{"id":1357,"date":"2012-01-22T14:52:02","date_gmt":"2012-01-22T14:52:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=1357"},"modified":"2012-02-12T20:14:46","modified_gmt":"2012-02-12T20:14:46","slug":"post-human-di-roberto-marchesini-una-recensione-sulle-nuove-frontiere-della-hybris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=1357","title":{"rendered":"Post-human, di Roberto Marchesini. Una recensione sulle nuove frontiere della hybris"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/bimbo-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1364\" title=\"bimbo 2\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/bimbo-21.jpg\" alt=\"\" width=\"773\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/bimbo-21.jpg 773w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/bimbo-21-300x192.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 773px) 100vw, 773px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"center\">(<em>il bambino delle stelle, un fotogramma del film <\/em>\u201c<strong>2001 Odissea nello spazio<\/strong>\u201d)<\/p>\n<p align=\"justify\">Ordinando il libro di Roberto Marchesini tramite il nostro link usufruisci di uno sconto (Amazon): <a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/gp\/product\/8833913791\/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&#038;tag=filosofipreca-21&#038;linkCode=as2&#038;camp=3370&#038;creative=23322&#038;creativeASIN=8833913791\">Post-Human. Verso nuovi modelli di esistenza (Saggi. Scienze)<\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.assoc-amazon.it\/e\/ir?t=filosofipreca-21&#038;l=as2&#038;o=29&#038;a=8833913791\" width=\"1\" height=\"1\" border=\"0\" alt=\"\" style=\"border:none !important; margin:0px !important;\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\">\n&#8212; &#8212; &#8212;<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>Siamo delle macchine, e non in senso metaforico, ma letterale. Siamo macchine fatte di altre macchine. Le proteine di cui siamo composti sono esse stesse delle macchine, dei meccanismi. E il cervello \u00e8 a sua volta una immensa macchina<\/em> (Daniel Dennet)<\/p>\n<p align=\"justify\">Se siete interessati ad un manuale geniale, completo e specifico dedicato al dibattito sulla <strong>crisi dell\u2019umanesimo e dell\u2019antropocentrismo<\/strong>, sulla natura e l\u2019identit\u00e0 umana dopo la <strong>rivoluzione darwiniana <\/strong>e l\u2019evoluzione della <strong>tecnosfera<\/strong>, sui risvolti filosofici ed etici del <strong>postumanesimo<\/strong> e sulla ridefinizione scientifica su ci\u00f2 che accomuna in chiave coevolutiva l\u2019essere umano ad una macchina o da un altro animale, <strong>Post Human <\/strong>di <strong>Roberto Marchesini <\/strong>\u00e8 il classico da non perdere. Oltre a ci\u00f2, Marchesini si inserisce nel prezioso dibattito su mente, coscienza e intelligenza artificiale, da sempre nel mirino di filosofi e neuroscienziati sempre in lite fra di loro. Ho letto molta letteratura di questo genere, ma posso tranquillamente dire che \u00e8 un libro che svetta tranquillamente, nel panorama italiano, su tutti quelli dedicati ai medesimi argomenti di frontiera, specie se si \u00e8 neofiti del campo e si cerca un libro che sia in grado di presentare l\u2019intera questione con chiarezza senza tralasciare l\u2019innegabile complessit\u00e0 degli argomenti. Temi dove la <strong>filosofia<\/strong> si sposa con <strong>antropologia<\/strong>, <strong>zooantropologia<\/strong>, <strong>scienza<\/strong> e <strong>tecnica<\/strong>, non senza uno sguardo critico e bioetico su alcuni risvolti di questo connubio (come l\u2019<strong>iperumanesimo<\/strong> e il <strong>tecnognosticimo<\/strong>, gli \u201c<strong>estropiani<\/strong>\u201d, i <strong>transumanisti<\/strong> ed i risvolti etici sulle nuove <strong>biotecnologie<\/strong>). E soprattutto, questo prezioso connubio avviene sfruttando il paradigma della complessit\u00e0 ed evitando quegli odiosi riduzionismi che fanno spesso torcere il naso agli umanisti ed ai filosofi di formazione scientifica.