong> che si estrinseca come atmosfera intensamente partecipativa ed ha connotazioni mitiche e persino milenaristiche. Nasce da un particolare bisogno di fronteggiare la negativit\u00e0 dell&#8217; esistenza e svolge una funzione immediatamente e <strong>collettivamente catartica<\/strong>. D&#8217;altro canto ogni festa comporta un&#8217;organizzazione ed una regolamentazione comunitaria da parte del gruppo festivo. Quest&#8217; ultimo pu\u00f2 essere la famiglia o il villaggio, il gruppo di mestiere, il sindacato o il partito politico oppure l&#8217;intero paese o nazione. Nell&#8217; aspetto istuzionale rientra, accanto all&#8217; elemento organizzativo, la fonte di <strong>ispirazione ideologica<\/strong> preposta alla festa. Una festa pu\u00f2 richiamare una leggenda di fondazione di un culto, un mito delle origini ritualmente e simbolicamente riattualizzato, l&#8217; immagine di un santo cristiano oppure un evento storico, sociale o politico che viene commemorato.Quindi vediamo come Lanternari ricerchi quel filo di senso che unisca ogni festa, partendo dal contesto culturale e sociale che la crea, ma andando al di l\u00e0 di esso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>2) La festa tra esigenze spirituali e contestazioni sociali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.1 Sogni d\u2019apocalisse<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_2094\" style=\"width: 460px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/festa-religiosa-indiana.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2094\" class=\" wp-image-2094\" title=\"festa religiosa indiana\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/festa-religiosa-indiana.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"366\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2094\" class=\"wp-caption-text\">Peshava, Sri Lanka. Festa religiosa con sfilata di elefanti<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Intrecciato al concetto di &#8220;festa&#8221; \u00e8 quello di <strong>&#8220;apocalisse&#8221;<\/strong>, che risalendo all&#8217; origine della parola, significa togliere un velo, compiere una scoperta o assistere ad una rivelazione. Nella letteratura dell&#8217; ebraismo e del cristianesimo, evoca una rivelazione di cose nascoste da Dio a un profeta scelto. Il tempo festivo, infatti, si pone, rispetto al tempo ordinario, come suo complemento dialettico, come l&#8217;essere rispetto al fare, e nelle <strong>feste religiose<\/strong>, come il <strong>sacro<\/strong> contrapposto al profano. E come gi\u00e0 accennato, nelle feste sono presenti dei <strong>tratti millenaristici<\/strong>, ovvero le speranze in un rinnovamento del mondo che sarebbe generato da una nuova alleanza tra Dio e gli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Molti storici delle religioni si occupano di questi argomenti e sottolineano come la festa abbia una funzione risolutiva in senso assoluto e universale, rispetto all&#8217; impotenza accumulata nella quotidianit\u00e0. Ne viene fuori perci\u00f2 una visione idealistica e spiritualistica. Essi rintracciano le idee sul destino ultimo dell&#8217;essere umano e dell&#8217; universo e interpretano il millenarismo in chiave escatologica rivolgendo il loro sguardo alle aspettative che l&#8217; uomo ha in una vita oltre la morte. Partendo da queste premesse \u00e8 chiaro il nesso che lega le feste, che traggono origine e significato dalle tradizioni e dalle scritture sacre, al concetto di <strong>\u201capocalisse\u201d<\/strong>. Per mezzo della fede in una dottrina religiosa, e dando vita a determinati rituali, l&#8217; uomo strappa quel velo di ignoranza che lo separa dalla \u201cverit\u00e0\u201d. Con la fine di questo mondo, attraverso il giudizio universale, l&#8217; uomo verrebbe liberato dal male per l&#8217;eternit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Il percorso compiuto da Lanternari \u00e8 diverso ma si muove ugualmente intorno alla\u00a0 nozione di apocalisse. Egli in questo libro documenta molte circostanze in cui sono ben evidenti gli elementi millenaristici e apocalittici della festa: &lt;&lt;<em>La grande <strong>festa apocalittica<\/strong> dietro la guida di profeti, che annunciano il prossimo avvento della fine di tutti i mali del mondo e dell&#8217; imminente liberazione dall&#8217; occupazione coloniale dei bianchi, finisce per scatenare rivolte e movimenti di emancipazione: numerosi sono i casi del genere nell&#8217; Africa nera in epoca coloniale<\/em>&gt;&gt;. Eventi di questo genere si sono verificati anche nell&#8217; ambito dei cosiddetti culti del cargo, ovvero di movimenti social-religiosi sviluppatisi in <strong>Nuova Guinea<\/strong>. Anche qui &lt;&lt;<em>la festa prepara