{"id":1855,"date":"2012-03-08T12:34:42","date_gmt":"2012-03-08T12:34:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=1855"},"modified":"2012-03-09T16:54:02","modified_gmt":"2012-03-09T16:54:02","slug":"john-stuart-mill-saggio-sulla-liberta-una-recensione-di-gabriele-ottaviani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=1855","title":{"rendered":"John Stuart Mill, Saggio sulla libert\u00e0. Una recensione di Gabriele Ottaviani"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_1856\" style=\"width: 451px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/John-Stuart-Mill.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1856\" class=\"size-full wp-image-1856\" title=\"John Stuart Mill\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/John-Stuart-Mill.jpg\" alt=\"\" width=\"441\" height=\"280\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/John-Stuart-Mill.jpg 441w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/John-Stuart-Mill-300x190.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 441px) 100vw, 441px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1856\" class=\"wp-caption-text\">John Stuart Mill<\/p><\/div>\n<p align=\"justify\">Se ordini il libro tramite il nostro link hai diritto ad uno sconto significativo (Amazon): <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8856501112\/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=filosofipreca-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8856501112\">Saggio sulla libert\u00e0<\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"border: none !important; margin: 0px !important;\" src=\"http:\/\/www.assoc-amazon.it\/e\/ir?t=filosofipreca-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8856501112\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">&#8212; &#8212; &#8212;<\/p>\n<p align=\"justify\">John Stuart Mill, nato nel 1806, il venti di maggio, a Pentonville, un distretto di Londra (laddove nel 1902 risiederanno anche Lenin e la moglie) e morto ad Avignone sessantasette anni dopo \u00e8 senza dubbio una delle voci pi\u00f9 interessanti, chiare e autorevoli della <strong>filosofia e dell\u2019economia del Diciannovesimo secolo<\/strong>, il secolo che precedette quello \u201cbreve\u201d per eccellenza; un pensatore di levatura francamente straordinaria, che ha influenzato molte delle opinioni che sono venute a palesarsi e a formarsi negli anni, nei decenni e nei secoli successivi, portando parecchi intellettuali a schierarsi pi\u00f9 o meno apertamente in due contrapposte fazioni, tra chi condivide, sia pur <em>mutatis mutandis<\/em>, le sue tesi, e chi invece le contesta, bench\u00e9 possa non di rado in effetti trovare, nell\u2019approfondita analisi della speculazione di Mill, punti di contatto con le proprie personali convinzioni.<\/p>\n<p align=\"justify\"><!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\">Nel 1858 John Stuart Mill, che gi\u00e0 aveva dato alle stampe \u201c<em>Sistemi di logica deduttiva e induttiva <\/em>\u201d e, nel 1848, i \u201c<em>Principi di economia politica<\/em>\u201d, pubblica il \u201cSaggio sulla libert\u00e0\u201d. La \u201clibert\u00e0\u201d, un sentimento, un\u2019azione, un ideale, ma prima ancora una parola, come probabilmente nessun\u2019altra spesso pronunciata, anche a sproposito, invocata, interpretata, tradita, beffeggiata, piegata a interessi particolari o viceversa innalzata come bandiera, gonfalone o vessillo per legittimare comportamenti in realt\u00e0 niente affatto liberali. Il testo s\u2019impone in breve tempo come uno, se non addirittura \u201cil\u201d testo, che concerne, studia, analizza e definisce il liberalismo, fungendo da paradigma per la compiuta edificazione di una <strong>democrazia reale<\/strong>, anche attraverso dei documenti, come le costituzioni degli Stati moderni e contemporanei. Come pressoch\u00e9 ogni vero testo filosofico, il \u201c<em>Saggio sulla libert\u00e0<\/em>\u201d di Mill \u00e8 in realt\u00e0 nient\u2019altro che <strong>un\u2019articolata risposta a una domanda<\/strong>, un interrogativo iniziale, per nulla semplice, anzi, tutt\u2019altro, da cui per\u00f2 ogni cosa, grazie alla piacevole limpidezza dello stile di Mill \u2013 a tratti impreziosito da un certo ironico disincanto imbevuto di realismo, nettezza di giudizio e buon senso, rendendo il suo messaggio ancor pi\u00f9 attuale, e le sue parole accostabili