<\/p>\n<p align=\"justify\"><!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\">Marchesini attacca il <strong>paradigma della purezza umana<\/strong>, costruendo pian piano una <strong>nuova ontologia <\/strong>dell\u2019essere umano. La nuova ontologia non ha niente di puro, ma \u00e8 un ibrido \u201cmostruoso\u201d che ha in s\u00e9 tutte le alterit\u00e0 che gli umanisti avevano allontanato dall\u2019antropopoiesi, e cio\u00e8 gli altri animali e le macchine. L\u2019uomo non \u00e8 un universo isolato, tutt\u2019altro. Non \u00e8 qualcosa di speciale e sostanzialmente differente da tutto il resto. Al contrario, \u00e8 un ibrido (da \u201chybris\u201d, parola che \u201cstranamente\u201d per i Greci celava in s\u00e9 un delitto, una colpa, una mostruosit\u00e0): \u201c<em>Questo fa s\u00ec che la cultura umana non sia il marchio che condanna l\u2019uomo alla solipsia ontologica, ma il pi\u00f9 grandioso progetto partecipativo che, per quanto ne sappiamo, la natura ha saputo mettere in atto<\/em>\u201d. La filosofia classica e l\u2019umanesimo seguente, nonch\u00e9 la scienza moderna, avevano parlato dell\u2019uomo come di un essere debole e inadatto al mondo, che si affranca da questa sua debolezza tramite un bagaglio unico e irripetibile, la cultura. E\u2019 il classico <strong>paradigma dell\u2019incompletezza<\/strong>: l\u2019uomo, incompleto per natura, si redime tramite la cultura. E\u2019 il mito di <strong>Prometeo<\/strong>, che ruba il fuoco a Zeus, e cio\u00e8 la tecnica, per aiutare gli uomini, deboli e schiavi della natura. Un mito a cui hanno fatto eco, per citare qualche nome, <strong>Platone<\/strong>, <strong>Tommaso<\/strong>, <strong>Pico della Mirandola<\/strong>, <strong>Montaigne<\/strong>, <strong>Cartesio<\/strong> (in chiave natura = meccanicismo, uomo = libert\u00e0). Nel Settecento, <strong>Herder<\/strong>, nel Novecento, da <strong>Arnold Gehlen<\/strong>. Un mito che domina anche al giorno d\u2019oggi. Per fare un altro esempio (fra i mille possibili), Marchesini cita <strong>Galimberti<\/strong>: \u201c<em>la tecnica \u00e8 nata non come espressione dello spirito umano, ma come rimedio alla sua insufficienza biologica<\/em>\u201d (<strong>Psiche e techne<\/strong>, p. 34) ma anche gli antropologi <strong>Clifford Geertz <\/strong>e <strong>Francesco Remotti<\/strong>. Ci si potrebbe chiedere: perch\u00e9 questo attacco ad un paradigma cos\u00ec fondante dell\u2019Occidente? Marchesini confuta il mito dell\u2019incompletezza da un punto di vista scientifico ed evolutivo, parlando pi\u00f9 propriamente non di incompletezza, ma della \u201c<strong>percezione dell\u2019incompletezza<\/strong>\u201d:<\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<em>E\u2019 corretto dire che nella restante morfologia e fisiologia [\u201crestante\u201d rispetto alle prestazioni celebrali] siamo carenti rispetto alle altre specie? Mi sembra proprio di no. L\u2019uomo possiede una capacit\u00e0 di coordinazione muscolare che non ha pari in natura e che gli permette un repertorio di prestazioni che farebbero impallidire qualunque specie: pu\u00f2 nuotare, arrampicarsi, correre, strisciare, compiere balzi di notevole portata. Ma quello che \u00e8 pi\u00f9 incredibile \u00e8 la precisione dei suoi movimenti: \u00e8 in grado di scagliare un sasso o un bastone con una