l&#8217; inizio dell&#8217; \u201cera novella\u201d, che sar\u00e0 di abbondanza e felicit\u00e0, senza limitazioni e senza oppressioni: perch\u00e9 i bianchi saranno miracolosamente spariti. Cos\u00ec la festa tradizionale viene trasposta a livello escatologico come \u201c<strong>festa di fine del mondo<\/strong>\u201d: ed \u00e8 questa la risposta data da una societ\u00e0 nativa alle soperchierie di un potere straniero oppressivo<\/em>&gt;&gt;. Vediamo quindi come Lanternari si interessi non solo degli aspetti spiritualistici e religiosi. Questo autore restituisce alla festa la sua <strong>dimensione sociale e comunitaria<\/strong>; essa \u00e8 perci\u00f2 una istituzione importante in senso sociale. Tramite tale tratto culturale, una comunit\u00e0 prende coscienza della propria identit\u00e0 anche in senso innovativo. <strong>In questo senso l&#8217; \u201capocallisse\u201d consiste nel tramonto di una realt\u00e0 sociale e politica e nella nascita di un&#8217; altra pi\u00f9 giusta e libera<\/strong>.\u00a0Le situazioni di questo genere, documentate da Lanternari, sono molte sia fra le societ\u00e0 tradizionali e medievali sia fra quelle moderne. In questo modo vediamo come sulla festa ciclica tradizionale si innesta la cosiddetta festa finale con i suoi vagheggimenti millenaristici e i suoi <strong>sogni mitici d&#8217; apocalisse<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>2.2 La ricerca dell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"attachment_2096\" style=\"width: 439px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/hanami.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2096\" class=\" wp-image-2096\" title=\"hanami\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/hanami.jpg\" alt=\"\" width=\"429\" height=\"455\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2096\" class=\"wp-caption-text\">&quot;Hanami&quot;, la festa dei ciliegi giapponese<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Ma le tensioni millenaristiche nella <strong>cultura popolare<\/strong> possono anche cercare un riferimento nelle concezioni mitologiche e religiose tipiche dell&#8217;antichit\u00e0 classica, nelle quali non \u00e8 presente l&#8217;istanza escatologica, dato il concentrarsi della loro attenzione sull&#8217; <strong>et\u00e0 dell&#8217;oro<\/strong>. Le mentalit\u00e0 collettive delle masse popolari idealizzano\u00a0 la possibilit\u00e0 di un &#8220;ritorno&#8221; remoto a questa originaria et\u00e0 della storia umana. Il ritorno all&#8217; et\u00e0 aurea sarebbe il rinascere di un indefinito tempo passato caratterizzato da prosperit\u00e0 e da assenza di abusi e disuguaglianze. Simili idee hanno costituito un traino per le <strong>rivendicazioni e le rivolte<\/strong>, pi\u00f9 o meno confuse, dei ceti popolari, nel corso della storia. Abbiamo una vasta documentazione storica sul passaggio, nell&#8217; ambito della festa, dalla ribellione ritualizzata alla <strong>rivolta aperta<\/strong>, e quindi sulla ralazione tra festa da un lato e protesta e insurrezioni popolari dall&#8217; altro. Sono esistite feste carnevalesche o commemorative sfociate in vera rivolta socio-politica, l&#8217; Europa dei secoli xvI-XvIII ne \u00e8 ricca di esemplificazioni. Nel corso delle carnevalesche &#8220;feste dei folli&#8221; della Francia del Settecento, venivano fatte le caricature in forme spettacolari di istituzioni civili e religiose, e venivano commessi disordini di ogni tipo, tanto che le autorit\u00e0 di polizia dovevano intervenire ripetutamente. Anche la Rivoluzione Francese ha un legame con il fenomeno della festa; infatti la boghesia in ascesa considerava le masse popolari come sue alleate. Era durante il dispiegarsi delle feste che i ceti popolari manifestavano con vigore il loro malcontento verso la vecchia classe egemone. D&#8217; altro canto i nuovi potenti vedevano nella festa uno strumento per educare le masse incolte ai valori della rivoluzione, per condurle ad una morale rinnovata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Ma, come espone Lanternari, in realt\u00e0 la festa, soprattutto quella tradizionale, ha un <strong>carattere di ciclicit\u00e0<\/strong>. Soprattutto nelle societ\u00e0 tradizionali la festa \u00e8 l&#8217;esatto contrario, sul piano dei comportamenti, rispetto al mondo della quotidianit\u00e0 e dei rapporti extra-festivi. In Sardegna, nelle aree pi\u00f9 legate alle tradizioni, abbiamo le grandi feste campestri dedicate ai santi, le cosiddette novene. Esse oltre ad essere intrise da devozione religiosa, coesione comunitaria, e dal sogno di ritorno all&#8217; et\u00e0 dell&#8217; oro, portano alla sospensione delle discriminazioni che regolano la vita ordinaria; quelle tra famiglie, tra i &#8220;ricchi&#8221; e i &#8220;poveri&#8221;, quelle verso la donna. In sostanza viene attuato il &#8220;<strong>mondo alla rovescia<\/strong>&#8220;, gli status ed i ruoli sociali vengono ribaltati oppure dimenticati. Ma questa \u00e8 solo una condizione temporanea che sfuma con lo sfiorire della festa. Anche durante il carnevale, figura dell&#8217; abbondanza e della sensualt\u00e0, vengono drammatizzate situazioni di rovesciamento. All&#8217; aspetto giocoso e orgiastico caratteristico di questa festa si unisce il &#8220;disturbo&#8221; della protesta sociale. Lanternari cita il carnevale di Bosa in Sardegna che apre una parentesi di gioia e di riscatto sociale, ma che si chiude con la riaffermazione delle condizioni di svantaggio ai danni degli umili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2.3 Pensiero magico e pensiero analogico<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_2097\" style=\"width: 428px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Isole-Vanuatu-culto-del-cargo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2097\" class=\" wp-image-2097\" title=\"Isole Vanuatu, culto del cargo\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Isole-Vanuatu-culto-del-cargo.jpg\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"309\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-2097\" class=\"wp-caption-text\">Isole Vanuatu, culto del cargo<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0L&#8217; interpretazione del fenomeno &#8220;festa&#8221; da parte di Lanternari, pur considerando gli aspetti di contestazione e di protesta sociale, \u00e8 da ricondurre prima che all&#8217; <strong>ambito<\/strong> della politica a quello <strong>magico-religioso<\/strong>; dove il termine &#8220;magia&#8221; \u00e8 strettamente collegato a quello di religione popolare. Ecco quindi che la festa mantiene il suo carattere di <strong>rituale apotropaico e\u00a0 propiziatorio agricolo<\/strong>, e incarna una <strong>volont\u00e0 di presenza<\/strong> sempre minacciata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Le feste fondano e mantengono l&#8217;identit\u00e0 di una comunit\u00e0 insidiata da un pericolo di dissoluzione, e questo \u00e8 un concetto che avevo gi\u00e0 accennato all&#8217; inizio della trattazione. Adesso dobbiamo dare credibilit\u00e0 alla tesi della presenza della magia nel contesto delle feste tradizionali e religiose. Queste nel mondo occidentale vengono collegate con un evento storico oppure sacro intorno al quale una comunit\u00e0 fonda il senso del suo esistere. Noti a tutti sono i significati del Natale e della Pasqua per l&#8217; occidente cristiano. Ma Lanternari sostiene che entrambe queste feste sono state sottoposte ad un processo di trasformazione da modelli precedenti. L&#8217; una proviene da una festa della <strong>civilt\u00e0 &#8220;pagana&#8221;<\/strong> e consisteva in un culto solare-agrario; e l&#8217;altra dall&#8217; antica civilt\u00e0 giudaica con la sua connotazione pastorale e nazionale, -la commemorazione della fuga dall&#8217; Egitto-. Si pu\u00f2 avvalorare, ulteriormente, l&#8217;assunto del legame tra feste cristiane e <strong>feste pre-cristiane<\/strong> le quali hanno dei &#8220;connotati di magia&#8221;. Ci si pu\u00f2 rifare a Frazer per il quale l&#8217; uccisione della divinit\u00e0 \u00e8 un atto magico. Secondo i principi della <strong>magia imitativa<\/strong>, con il suo pensiero analogico, come la natura nasce in primavera e muore d&#8217; inverno, cos\u00ec le divinit\u00e0 dovevano morire, anzi essere uccise per risorgere. L&#8217;antropologo citato poc&#8217;anzi ha studiato gli antchi culti di Tammuz divenuto poi Adone, Attis, Osiride; e ci dice Lanternari che forme riconoscibili del rituale di Adone sono ancora riscontrabili nella festa di Pasqua ed anche in quella di San Giovanni. Ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 evidente in Sicilia, in Sardegna ed in Calabria, cio\u00e8 in aree rurali nelle quali \u00e8 naturale che si sia mantenuto un <strong>rituale legato alla terra<\/strong>. E per ritornare alla catarsi collettiva, le persone escono da questi riti di <strong>simbolica<\/strong> morte e rinascita come psichicamente rinate. La festa spinge il soggetto alla fuga dalla realt\u00e0 del quotidiano per entrare nel <strong>mondo magico del &#8220;come- se&#8221;<\/strong>, che \u00e8 anche momento del sacro e del caos primordiale. Questa evasione \u00e8 provocata dal gioco, dal riso, dalla danza, dalla musica, da sfrenatezze di vario tipo e da manifestazioni spettacolari e drammatiche. In linea con quanto detto fin&#8217;ora si\u00a0 pu\u00f2 affermare che la festa si caratterizza come istituzione di <strong>evasione<\/strong> e di conservazione