con facilit\u00e0 ad ambiti anche diversi da quelli da lui esaminati in maniera diretta \u2013 scaturisce naturalmente, procedendo con linearit\u00e0 di causa in conseguenza, con l\u2019effetto di un domino, o di una piccola cascata. Il <strong>tema della riflessione<\/strong> \u00e8 la libert\u00e0 civile, e il pensatore si chiede quali siano dunque in effetti in primo luogo i caratteri e, in seguito, soprattutto, i confini del potere che la societ\u00e0 ha diritto di esercitare sull\u2019individuo, il cui principio di <strong>libert\u00e0 individuale<\/strong> non pu\u00f2 in alcun modo essere coinvolto nella dottrina del <strong>libero scambio<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">Scrive infatti Mill: \u201c<em>L\u2019argomento di questo saggio non \u00e8 la cosiddetta \u201clibert\u00e0 della volont\u00e0\u201d, tanto infelicemente contrapposta a quella che \u00e8 impropriamente chiamata <strong>dottrina della necessit\u00e0 filosofica<\/strong>, ma la <strong>libert\u00e0 civile<\/strong>, o sociale: la natura e i limiti del potere che la societ\u00e0 pu\u00f2 legittimamente esercitare sull\u2019individuo. Questione raramente enunciata, e quasi mai discussa in termini generali, ma la cui presenza latente influisce profondamente sulle polemiche quotidiane del nostro tempo, e che probabilmente si paleser\u00e0 ben presto come il problema fondamentale del futuro. \u00c8 cos\u00ec poco nuova che, in un certo senso, ha diviso l\u2019umanit\u00e0 quasi fin dai tempi pi\u00f9 remoti; ma, allo stadio di progresso cui sono ora giunti i settori pi\u00f9 civilizzati della nostra specie, si presenta alla luce di condizioni nuove e richiede di esser trattata in modo diverso e pi\u00f9 fondamentale. La lotta tra libert\u00e0 e autorit\u00e0 \u00e8 il carattere pi\u00f9 evidente dei primi periodi storici di cui veniamo a conoscenza, in particolare in Grecia, Roma, e Inghilterra. Ma nell\u2019antichit\u00e0 si trattava di conflitti tra sudditi, o alcune classi di sudditi, e governo. Per libert\u00e0 si intendeva la protezione dalla tirannia dei governanti, concepiti (salvo che nel caso di alcuni governi popolari della Grecia) come necessariamente antagonistici al popolo da essi governato\u201d, e l\u2019autorit\u00e0 \u201cera ereditaria o frutto di conquista, in ogni caso non della volont\u00e0 dei governati<\/em>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">A un certo punto del progresso umano per\u00f2 \u201c<em>gli uomini cessarono di pensare che i governanti dovessero necessariamente essere un potere indipendente, con interessi opposti ai propri, e giudicarono molto preferibile che i vari magistrati dello Stato ricevessero in concessione l\u2019esercizio del potere, fossero cio\u00e8 dei delegati revocabili a piacimento dalla comunit\u00e0<\/em>\u201d. Un pericolo \u00e8 d\u2019altro canto anche la cosiddetta \u201c<strong><em>tirannia della maggioranza<\/em><\/strong>\u201d, un male per la societ\u00e0, che deve rispetto anche alle opinioni numericamente meno rappresentate, e proprio per questo motivo spesso improvvidamente e ingiustamente relegate ai margini, quando non addirittura discriminate. \u201c<em>Vi \u00e8 un limite<\/em> \u2013 scrive Mill \u2013 <em>alla legittima interferenza dell\u2019opinione collettiva sull\u2019indipendenza individuale: e trovarlo, e difenderlo contro ogni abuso, \u00e8 altrettanto indispensabile alla buona conduzione delle cose umane quanto la protezione dal dispotismo politico<\/em>\u201d. Il problema delle regole, risolto quasi sempre in modo diverso a seconda dell\u2019epoca e del luogo, e quindi della cultura e della mentalit\u00e0 della popolazione l\u00ec residente, \u00e8 davvero centrale, anche perch\u00e9 secondo il filosofo \u201c<em>tutto ci\u00f2 che rende l\u2019esistenza di chiunque degna di essere vissuta dipende dall\u2019imposizione di restrizioni sulle azioni altrui<\/em>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Inoltre c\u2019\u00e8 un fattore dominante nella determinazione delle regole di condotta: \u201c<em>le simpatie e le antipatie della societ\u00e0, o di qualche suo potente settore, [\u2026] e, in generale, coloro il cui pensiero o i cui sentimenti erano pi\u00f9 avanzati di quelli della loro societ\u00e0 hanno evitato di attaccare in linea di principio questo stato di cose, anche se talvolta possono essersi trovati in conflitto