correlazione sull\u2019obiettivo quasi millimetrica, l\u2019opponibilit\u00e0 del pollice gli conferisce una propriet\u00e0 manipolatoria che non ha confronti in natura, ha la capacit\u00e0 di integrare i percetti cognitivi in modo istantaneo, cosicch\u00e9 pu\u00f2 ottenere performance di assetto e virtuosismi spettacolari. La struttura laringea gli consente un repertorio di vocalizzazioni pressoch\u00e9 infinito: l\u2019uomo \u00e8 teoricamente in grado di imitare il verso di quasi tutti gli animali, pu\u00f2 dar vita ad un repertorio di fenomeni discreti, qualit\u00e0 indispensabile per realizzare il linguaggio, riesce a scansionare il tempo con elevata precisione per cui pu\u00f2 imitare la struttura armonica di qualsiasi verso d\u2019uccello. Anche l\u2019apparato scheletrico dell\u2019uomo \u00e8 tutt\u2019altro che imperfetto; consente infatti l\u2019andatura bipede, fondamentale per indirizzare gli arti anteriori a funzioni non locomotorie, permettendo quella performativit\u00e0 muscolare sopraricordata. Anche la dotazione sensoriale \u00e8 di buon livello: abbiamo occhi che vedono una banda cromatica sufficientemente ampia \u2013 la maggior parte degli altri mammiferi ha una struttura retinica ben pi\u00f9 povera di coni e quindi meno funzionale nella distinzione dei colori \u2013 e cavit\u00e0 orbitali posizionate in modo da consentirci una discreta visione binoculare, indispensabile per operare corrette valutazioni sulla profondit\u00e0 di campo. Il nostro udito non \u00e8 certo scadente, non eccelliamo nell\u2019olfatto ma d\u2019altro canto non siamo completamente anestetici, come capita invece ad altre specie. Il gusto dell\u2019uomo \u00e8 molto pi\u00f9 sviluppato di quello dei cani e dei gatti, per non parlare del tatto, che nella nostra specie arriva a una precisione davvero strabiliante<\/em>\u201d (p.34)<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma tanto accanimento contro questo dogma dell\u2019incompletezza umana non sarebbe giustificato se non ci accorgessimo che esso presuppone il considerare la natura come qualcosa di estraneo all\u2019uomo, e l\u2019uomo qualcosa di gnosticamente estraneo ad essa: \u201c<em>non \u00e8 ignorando la biologia che si arriver\u00e0 a comprendere quel complesso di manifestazioni che caratterizzano l\u2019espressione umana. Purtroppo \u00e8 uno sbaglio che si continua a perpetuare: per sfuggire il rischio di facili e odiosi riduzionismi, si tende a credere che prescindendo dal sostrato biologico e ignorando la storia evolutiva si possano ugualmente costruire delle scienze umane. Ma non \u00e8 cos\u00ec<\/em>\u201d (p.23).<\/p>\n<p align=\"justify\">Per queste ragioni (ma molte di pi\u00f9, ampiamente argomentate nel libro), l\u2019evento culturale \u00e8 per Marchesini un evento di <strong>ibridazione<\/strong>, non di separazione natura\/cultura. E\u2019 la creazione di un <strong>monstrum<\/strong>, non di un essere puro e unico. Di qui l\u2019idea principale del libro: \u201c<em>in altri termini, l\u2019idea principale di questo saggio \u00e8 che ogni tecnologia umana, e pi\u00f9 in generale ogni acquisizione culturale, \u00e8 in un certo senso una biotecnologia<\/em>\u201d. Eravamo gi\u00e0, molto prima delle nanotecnologie o delle protesi biomeccaniche, degli ibridi. Eventi culturali-tecnologici come l\u2019uso della pietra, come una ruota, o pi\u00f9 recentemente come gli antibiotici, hanno creato uno \u201c<strong>slittamento della pressione selettiva<\/strong>\u201d verso nuove prestazioni: \u201c<em>uno dei temi centrali di questo libro \u00e8 proprio relativo ai feedback che ogni tecnologia produce nel sostrato biologico<\/em>\u201d (p.30). L\u2019uomo cio\u00e8 si \u00e8 evoluto costantemente