o piuttosto di <strong>contestazione<\/strong> e di trasformazione a seconda se prevalgono in essa componenti di ordine religioso o mitico-rituale oppure d&#8217; ordine sociale e civile. Sono la dinamica storica e culturale e i periodi di crisi economica e sociale<strong> <\/strong>che possono portare una stessa manifestazione festiva, ad avere esiti di un tipo piuttosto che di un altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>2.4 Cultura popolare: scontro e arricchimento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Arrivati a questo punto, secondo me, \u00e8 importante osservare come le concezioni dell&#8217; attuale o recente realt\u00e0 folklorica festiva rimandano alle antichissime civilt\u00e0 pre-cristiane. Le figure mitiche e le credenze sorte nell&#8217; ambito dell&#8217; ideologia ufficiale arrivano ai ceti subalterni, e qui subiscono un processo di riplasmazione creatrice. La stessa cosa \u00e8 successa con la vittoria del Cristianesimo, che ha tentato di mettere in cattiva luce quanto ancora resisteva della religione sconfitta. Da ci\u00f2 ne \u00e8 risultata la nascita di una <strong>cultura popolare sincretica<\/strong> nella quale accanto alle credenze cristiane sopravvivono reminiscenze pagane. Tali considerazioni valgono anche per le <strong>comunit\u00e0 al di fuori dell&#8217; Occidente<\/strong>; esse, con il loro bagaglio mitico e rituale, sono state sottoposte a processi di acculturazione dovuti al contatto con modelli religiosi e culturali esterni. Lanternari riporta esempi del mescolarsi di cristianesimo e paganesimo, in terre lontane: mi ricollego ai movimenti social-religiosi in Africa Nera ed in Nuova Guinea di cui ho parlato in precedenza. Quanto ho scritto fino ad ora \u00e8 illustrato nei <strong>capitoli <\/strong>primo, secondo, terzo, settimo ed ottavo di questo ricchissimo testo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>3) Per completare&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Tuttavia Lanternari toccca anche altri argomenti che per quanto legati a quelli gi\u00e0 esposti, mantengono una propria autonomia. A ripresentarsi spesso nel corso della trattazione \u00e8 la parola <strong>&#8220;apocalisse&#8221;<\/strong>, ma nei numerosi casi documentati l&#8217; attesa angosciante della fine del mondo ha sempre carattere ambivalente, di catastrofe ma anche di rinascita e di rigenerazione universale. Tale rigenerazione si estrinseca, come abbiamo detto pi\u00f9 volte, attraverso la partecipazione collettiva ad una grande festa. Lo sguardo \u00e8 anche rivolto al significato di <strong>carisma<\/strong>, che \u00e8 messo in relazione ad un contesto di globalit\u00e0 socio-culturale. La personalit\u00e0 carismatica, a volte, tenta di guidare la comunit\u00e0 verso una sorta di emancipazione sociale, altre volte ha intenzioni di segno evasionista. Infine Lanternari proietta delle ombre sulla <strong>societ\u00e0 contemporanea<\/strong> nella quale la festa ha subito un processo di decadenza. Questo \u00e8 dovuto all&#8217; ideologia alienante della civilt\u00e0 dei consumi, nella quale spreco, ostentazione, competizione, individualismo sono imposti come valori dominanti. L&#8217; industria tecnologica e culturale che ha un&#8217; estensione plurinazionale svolge, secondo questo autore, una funzione disgregativa nei confronti delle comunit\u00e0, che devono anche fare i conti con le velleit\u00e0 di una prepotente industria turistica. In questo clima, da un lato nascono delle organizzazioni che rivitalizzano con competenza le feste tradizionali e dall&#8217; altro prendono vigore nuovi tipi di feste che si oppongono al pensiero dominante. Secondo questo autore, che scrive all&#8217; inizio degli anni &#8217;80, nella nostra epoca si possono vedere le tracce della possibilit\u00e0 di una <strong>apocalisse<\/strong> della cultura, di una fine dell&#8217; uomo come artefice di civilt\u00e0 e quindi di un&#8217; apocalisse senza riscatto.\u00a0 E&#8217; una considerazione proveniente dall&#8217; esame dei proddotti del pensiero e della scienza, e da\u00a0 una critica allo sterile e chiuso individualismo sviluppatosi nel ventre della societ\u00e0 contemporanea. In questa recensione ho inserito tutto quello che a mio parere \u00e8 importante conoscere prima di avventurarsi nella complessit\u00e0 e nel fascino della lettura di questo libro e dello studio della festa dal punto di vista dell&#8217;etnologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>Fabio Rinaldi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questo libro Lanternari arricchisce le visioni del mondo dell&#8217; uomo occidentale\u00a0 rendendole pi\u00f9 profonde ed umane. 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