con alcuni suoi aspetti. Si sono preoccupati di determinare ci\u00f2 che la societ\u00e0 dovrebbe preferire o avversare, piuttosto che di chiedersi se queste simpatie o antipatie debbano aver valore di legge per gli individui: hanno preferito tentare di modificare i sentimenti degli uomini rispetto alle questioni particolari su cui essi stessi erano degli eretici, piuttosto che far causa comune con gli eretici in generale per difendere la libert\u00e0. Il solo caso in cui si \u00e8 scelta per principio questa posizione pi\u00f9 elevata, e la si \u00e8 mantenuta con coerenza, salvo rare eccezioni individuali, \u00e8 quello delle convinzioni religiose: caso per molti aspetti istruttivo, non da ultimo perch\u00e9 costituisce un esempio straordinario della fallibilit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 chiamato senso morale. [\u2026] <strong>Le minoranze, consce di non aver alcuna possibilit\u00e0 di diventare maggioranze, dovettero necessariamente richiedere a coloro che non potevano convertire il permesso di dissentire<\/strong>. [\u2026] I grandi scrittori cui il mondo \u00e8 debitore del grado di libert\u00e0 religiosa di cui gode hanno per la maggior parte rivendicato la libert\u00e0 di coscienza come diritto inalienabile, e assolutamente negato che si debba render conto ad altri delle proprie convinzioni religiose. Tuttavia, l\u2019intolleranza, <span style=\"text-decoration: underline;\">in tutti i campi che realmente contano per l\u2019umanit\u00e0<\/span>, \u00e8 tanto connaturata che la libert\u00e0 religiosa non \u00e8 stata quasi mai realizzata in pratica, salvo che nei casi in cui l\u2019indifferenza religiosa, che non gradisce essere turbata da dispute teologiche, ha fatto valere il proprio peso. <span style=\"text-decoration: underline;\">Quasi tutte le persone<\/span> [\u2026] <span style=\"text-decoration: underline;\">ammettono il dovere della tolleranza con tacite riserve<\/span><\/em>.\u201d Come fondamento dell\u2019apparato normativo che regola il vivere comunitario deve necessariamente pertanto esserci il criterio \u2013 di stampo squisitamente utilitarista \u2013 secondo il quale <strong>l\u2019obiettivo da raggiungere non pu\u00f2 che essere il massimo benessere per il maggior numero di persone<\/strong>, ma al tempo stesso <strong>l\u2019individualit\u00e0<\/strong> \u00e8 un elemento assai connotativo del bene della societ\u00e0, che non pu\u00f2 essere soffocato, prevaricato o messo in secondo piano.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/libert\u00e0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1859\" title=\"libert\u00e0\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/libert\u00e0-300x223.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/libert\u00e0-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/03\/libert\u00e0.jpg 538w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Pertanto l\u2019uomo, finch\u00e9 la sua indipendenza non viola quella altrui (\u201c<em>il solo scopo per cui si pu\u00f2 legittimamente esercitare un potere su qualunque membro di una comunit\u00e0 civilizzata contro la sua volont\u00e0 \u00e8 per evitare danno agli altri<\/em>\u201d), \u00e8 del tutto libero di seguire il suo proprio percorso di <strong>ricerca della felicit\u00e0<\/strong>, <strong>un diritto sentito come inalienabile<\/strong> anche dai pi\u00f9 grandi scrittori greci e latini, e quindi anche di esprimere il proprio disaccordo con le opinioni maggioritarie e di scegliere volontariamente di non adeguarsi, poich\u00e9 li ritiene ingiusti per s\u00e9, ai modelli di comportamenti, pensieri, usi, costumi, condotte e persino gusti (<em>de gusti bus non disputandum est <\/em>\u00e8 adagio di secolare tradizione) e sentimenti imposti, proposti o comunque adottati in modo predominante dalla collettivit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">La regione propria della libert\u00e0 umana, secondo Mill, che non si stanca nel corso dell\u2019opera di ribadire il concetto, \u201c<em>comprende, innanzitutto, la sfera della coscienza interiore, ed esige libert\u00e0 di coscienza nel suo senso pi\u00f9 ampio, libert\u00e0 di pensiero e sentimento, assoluta libert\u00e0 di opinione in tutti i campi, pratico o speculativo, scientifico, morale, o teologico. La libert\u00e0 di esprimere e rendere pubbliche le proprie opinioni pu\u00f2 sembrare dipendere da un