integrato alle sue capacit\u00e0 di ibridarsi con l\u2019alterit\u00e0. Pietra, ruota e antibiotico sono gi\u00e0 entrati nel codice genetico della nostra specie. La capacit\u00e0 di sopravvivenza si \u00e8 esternalizzata nella tecnica, cambiando, per esempio, le nostre mani, la nostra andatura, la nostra pelle priva di pelliccia (adatta alla tecnica \u201cvestito\u201d), e tanti nostri comportamenti. Seguendo <strong>Heinrich Popitz<\/strong>, Marchesini rovescia il paradigma umanista, per cui succede che \u201c<em>l\u2019uomo si rende incompleto tramite la cultura<\/em>\u201d. Infatti, la protesi tecnologica-culturale spinge ed ha spinto la pressione selettiva sulla creazione di nuove <em>performances<\/em> con l\u2019alterit\u00e0, le quali sono diventante un nostro bagaglio genetico e fisiologico, creando nuovi bisogni rispetto ad altre specie animali. Proprio queste acquisizioni ed i correlati slittamenti di pressione selettiva a creare la sensazione di imperfezione dell\u2019uomo, ed il corpo assume nuovi confini, ibridi e sconcertanti per una visione classica. Seguendo <strong>Popitz<\/strong>, <strong>Leroi-Gourhan<\/strong>, <strong>Gregory Bateson<\/strong>, <strong>Marshall McLuhan<\/strong>, <strong>de Kerckhove<\/strong>, e come <strong>Giuseppe Longo<\/strong>, Marchesi pu\u00f2 affermare:<\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<em>sia nel processo proiettivo di fabbricazione del manufatto sia nella successiva esternalizzazione performativa \u00e8 necessario aver acquisito la capacit\u00e0 di sincronizzare non solo il proprio corpo ma il complesso corpo-strumento <\/em>[\u2026] <em>non \u00e8 facile dire dove termini il corpo: affermare che esso \u00e8 racchiuso nei suoi limiti topologici, segnati dalla pelle, \u00e8 \u2013 sotto il profilo comunicativo ed effettivo \u2013 arbitrario e sostanzialmente inesatto<\/em>\u201d (p. 254. 256).<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019uomo \u00e8 cio\u00e8 \u201c<em>una sorta di cyborg inconsapevole<\/em>\u201d (261). Tutte riflessioni che in effetti aprono ad una nuova interpretazione di quella galassia filosofica che \u00e8 il <strong>cyberpunk<\/strong>, che Marchesini analizza in maniera compiuta ed originale nei capitoli centrali del libro. La sindrome di <strong>Frankenstein<\/strong>, o quella di <strong>Pigmalione<\/strong>, che ha caratterizzato la purezza umanistico-greca della civilt\u00e0 occidentale, finisce col scomparire di fronte all\u2019evidenza di una ibridazione fra vita (umana e non umana) e macchine, che ridefinisce lo stesso concetto di vita e natura umana. Ci si potrebbe domandare infatti perch\u00e9 definire vita un virus biologico e non uno informatico, un batterio e non una nanomacchina, un alveare e non un ecosistema. La separazione tra artificiale e naturale collassa e nuovi sistemi complessi (quali intelligenze artificiali, il \u201ccyberspazio\u201d, o un ecosistema stesso \u2013 come <strong>l\u2019ipotesi Gaia <\/strong>ricorda) divengo oggetto di definizioni al limite o oltre quella di \u201cvivente\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/falco-totem.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1368\" title=\"falco totem\" src=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/falco-totem.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"320\" srcset=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/falco-totem.jpg 400w, https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2012\/01\/falco-totem-300x240.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Insieme all\u2019alterit\u00e0 non biologica, l\u2019uomo \u00e8 diventato ci\u00f2 che \u00e8 anche grazie <strong>all\u2019alterit\u00e0 animale<\/strong>: per Marchesini l\u2019alterit\u00e0 animale ha mediato e promosso buona parte delle espressioni culturali. Proprio per una delle caratteristiche pi\u00f9 sorprendenti dell\u2019uomo, e cio\u00e8 la <strong>prolungata immaturit\u00e0 infantile<\/strong>, il mondo animale si \u00e8 offerto insomma come un \u201c<em>immenso dizionario di modelli da assumere<\/em>\u201d (p. 109). La specializzazione dell\u2019uomo sarebbe stata nella sua capacit\u00e0 di ibridarsi con il mondo esterno e soprattutto con gli animali, una capacit\u00e0 che chiama \u201c<strong>zoomimesi<\/strong>\u201d: l\u2019uomo \u00e8 quell\u2019animale che impara anche dalle altre specie e che le utilizza come prolungamenti, siano essi percettivi, cognitivi, tassonominci, estetici, operativi, funzionali e via dicendo. Sulle orme di <strong>Konrad Lorenz<\/strong>, <strong>James Serpell<\/strong>, <strong>Hubert Montagner <\/strong>e <strong>Paul Shepard <\/strong>(insomma, in linea con la zooantropologia), studiosi che hanno analizzato l\u2019interazione uomo-animale in chiave evolutiva, Marchesini mostra, al pari della tecnica, della stampa, dei media, dei computer, quanto anche il mondo animale sia una componente essenziale della nostra specie, del nostro corpo, della nostra storia biologia e della nostra ontologia genetica. Distruggendo con dati scientifici quel <strong>mito dell\u2019unicit\u00e0 e integrit\u00e0<\/strong>, della purezza della cosmopoli umana e attaccando l\u2019antropocentrismo epistemologico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Marchesini per\u00f2 smitizza anche altre forme di purezza culturali, come il dualismo mente-corpo, una versione epistemologica e storia-culturale di quella software-hardware: \u201c<em>tutto il corpo si trova a ruotare intorno a questa strana emergenza chiamata coscienza che si illude di dominare la situazione dalle alte vette corticali, ma che in realt\u00e0 \u00e8 profondamente dominata da un coacervo di funzioni che si svolgono in altre sedi<\/em>\u201d (p. 224). Ma anche il mito <strong>heidegerriano<\/strong> e non solo della tecnica come dominio dell\u2019uomo. Preso di mira da Marchesini \u00e8 anche il \u201ccartesianesimo\u201d delle scienze cognitive (separare la mente dal corpo) e quel riduzionismo di alcuni campi di studi dell\u2019 <strong>Intelligenza Artificiale<\/strong>. Il \u201c<em>cyberspazio<\/em>\u201d, similmente, \u00e8 analizzato nei suo risvolti problematici ed inquietanti come nuova frontiera ibrida e volano di una nuova intelligenza collettiva, potenziata dalla realt\u00e0 virtuale e dalla continua digitalizzazione di ogni oggetto-soggetto reale. Come la coppia dicotomica naturale-artificiale diventa una costruzione illusoria, lo diventa anche reale-virtuale. Rievocando il filosofo <strong>Jean Baudrillard<\/strong>, ma anche <strong>James Ballard<\/strong>, <strong>Philip Dick <\/strong>e <strong>William Burroughs <\/strong>si potrebbe dire che il virtuale sostituisce il reale e lo ridefinisce.<\/p>\n<p>&#8212; &#8212; &#8212;<br \/>\n&#8211; Sull&#8217;epistemologia evuluzionistica e Konrad Lorenz, <a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=85\" target=\"_blank\">vedi qui<\/a><\/p>\n<p>&#8211; Sull&#8217;epistemologia evuluzionistica e Jacques Monod, <a href=\"https:\/\/www.filosofiprecari.it\/wordpress\/?p=808\" target=\"_blank\">vedi qui<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(il bambino delle stelle, un fotogramma del film \u201c2001 Odissea nello spazio\u201d) Ordinando il libro di Roberto Marchesini tramite il nostro link usufruisci di uno sconto (Amazon): Post-Human. Verso nuovi modelli di esistenza (Saggi. 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