altro principio, poich\u00e9 rientra in quella parte del comportamento che riguarda gli altri, ma ha quasi altrettanta importanza della stessa libert\u00e0 di pensiero, in gran parte per le stesse ragioni, e quindi ne \u00e8 pratica inscindibile. In secondo luogo, questo principio richiede la libert\u00e0 di gusti e occupazioni, di modellare il piano della nostra vita secondo il nostro carattere, di agire come vogliamo, con tutte le possibili conseguenze, senza essere ostacolati dai nostri simili, <strong>purch\u00e9 le nostre azioni non li danneggino<\/strong>, anche se considerano il nostro comportamento stupido, nervoso, o sbagliato. In terzo luogo, da questa libert\u00e0 di ciascuno discende, entro gli stessi limiti, quella di associazione tra individui: la libert\u00e0 di unirsi per qualunque scopo che non implichi altrui danno, a condizione che si tratti di adulti, non costretti con la forza o con l\u2019inganno. <strong>Nessuna societ\u00e0 in cui queste libert\u00e0 non siano rispettate nel loro complesso \u00e8 libera, indipendentemente dalla sua forma di governo<\/strong>; e nessuna in cui non siano assolute e incondizionate \u00e8 completamente libera. La sola libert\u00e0 che meriti questo nome \u00e8 quella di perseguire il nostro bene a nostro modo, purch\u00e9 non cerchiamo di privare gli altri del loro o li ostacoliamo nella loro ricerca<\/em>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">La visione del mondo di Mill che si desume dalle affermazioni proposte caratterizza ovviamente in maniera precisa anche <strong>le sue teorie in<\/strong> <strong>ambito economico<\/strong>: definito dai pi\u00f9 come un liberale classico, non mancano in realt\u00e0 controversie in merito alla sua collocazione nel solco della tradizione economica generata da questa dottrina. Mill infatti si discosta in certi punti dal consueto favore nei confronti del libero mercato <em>tout court<\/em>, poich\u00e9 considera naturali e dunque immutabili solo le leggi di produzione, mentre quelle di distribuzione, poich\u00e9 frutto di particolari contingenze di stampo etico-politico e di ragioni sociali, <strong>sono a suo dire modificabili<\/strong>. Prendendo in ogni modo le mosse dal testo cardine di <strong>Adam Smith<\/strong> (Krikcaldy, 5 giugno 1723 \u2013 Edimburgo, 17 luglio 1790) \u2013 celebre per la sua teoria della mano invisibile, sulla regolazione spontanea dello scambio e delle attivit\u00e0 di produzione \u2013, <em>La ricchezza delle nazioni<\/em>, Mill si spinge a dichiarare il proprio <strong>favore verso le imposte<\/strong> (osteggiate viceversa alla stregua di un male assoluto per la societ\u00e0 da pensatori di spicco come per esempio <strong>Benjamin Franklin<\/strong>) purch\u00e9 esse abbiano una giustificazione nella loro utilit\u00e0 per il collettivo. Inoltre <strong>contesta a Smith<\/strong> il suo non considerare l\u2019erogazione di un servizio come un vero lavoro produttivo, e non reputa il proprio liberismo come una posizione meramente di principio, bens\u00ec discendente da un pragmatico e profondo convincimento, suffragato da dati, di maggiore efficienza e produttivit\u00e0. <strong>Non ritiene poi la propriet\u00e0 privata un diritto naturale<\/strong>, e ammette una certa dose di protezionismo, quando questo funga da tutela di un sistema industriale \u201cappena nato\u201d. Una volta raggiunto il livello di competitivit\u00e0 con gli altri sistemi, le tutele vanno per\u00f2 rimosse.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se ordini il libro tramite il nostro link hai diritto ad uno sconto significativo (Amazon): Saggio sulla libert\u00e0 &#8212; &#8212; &#8212; John Stuart Mill, nato nel 1806, il venti di maggio, a Pentonville, un distretto di Londra (laddove nel 1902 &hellip; <a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=1855\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,11],"tags":[280,80,81,279,226,281,262],"class_list":["post-1855","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-filosofiapolitica","category-recensione-libri","tag-john-stuart-mill","tag-liberalismo","tag-liberta","tag-mill","tag-riassunto","tag-saggio-sulla-liberta","tag-sintesi"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.6 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>John Stuart Mill, Saggio sulla libert\u00e0. 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